balenciaga ha vinto il gioco del fashion month?

Se ne parla, se ne legge e se ne scrive ovunque: la S/S 2020 di Balenciaga by Demna Gvasalia sembra aver alzato di qualche spanna l'asticella della PFW.

di Osman Ahmed
|
30 settembre 2019, 1:50pm

l'idea per il set della sfilata Spring/Summer 2020 Balenciaga era una sala riunioni completamente colorata di blu cobalto — quasi identica a quella delle Nazioni Unite, e della tonalità della bandiera dell’Unione Europea — con una passerella elicoidale che terminava in un piccolo spiazzo centrale.

Ciò che ha conferito all’evento altre qualità di preveggenza è stata la scelta del tema della nuova collezione firmata Demna Gvasalia — il potere. “Power dressing, non importa che tipo di lavoro uno ha,” così c’è scritto sui suoi appunti. La sfilata era uno strano cast di personaggi cinematografici — le modelle non erano vere modelle, c’erano anziani e giovani: architetti, galleristi, studenti, artisti, musicisti, corrieri, ingegneri, camerieri — così che una parata di volti apparentemente anonimi sembrava voler stravolgere proprio il concetto stesso di potere. Il sottofondo musicale agghiacciante rendeva impossibile capire se le figure in completo fossero i buoni o i cattivi, i politici o il proletariato. Chi detiene davvero il potere? Chi potrebbe - o dovrebbe - averlo? La sfilata era una vera e propria sfida per mettere in dubbio il sistema, una sfida per sperare in un mondo migliore.

È stato emozionante. La sensazione di esserci e di esserne coinvolti era amplificata ancora di più dal fatto che Demna ha assoldato lo scienziato ed esperto di profumi Sissel Tolaas, per creare un’esperienza olfattiva che riportava alla mente ciò che solitamente viene associato al potere. Tolaas creò quattro odori — antisettico, sangue, soldi e petrolio — che erano fatti esalare dalle pareti e dal soffitto, in modo da creare un’esperienza sensoriale a tutto tondo. Zigomi e labbra rifatte alludevano allo spostamento degli standard di bellezza, le proporzioni erano amplificate nello stesso modo dei giacconi e dei parka della collezione.

Riguardo il resto dei vestiti, si rifacevano tutti quanti alle uniformi. Le "Nuove Uniformi della Moda,” come le ha descritte Demna. C’erano i completi con spalle iper-pronunciate che sapevano molto più del petrolio, ma anche le enormi spalle intimidatorie accostate a tute sportive e misteriosi trench. C’erano pigiami con stampe denim (il messaggio: non tutto è come appare) e molti vestiti a collo alto, con spalle perfettamente perpendicolari, (il marchio di stampa Vetement), questa volta con stampe a pois, di testate di giornale e bottigliette di profumo.

Anche se si tratta di Balenciaga, la maggior parte delle entrate arrivano dalla vendita degli accessori. Quindi, in aggiunta alle silhouette estreme e facilmente associabili a quelle dei ‘cattivi’, c’erano anche borse di Hello Kitty e le nuovissime sneaker firmate Balenciaga: la ‘Tyrex’, un ibrido tra un attitudine atletica e una scarpa da ufficio. Parte della genialità di ciò che Demna fa da Balenciaga è che slitta da connotazioni distorte dei vestiti più banali e casual, a quelli più spettacolari. Nadja Auermann si è fatta strada sulla passerella in un vestito di satin nero che era quasi una copia carbone di una creazione originale di Cristobal Balenciaga, Bella Hadid invece indossava un mini vestito di velluto con il retro fatto come se fosse un pantaloncino da bici. Degli enormi vestiti in lurex argento e oro con crinoline ondeggianti (che si possono togliere, se ve lo steste chiedendo) conferivano qualità surreali, aliene a quella passerella color-Unione Europea, probabilmente una satira dell’assurdità di una ricchezza non poi così subdola. Un bel contrasto rispetto alle t-shirt firmate “b@len©i@9a”. Questo è il lusso moderno.

Certamente, abbiamo già visto dei vestiti così giganteschi che si rifanno alle assurde crinoline dell’inizio ‘800. È diventata una questione spinosa quella di poter creare un momento Insta-friendly, per offrire un assaggio di uno stile di vita favolesco dove era di norma poter permettersi l’aiuto di una persona anche nel vestirsi. Forse erano le facce senza trucco, l’odore di antisettico o l’ipnotica stanza blu, ma gli enormi vestiti di Balenciaga sembravano totalmente reali e credibili, non solo un sogno da passerella. Ancora più importante è il fatto che definivano il superpotere di Demna nel gestire una sfilata che possa spingere i confini della moda, evocare desiderio e veramente sedimentarsi nella coscienza collettiva.

1569837428022-SS20C-Balenciaga-001
1569837435640-SS20C-Balenciaga-007
1569837442600-SS20C-Balenciaga-008
1569837456391-SS20C-Balenciaga-009
1569837465909-SS20C-Balenciaga-015
1569837570770-SS20C-Balenciaga-016
1569837576969-SS20C-Balenciaga-019
1569837583243-SS20C-Balenciaga-022
1569837597020-SS20C-Balenciaga-027
1569837604010-SS20C-Balenciaga-033
1569837755105-SS20C-Balenciaga-039
1569837761145-SS20C-Balenciaga-040
1569837774800-SS20C-Balenciaga-045
1569837781562-SS20C-Balenciaga-054
1569837788063-SS20C-Balenciaga-066
1569837847866-SS20C-Balenciaga-079
1569837864883-SS20C-Balenciaga-071
1569837876258-SS20C-Balenciaga-087

Crediti

Fotografia di Mitchell Sams

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

Segui i-D su Instagram e Facebook

Demna è forse uno dei personaggi più controversi ed amati della moda. Qui spieghiamo perchè:

Tagged:
Balenciaga
Paris Fashion Week
PFW
demna gvaslia
spring/summer 20
ss20