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tra eva e chea: abbiamo parlato con giulia achenza alla triennale di milano

Intervistiamo la ventiseienne Giulia Achenza, in occasione della mostra Il Nuovo Vocabolario della Moda Italiana in cui la giovane presenta Chea, il Best Italian Fashion Film alla prima edizione del Fashion Film Festiva Milano nel 2014.

di Fabrizio Meris
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27 novembre 2015, 12:20pm

Foto Tassili Calatroni

"Tra le lettere dell'alfabeto la E penso sia la mia preferita. La E congiunge, fa da ponte tra le frasi e i soggetti (io e tu), ma accentata afferma l'essere delle cose. È l'iniziale della prima donna, Eva. La collego a qualcosa di antico e di sacro." Con queste considerazioni profonde ed affascianti si apre la nostra conversazione con la ventiseienne Giulia Achenza, in occasione della mostra Il Nuovo Vocabolario della Moda Italiana dedicata ad Elio Fiorucci, da pochi giorni inaugurata alla Triennale di Milano. In mostra Giulia presenta "Chea" il lavoro con cui si è aggiudicata il premio come Best Italian Fashion Film alla prima edizione del Fashion Film Festiva Milano nel 2014. Poco più di un anno fa Giulia stava terminando il suo corso di studi allo IED di Milano e si è trovata catapultata a vivere un'avventura da favola ma anche a combattere in un'arena, quella della moda, che si nutre di grande competizione ed eccellenza. Noi di i-D facciamo il tifo per lei e siamo felici di presentare White Island il suo nuovo lavoro video per la cosa di moda Etro.

Come è cambiata la tua vita da quando hai vinto un prestigioso premio al FFFM nel 2014?
Grazie soprattutto a Costanza Cavalli Etro, madrina del FFFM, ho capito che credere in sé stessi e nelle proprie capacità - anche quando si trovano degli ostacoli nel proprio percorso - è fondamentale per raggiungere dei risultati. Per noi giovani è importante mantenere alto il senso della dignità e giustizia che ci permettete di rimanere umani, di sognare, essere creativi e credere nel futuro.

Cosa è oggi la moda: un'arte, un'industria, un modo di essere o ancora, un modo di apparire?
La moda ha la capacità di leggere e interpretare i segni del tempo, riunendo simboli del passato con quelli di la da venire del futuro, creando cosi una sorta di zeitgeist, di spirito del tempo. Della moda mi affascina il lato visionario.

Parlaci di White Island il tuo nuovo video per Etro: chi sono i protagonisti di questa romantica avventura?
È una storia d'amore malinconica tra ricordi, sogno e luce.
È stato girato nella mia amata Sardegna, ma più precisamente in un'isola dell'isola: l'Asinara, un luogo ricco di fascino in cui convivono gli asini albini, una natura incontaminata e i resti della colonia penale. I due protagonisti della storia si inseguono in un viaggio onirico e di memorie, tra le mura di un edificio bianco e dei paesaggi sconfinati dove la natura è padrona.

Nel tuo lavoro emerge una natura quasi selvaggia: la natura è madre o matrigna ?
La natura è sicuramente madre, generatrice della vita, in cui mi rispecchio e di cui mi sento parte in modo quasi totale. Quando torno a casa ho la necessità, viscerale, soprattutto d'inverno, di sedermi sulla riva del mare da sola e guardarlo in silenzio; mai come in quei momenti ho una sensazione così profonda di pace e sintonia profonda col mondo.

Di quale artista del passato avresti voluto essere la musa ?
Senza dubbio del pittore norvegese Edvard Munch. Mi sono sempre sentita in sintonia con le sue donne.

Tre parole per definire la sensualità?
Caos, forme e attrazione.

Il regista più erotico del cinema di oggi ?
Kim Ki-duk, in particolare Ferro 3 e Breath. Non so se si possa considerare il più erotico, ma è quello che più si avvicina alla mia idea di erotismo. Infatti penso che l'eros sia la sintesi tra carne e mente e nelle sue forme più alte a cavallo tra spiritualità e estetica.

Cosa ci rende veramente liberi?
Nulla rende liberi in modo assoluto, per questo amiamo e ricerchiamo questo ideale così profondamente. L'unica libertà che ci viene data è infatti quella della scelta, ma solo tra le possibilità alle quali la vita ci lega. Solo la mente può essere veramente libera e non sottostare alle contingenze materiali e per questo deve essere lasciata vagare.

Crediti


Testo Fabrizio Meris
Foto Tassili Calatroni

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