a berlino un collettivo di tatuatori queer sta riscrivendo le regole dell'industria

Fanno tatuaggi bellissimi, ma è il messaggio che trasmettono a renderli unici.

di Marieke Fischer ; traduzione di Gaia Caccianiga
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04 febbraio 2019, 12:15pm

È bello lasciarsi trasportare dalle proprie fantasie. Chiudere gli occhi per entrare in un magico mondo utopico, fluttuando tra le nuvole. Ma è ancora più bello quando queste fantasie si materializzano nel mondo reale, trasformando la quotidianità in atto politico.

Yeda, Rozita, Anny, Theo, Coco e Aron la pensavano così quando si sono conosciuti su internet. Avevano un'idea, e su quell'idea hanno fondato lo studio di tatuaggi Fantasy Berlin.

Sono arrivati tutti a Berlino con la speranza di integrarsi, lavorare e non scendere a compromessi creativi. Insomma, volevano essere loro stessi. Poi c'è stato lo scontro con la realtà: l'industria dei tatuaggi non è il paradiso che credevano fosse, così hanno deciso di aprire un loro studio in una piccola oasi verde nel cuore del quartiere di Neukölln. Fantasy Berlin è un spazio sicuro per persone queer, persone di colore, femme, gruppi emarginati la cui voce viene ignorata. Se il machismo ancora regna sovrano nel nostro mondo, questi artisti vogliono dimostrarci che un'alternativa è possibile. Al posto delle solite dinamiche di potere, il loro collettivo ha scelto un modo di collaborare basato sull'amore e sul rispetto.

Lavorando con Cibelle Cavalli Bastos, il collettivo ha ideato un manifesto, pensato per tutelare non solo i clienti, ma anche i tatuatori stessi.

Il loro motto è Be Nice, e ci siamo fatti spiegare come riescono ad applicarlo alla vita professionale, ogni giorno.

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Coco

Cosa differenzia la cultura queer di Berlino da quella del tuo paese, la Svezia?
Quando torno in Svezia, noto che la gente si incontra sempre a casa di amici. I loro spazi sicuri per persone queer non sono locali aperti al pubblico, ma appartamenti privati. Anche quando escono, spesso prenotano intere sale, in modo da non avere altre persone attorno. In definitiva, lì non esistono tanti posti queer friendly come a Berlino.

Credi che qualcosa sia cambiato da quando avete fondato Fantasy?
La mia arte. Sono più consapevole. All’inizio i tatuaggi old school e tradizionali erano il mio punto di riferimento, perché sono stili che ti spingono a concentrarti sull’essenziale. Tuttavia, alcuni aspetti legati alle loro origini sono piuttosto discutibili, tipo l’uso del corpo femminile come banale decorazione. E poi tutta la questione dell’appropriazione culturale e del razzismo... Io stesso avevo alcuni tatuaggi inappropriati, che poi ho fatto coprire. Cercare di educare il cliente, ma anche i nostri colleghi, fa parte del nostro lavoro.

Sei mai stato discriminato in altri studi?
Quando volevo farmi tatuare andavo a casa di amici o in posti in cui mi sentivo al sicuro. Ma mi è successo di sentirmi discriminato quando ho fatto delle residency come tatuatore in altri studi. Ricordo un episodio in particolare, quando un ragazzo etero e cisgender stava sparando cazzate a raffica, e io non me la sentivo di spiegargli perché era in torto. É molto dura, ma è nostro compito educare la gente ignorante.

Qual è la tua fantasia preferita, visto il nome che avete scelto per il vostro studio/collettivo?
Sarebbe bello se anche gli altri studi seguissero il nostro esempio, diventando più consapevoli. In passato i tatuaggi erano solo accessori, ma al giorno d’oggi hanno un significato più profondo, per le persone queer sono diventati un modo di esprimere la propria identità. Per loro, tatuarsi è un modo di reclamare il proprio corpo. Il mio sogno più grande sarebbe vivere in un mondo senza gender. Comunque, i tatuatori dovrebbero essere più tollerati. Anche leggere qualche libro non fa male, a dirla tutta.

@tato_coco

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Rozita

Che ruolo hanno i social media nella tua crescita culturale?
Può sembrare sciocco ma nulla di quello che faccio, né questo studio né le mie opere, esisterebbero senza Instagram. É l’unica piattaforma in cui posso pubblicare i miei tatuaggi, ma anche condividere i miei valori. Aiuta la gente a trovare artisti di cui si possano fidare. La gente non viene da me solo perché apprezza i miei tatuaggi, ma anche perché si rende conto che sono una persona positiva e tollerante.

Perché è così importante creare uno spazio per persone queer?
Non mi ero mai resa conto di quanto gli spazi fisici fossero importanti, fino a quando non ho avuto delle esperienze terribili nel settore dei tatuaggi. Quando ho capito in prima persona quanto la mascolinità tossica ancora sia diffusa nell'industria, è stato come ricevere un pugno allo stomaco. C’era bisogno di un posto come Fantasy, perché altrimenti non ci saremmo mai sentiti davvero al sicuro e non avremmo potuto dare questa stessa sicurezza ai nostri clienti. Tatuare è un’esperienza intima. Se vivi un'esperienza negativa, ti rimarrà impressa sulla pelle per il resto della vita. I tuoi gusti possono cambiare, ma se ti senti a tuo agio con la persona che ti ha tatuato avrai comunque sempre un buon ricordo e continuerai ad amare il tuo tatuaggio.

Ti fa piacere sapere che state contribuendo a politicizzare la scena?
Al giorno d’oggi non ci si può più astenere dalla politica. Se non ti opponi all’oppressione, automaticamente la sostieni.

