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ad altaroma l'arte indaga il rapporto tra corpo e abito

Deformazioni, trasparenze, silhouette... Vi presentiamo gli artisti e i designer che hanno interpretato questa relazione appassionata.

di Eloisa Reverie Vezzosi
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01 febbraio 2016, 12:20pm

In uno spazio postindustriale su pavimenti e muri che recano tracce della memoria dell'antica Dogana di Roma, A.I. Artisanal Intelligence per Altaroma Atelier ha portato in scena "Body for the Dress", un'installazione corale a cura di Clara Tosi Pamphili e Alessio de' Navasques dedicata a indagare il rapporto tra corpo e capo, essere umano e abito, alla ricerca del punto di contatto perfetto. Thomas De Falco si è concentrato sull'idea archetipica di vestito, Sacha Turchi sulla sua struttura e Paolo Roberto D'Alia sul significato stesso che la Moda ha nel sistema industriale e anche nel nostro quotidiano.

Thomas De Falco (abito di Paolo Di Landro) e Brighenti

In collaborazione con IUAV di Venezia e Accademia Costume & Moda, A.I. ha dato spazio a otto designer, di cui quattro stranieri, di mostrare la loro personale visione di analisi e sintesi della tematica trattata. Admater, Gall, Kofta, Melampo, Ladina Steinegger, Pugnetti Parma, Sadie Clayton e Úna Burke si sono così uniti al dialogo corale a cui il 29 gennaio il pubblico di Altaroma ha potuto assistere attraverso documenti, opere d'arte, di moda e design, oggetti d'artigianato come i manichini nel video dell'Istituto Luce del 1941, i bustini di Brighenti e le giacche usate come segni da Roberto D'Alia.
Deformazioni, trasparenze, silhouette... Vi lasciamo ai simboli di questa relazione appassionata. 

altaroma.it

Úna Burke

Brighenti

Crediti


Testo Eloisa Reverie Vezzosi
Foto Andrea Buccella

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