girls in a band: le hinds sono il futuro del rock al femminile

In attesa del loro concerto a Milano sabato 23 gennaio, abbiamo incontrato le 4 ribelli del rock spagnolo per parlare delle difficoltà dell'essere donne nell'industria della musica e dell'essenza del rock'n'roll.

di Giorgia Baschirotto
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21 gennaio 2016, 9:25am

"Credo che il ruolo di una donna in una band sia quello di aggiungere un elemento di caos, di mistero, un'energia inspiegabile, qualcosa che faccia pensare alla gente 'Quale sarà la sua prossima mossa?' Rende il tutto un po' meno prevedibile" scrive nel suo memoir Kim Gordon, bassista e cantante della band noise statunitense Sonic Youth, nonché mia insostituibile icona. È proprio questa forza e questa vitalità che stanno cercando di riportare sui palchi di tutto il mondo le Hinds, band garage rock tutta al femminile che dopo il successo di Bamboo, singolo uscito lo scorso giugno accompagnato da un video rigorosamente in stile lo-fi, ha rilasciato la scorsa settimana l'album di debutto Leave Me Alone, che le sta portando in un tour che toccherà a partire da oggi tre città italiane: Torino, Bologna e infine Milano sabato 23 gennaio, in un evento organizzato da Anti-Social e Elita. Nato da un'idea di Ana e Carlotta, chitarrista e cantante del gruppo, le quali iniziarono a suonare cover dei Velvet Underground e di Bob Dylan nel tempo libero, il progetto è stato poi abbracciato anche da Ade e Amber, dando vita ad un sound che mescola l'indie rock dei primi anni 2000 al garage jangle anni '60. Frizzante e disinvolto, proprio come il loro look, contraddistinto da un vivace rossetto rosso sulle labbra, l'album delle Hinds è la colonna sonora perfetta per una fuga estiva alla riscoperta del brivido di un'avventura adolescenziale.

È da poco uscito il vostro prima album, congratulazioni! Potete parlarci del processo creativo che ha portato alla realizzazione di questo disco? Scrivete i vostri pezzi tutte assieme?
Hinds: Partecipiamo tutte alla composizione dei pezzi, ma quelle che ci lavorano di più sono Ana e Carlotta.
Carlotta: Siamo noi che scriviamo le melodie, i giri di chitarra e i testi. Eravamo già amiche prima che la band esistesse perciò ci conosciamo molto bene e parliamo lo stesso linguaggio. Siamo un team perfetto, riusciamo a trasporre in musica le nostre emozioni e i nostri pensieri.

Di recente ho letto Girl in a Band di Kim Gordon dei Sonic Youth. Nel libro parla delle difficoltà dell'essere una musicista in un ambiente con una forte presenza maschile. Troppo spesso le donne nell'industria della musica vengono giudicate in base al loro aspetto esteriore e al loro atteggiamento, raramente per il loro talento. Cosa ne pensate? Che cosa significa essere musiciste rock per voi?
Hey l'abbiamo letto anche noi! Essere una ragazza nell'industria della musica è difficile, non esiste ancora l'uguaglianza di genere in questa industria. Prima di fondare la band non ci siamo mai sentite screditate in quanto donne, mentre ora che facciamo parte di questo mondo ci succede spesso. Dato che siamo una minoranza nell'ambiente, vedere 4 ragazze che fanno rock'n'roll sul palco è un'immagine troppo forte per alcuni, a volte la gente non riesce nemmeno a concentrarsi sulla nostra musica, anche senza farlo apposta! Alcuni giornalisti che partecipano ai nostri concerti ci osservano sul palco e l'unica cosa che sembrano riuscire ad elaborare è: "Okay tutto chiaro, le ragazze vogliono semplicemente divertirsi!" Odiamo quella frase! Sembra davvero che vogliamo solo divertirci?! Non proprio, vogliamo molto di più! Non si tratta solo di divertimento, e soprattutto non è corretto dedurre tutto ciò solo perché siamo ragazze. Facciamo musica, siamo libere, e cerchiamo di comunicare qualcosa di completamente diverso. 

C'è qualche musicista donna in particolare che considerate un esempio da seguire?
Carlotta: Vorrei averne una in particolare, ma sai una cosa? Il mio esempio sono Ana, Ade e Amber.

Sulla vostra pagina Facebook avete scritto che il vostro album è stato "scritto nel bel mezzo di un uragano fatto di 133 concerti durante il 2015". Qual è stato il vostro concerto preferito fino ad ora e perché?
È difficile rispondere a questa domanda, abbiamo fatto così tanti concerti e sono così diversi tra loro che è impossibile sceglierne uno in particolare! Una volta però abbiamo suonato ad un party in casa a Kansas City ed è stato uno dei momenti più pazzi, estremi e divertenti di sempre.

Sul vostro Tumblr si possono trovare alcuni dei vostri testi. Avete deciso di condividerli perché considerate i testi importanti o perché amate vedere i fan cantare con voi ai concerti? Ho letto tutti i testi e non è difficile intuire che avete un debole per i bad boys! 
Oh! In realtà li abbiamo inseriti perché abbiamo suonato a New York in occasione del lancio del disco e durante l'evento ci sarebbe stato un karaoke, la gente poteva venire sul palco a cantare le nostre canzoni mentre noi suonavamo i pezzi haha! Adoriamo il fatto che i nostri fan conoscano i nostri testi, li curiamo molto, sono molto importanti per noi. E noooo non parliamo di bad boys! Parliamo di amore in ogni sua forma. L'amore può renderti felice, triste, arrabbiato, smarrito. È per questo che è il nostro argomento preferito per le nostre canzoni. 

Bowie se n'è andato tristemente la scorsa settimana. Che influenza ha avuto su di voi e sulla vostra musica?
Sentiamo di avere una connessione con lui perché ha rilasciato il suo ultimo album lo stesso giorno in cui abbiamo rilasciato il nostro primo. È triste che tutti gli eroi degli anni '60 e '70 se ne stiano andando, ma la musica deve continuare ed è per questo che siamo qui, per salvare il rock'n'roll e il concetto di libertà. 

Qual è la vostra definizione di rock'n'roll attitude nel 2016?
Il rock'n'roll attitude è un inno alla vita, è fare ciò che ami dando tutto te stesso. Il rock'n'roll è passione, senza vergognarsi mai di nulla. Rock'n'roll è la fottuta via verso la felicità.

4 album di cui non potete fare a meno?
The Strokes - Room on Fire
The Velvet Underground - The Velvet Underground
Mac deMarco - 2
Juan Wauters - North American Poetry

hindsband.com

Crediti


Testo Giorgia Baschirotto
Foto su gentile concessione di Salva Lopez 

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