dorian gray, il designer di m1992, ci spiega la sua ultima sfilata

Ispirata alla "Cool Britannia", la nuova collezione di M1992 è un mix di tailoring italiano ed essenza squisitamente inglese.

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15 gennaio 2019, 11:36am

Nei saloni dello storico Hotel Principe di Savoia di Milano, subito dopo la fine della sfilata autunno/inverno 19 di M1992, abbiamo incontrato una delle menti più brillanti della nuova generazione della moda italiana, Dorian Gray.

Rievocando i fasti del luogo glamour per eccellenza, l'hotel più frequentato dalle super top tra gli anni '90 e i primi '00, Dorian ha proposto una collezione matura e originale, come sempre riesce a fare, proponendo un'idea di tailoring italiano fresco, contemporaneo e al tempo stesso digitale. Dalla Trellick Tower, la Torre del Terrore, fino alle mostre dei Young British Artists, la collezione è un'omaggio alla Londra dei suoi ricordi adolescenziali.

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Perché siamo al Principe di Savoia?
È il luogo istituzionale e internazionale per eccellenza. Quando passavano per Milano, tutte le super top degli anni '90 erano sempre al Principe. E poi per tanti anni anche Gianfranco Ferrè ha sfilato qui.

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Com'è nata questa collezione?
Sentivo che era il momento giusto di fare una collezione che avesse in sé una mia memoria adolescenziale, di quando si andava a Londra per cercare musica nuova e studiare l'inglese. In questo momento a Londra c'è un'energia particolare, anche per la situazione politica. Si è andata a creare una situazione unica, ma anche interessante sotto certi punti di vista.
La collezione è quindi un omaggio alla “cool Britannia”, al primo periodo della Tate Modern, a Sarah Lucas, così come al primo periodo della Saatchi Gallery e alle mostre degli Young British Artists. Questi riferimenti sono più evidenti nelle stampe, ma non è appropriazione culturale, è parte del mio background, tutto quello attraverso cui sono cresciuto. Mi piaceva l'idea di presentare qualcosa che avesse questi riferimenti British a Milano attraverso un tailoring tutto italiano.

Intervista Dorian Gray M1992 collezione A/W 19

Quanto è importante l'aspetto sartoriale?
Noi insistiamo molto sul tailoring, i pezzi sono tutti fatti in Italia e con tessuti italiani, ma è un'idea di sartorialità pensata per un teenager, o per un ragazzo che ha 20 anni. Le nuove generazioni non hanno quel tipo di memoria sartoriale che abbiamo noi, loro sono molto più liberi, non hanno questo legame così forte con il passato.

Intervista Dorian Gray M1992 collezione A/W 19

Come sono nate le stampe?
Sono tutte stampe HD che acquistiamo online, per cui noi non abbiamo un grafico interno. Acquistiamo i diritti per l'utilizzo e poi le lavoriamo sui capi.

Intervista Dorian Gray M1992 collezione A/W 19

C'era anche la stampa con un palazzo?
Quello è un edificio brutalista di Notting Hill, si chiama Trellick Tower, detta la torre del terrore, perché è stata teatro di delitti e suicidi. Ho un lato dark, gotico, è parte del mio immaginario. In questo edificio c'è questo mitico negozio vintage frequentato da personaggi come John Galliano. Si chiama Rellik, reliquia appunto. Sono tutti ricordi di queste mie camminate, passaggi, scoperte che in qualche modo ho condensato nei pezzi della collezione. Non c'è bisogno di spiegare tutto, di base mi rifaccio ad un'eleganza classica.

Intervista Dorian Gray M1992 collezione A/W 19

C'è una ricerca sui materiali?
Non ho usato dei materiali prettamente tailoring, ma molti jersey doppiati e spessi che mi hanno permesso di creare silhouette con contorni molto definiti e impunture. Prendi ad esempio i pantaloni leggermente a zampa: con le Gazelle di Adidas danno proprio il flair di quegli anni '90, un decennio che a sua volta guardava alla fine dei '60 e primi dei '70. È in qualche modo lo stile di Jamiroquai. Tutto è in chiave super contemporanea e digitale, e si presta per essere veicolato per quel tipo di linguaggio.

Intervista Dorian Gray M1992 collezione A/W 19

Il tuo look preferito?
Mi piace molto la giacca Baracuta, nata grazie a da una collaborazione con questo brand. Baracuta è nato nel 1927 proprio con questa giacca, che è un capo portato davvero da tutti noi. Volendo, è un'immagine anche un po' borghese da manager milanese che si muove solo in scooter. In questa collaborazione abbiamo riportato quella giacca alle origini, che è molto inglese come gusto, rivisitandola però nei volumi.

Intervista Dorian Gray M1992 collezione A/W 19

Come usi invece i tessuti con gli Swarovski?
I pezzi con Swarovski mi piacciono sempre molto, perché è un modo per creare un pattern di luce, pieno e tridimensionale, che diventa un'unica superficie. Non è una materia, è una luce che porto nell'abbigliamento perché è come se potessi sprofondarci dentro, è come un portale su un'altra dimensione. Non la utilizziamo in una maniera convenzionale né femminile, la usiamo solo per il menswear e abbinata per esempio a dei pezzi regimental, super beat.

Intervista Dorian Gray M1992 collezione A/W 19
Intervista Dorian Gray M1992 collezione A/W 19
Intervista Dorian Gray M1992 collezione A/W 19

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Crediti


Testo Alessio de Navasques
Fotografia di Rosario Rex di Salvo