il rocky horror show di prada f/w 19

Horror sì, ma in stile Prada.

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15 gennaio 2019, 10:18am

All'interno del laboratorio multidisciplinare che è la Fondazione Prada, lo spazio espositivo era illuminato da luci aranciate appoggiate al pavimento, una in fila all'altra. E così, Miuccia Prada ha portato in vita nuovi esperimenti stilistici per la autunno/inverno 19. "Stavo cercando di fare qualcosa che parlasse della semplicità e sensibilità di chi combatte questo mondo così duro," ha spiegato nel backstage, "è stata una reazione alle complicazioni, alla durezza e alle cattiverie di oggi." E se molti dei suoi contemporanei preferiscono scappare dalla realtà rifugiandosi nelle loro fantasie, Miuccia Prada si confronta invece con essa. Ci riflette. La distorce.

prada autumn/winter 19 menswear

È stata una sfilata di cupo romanticismo che ha spaziato da eleganti cinture doppie e completi sartoriali dalle linee militari ai cliche dell'horror, tutti giocati sulle contrapposizioni tra buon e cattivo gusto. Presentando la miglior interpretazione del classico del 1974 diretto da Mel Brooks, Frankenstein Junior, la collezione autunno/inverno 19 di Prada scoppiava di vita, o meglio: "È vivo, è vivo, è vivoooooo," come recita Frederick vedendo che il mostro ha preso vita.

prada autumn/winter 19

"Stai attento, perché io non ho paura, e quindi sono potente," scriveva invece Mary Shelley a inizio '800. Ma queste parole si adattano anche a Miuccia Prada, 200 anni dopo. E questo perché, non ci stancheremo mai di ripeterlo, Nostra Signora Prada è sempre stata molto più che una stilista. È una pensatrice, un'anticonformista, una donna che sfida norme e convenzioni sociali. Prima di rilevare l’azienda di famiglia e rivoluzionare non solo l’azienda, ma anche l’industria della moda tutta, l’intellettuale più saggia della moda ha completato il suo dottorato in scienze politiche. Avrebbe potuto lasciare il mondo accademico per lavorare nell’azienda di pelletteria dei suoi genitori già alla fine degli anni ’70, ma la sua passione non l’ha mai abbandonata, spingendola ad analizzare le relazioni tra abito, genere e potere. In questa nuova collezione ha scelto di affrontare l'horror della vita reale, ma presentandone una sua personalissima versione.

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"Tutti si stanno arrabbiando, e lo capisco," ha continuato. "È di questo che parlo continuamente con i miei amici e con le persone alla Fondazione, ma questa doveva essere una sfilata romantica." Mentre le lucine danzavano accanto ai piedi di modelle e modelli, sui loro corpi abbiamo visto una danza tanto oscura quanto d'amore, che strizzava l'occhio al mondo gotico quasi. "Il problema è sempre quello di trovare un modo di traslare nella moda quello che accade nel mondo reale senza sembrare presuntuosi," ha confessato. "Credo che non si possa essere presuntuosi in questa industria. Sono ben conscia di tutti i problemi esistenti, ma la moda deve in un certo senso essere leggerezza, ed è per questo che abbiamo voluto fare riferimento ai film horror più trash del secolo scorso, come Frankenstein e The Rocky Horror Picture Show. Quello di Frankenstein, ad esempio, è un personaggio tipico nel cinema, il mostro dal grande cuore sempre in cerca dell'amore."

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Entra con noi nel backstage di un'altra sfilata che ci ha colpito negli ultimi giorni a Milano, quella di MSGM:

Crediti


Fotografia di @Mitchell_Sams

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.