Fotografia di Kate Bellm

le sirene di kate bellm: giovani, selvagge e libere

Le immagini di 'Underwaterworld' sono una via di fuga dalla realtà, verso spiagge e paradisi dimenticati.

|
23 gennaio 2018, 2:13pm

Fotografia di Kate Bellm

"Selvagge, giovani e nude" sono i tre aggettivi che usa la stessa Kate Bellm per descrivere gli scatti della sua serie Underwaterworld. Nata a Londra, la fotografa vive oggi a Deia, un piccolo paese sulle spiagge di Malta dove ha fotografato modelle locali immerse nelle acque mediterranee. Nelle fotografie le protagoniste esplorano il corpo femminile e, in alcuni casi, la loro sessualità. È come se Le Vergini Sucide, Una Sirena a Manhattan e gli Infinity Mirrors di Kusama si fossero uniti, dando vita a nuove immagini sospese in un mondo parallelo. Ma la serie, ci spiega Kate, è in realtà ispirata alla sua vita quotidiana: "Vivo in montagna, in un bosco a poca distanza dal mare. Sono questi i tre elementi a cui mi sono ispirata. Ci sono i fiori, l'acqua e le rocce che mi circondano tutti i giorni." Affascinati, noi di i-D abbiamo parlato con Kate per scoprire qual è il legame tra natura, donna e sesso.

Cosa ti ha attratto del mondo della fotografia?
Tutto! Fin dall'adolescenza sento la necessità di creare immagini. Le mie prime fotografie hanno come soggetti amici, famiglia e vicini di casa. Li invitavo a casa mia, dove creavo dei set artigianali ispirandomi a LaChapelle. Scattavo con una vecchia macchina fotografica di mio padre.

Quali sono gli artisti e fotografi che hanno avuto il maggior impatto su di te?
Peter Beard, Helmut Newton, Ren Hang e Mike Brodie.

A cosa si ispira la serie Underwaterworld?
È stato tutto molto naturale e spontaneo. Quando mi sono trasferita qui, nel bel mezzo del mar Mediterraneo, le modelle da fotografare erano ovviamente meno, così ho iniziato a portare la mia macchina fotografica con me quando andavo a nuotare. Lì ho incontrato altre ragazze, ho chiesto loro se potevo fotografarle e nel giro di qualche giorno è nata Underwaterworld.

Dove vivevi prima?
Ho vissuto a Londra, Parigi e Berlino prima di trasferirmi a Deia, in Spagna. Qui ho una casa che ho costruito e progettato io stessa insieme a mio marito; è immersa nella natura, a cavallo tra mare e montagna.

Come hai scattato le immagini sott'acqua? Il risultato è stato quello che ti aspettavi?
È stata una sfida, ma anche molto divertente. Di solito iniziavamo facendoci una nuotata per trovare piccole grotte e anfratti da usare come sfondo. È un progetto che va avanti da qualche anno ormai, perché ci sono giorni in cui la luce e l'acqua sono troppo perfetti per non scattare. Ovviamente non è facile, perché per realizzare questi scatti si finisce per nuotare a lungo, tra le due e le tre ore circa. E poi ci sono tutti gli inconvenienti del caso, come meduse e onde troppo violente. Prima di iniziare volevo semplicemente che questa serie risultasse naturale, e così è stato.

Perché la naturalezza è così importante per te?
Mi piace il contrasto tra i miei scatti di moda, così innaturali e impostati, e quelli completamente liberi e selvaggi che faccio per il mio portfolio personale. Credo sia un po' il modo in cui percepisco il mondo.

Il nudo è una parte essenziale del tuo lavoro?
Sì, assolutamente, perché il nudo è il simbolo per antonomasia della natura. Ed è anche sexy, ovviamente.

Cosa pensi della censura del corpo femminile sui social media?
Per me non ha nessun senso, perché ci sono altre piattaforme su cui è possibile condividere questo tipo di immagini. Insomma, dovrebbero smetterla di censurarle e basta.

Credi che l'approccio femminile al nudo sia diverso da quello dei fotografi di sesso maschile?
Sì, sia io che le modelle ci sentivamo perfettamente a nostro agio scattando. Non c'era imbarazzo, eravamo una vera squadra.

Cosa speri che provino le persone osservando i tuoi scatti? Voglia di fuga dalla realtà?
Esattamente! Vorrei suscitare in loro la voglia di buttarsi nell'oceano, di fare un tuffo sott'acqua ed entrare in contatto con la natura.

In che modo questa serie è legata alle altre?
La natura è il leitmotiv che accomuna tutto il mio portfolio personale.