È per questo che avete scritto un manifesto. C’è un punto in particolare che ritieni fondamentale?
Sarebbe bello se gli studi di tatuaggi si sostenessero di più, un po' come succede nella scena DIY. Molti studi funzionano come macchine da soldi e per questo sono molto competitivi, ma devono capire che tatuare ti dà una responsabilità enorme. Dovremmo appoggiarci tutti a vicenda, condividere le nostre esperienze ed essere più rispettosi.

@rozita_ttoo

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Yeda

Come hai iniziato a tatuare?
Ho sempre voluto avere un sacco di tatuaggi, ma non potevo permettermeli. Dopo il quinto, non avevo più soldi. Siccome portavo sempre i miei disegni ai tatuatori, ho pensato: perché non farmeli direttamente da sola? Così mi sono messa in cucina con degli aghi da cucito, un po’ d’acqua e del colorante per tessuti, ed è iniziato tutto.

Il mondo dei tatuaggi sembra essere stato influenzato dal machismo. Come ti senti a lavorare in un ambiente del genere?
Avevo spesso l'impressione di essere l’unica persona queer nella stanza, messa lì solo perché dovevo esserci, così che i proprietari dello studio potessero dire "ecco, guardate come siamo tolleranti, c’è una donna non cisgender da noi!" Ovviamente era orribile, e non è una cosa che mi rappresenta. E poi negli studi tradizionalisti ci sono ancora forti pregiudizi anche sui tatuaggi stick and poke e non capisco davvero perché.

Anche se Berlino è una città molto all’avanguardia per quanto riguarda la cultura queer, il vostro progetto è unico nel suo genere. Perché è stato così importante creare Fantasy Berlin?
Non c’erano studi che davvero aperti a tutti. Ovviamente a Berlino ci sono spazi queer, ma per me è sempre stato importante che non ci fossero questioni monetarie di mezzo. In alcuni studi la quota da pagare per lavorare al loro interno arriva anche al 30 percento dei tuoi guadagni. Capisco che debbano pagare l’affitto, ma che trovino un altro modo. Non piace che gli altri profittino su qualcosa di così intimo come il lavoro degli altri artisti. Alla fine è molto facile, basta trovare delle persone buone e gentili.

La bontà è molto sottovalutata.
Sì, assolutamente. Non basta essere "cool". Un disegno diventa un tatuaggio solo quando ti fidi dell’artista che lo batterà sulla tua pelle. É una cosa che mi commuove! Se mi sento a mio agio, così come la persona che sto tatuando, allora il tatuaggio sarà ancora più bello alla fine.

Che speranze hai per il futuro della scena dei tatuaggi?
Sarebbe bello se ci fossero più donne, persone queer e non binarie. Ci dovrebbe anche essere meno competitività. Nella nostra comunità ci supportiamo a vicenda. Il mio sogno sarebbe che ci fossero solo tatuatori gentili. Non voglio che la gente venga ancora sfruttata in situazioni del genere. Dobbiamo eliminare la mascolinità tossica dalla scena.

@yeda_zweifel

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Anny

Negli ultimi tempi hai notato dei cambiamenti nella scena dei tatuaggi a Berlino?
Ho la sensazione che la struttura gerarchica e patriarcale dei tatuatori tradizionalisti si stia sgretolando pian piano, e che ne sta nascendo una nuova. All’inizio era un caos, molti si facevano tatuare a casa, ma da questo caos ora stanno nascendo realtà innovative e molto prolifiche. È un periodo eccezionale per i tatuatori: se hai un tuo stile, allora hai anche un tuo mercato.

Qual è il motivo che ti ha spinto a dar vita a Fantasy Berlin insieme ai tuoi colleghi?
Sono stata molto fortunata, perché ho sempre lavorato in studi con persone fantastiche. Però erano tutti ambienti con una forte predominanza maschile. Ero interessata a lavorare con persone che la pensano come me, così da poterci sostenere e incoraggiare a vicenda. Volevo creare qualcosa di nuovo e lanciare un forte messaggio politico. Viviamo in un periodo in cui non possiamo permetterci ti sprecare le nostre energie in cose irrilevanti.

Come ti ha arricchita a livello personale questa avventura professionale?
Mi ha dato la sensazione di appartenere a qualcosa. Ovviamente puoi essere impegnato politicamente e trattare tutti allo stesso modo anche senza far parte di un collettivo, ma unendo le forze trovo che si abbia un riscontro più deciso, una maggiore forza. Tutto ciò mi dà sicurezza e mi motiva nel diventare una persona migliore. Non ho più paura di commettere errori.

Qual è la tua più grande fantasia?
Che questo collettivo possa continuare ad esistere, che cresca e che migliori. Che nascano altri porti sicuri come il nostro. Che i nuovi studi si impegnino politicamente e che la scena dei tatuaggi odierna inizi a riflettere di più. Tutti si meritano rispetto. Ma anche che quest’idea di coolness che piace tanto ai tatuatori sparisca definitivamente.

@krause_tattoo

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Aron

Hai fatto avanti e indietro tra Budapest e Berlino per i tuoi studi. Quali sono le maggiori differenze che hai notato tra le due città?
Non saprei neanche da dove iniziare. Non direi che Berlino è avanti coi tempi, ma è molto diversa dalla città "normali". Non per la cultura, ma per le persone di cui mi circondo da quando sono qui. Se molte persone con la mia stessa mentalità si uniscono, allora l’atmosfera della città cambia. In Ungheria la gente non capisce neanche quello che sto facendo, per loro i tatuaggi sono solo disegni di rose e teschi molto realistici.

Eri nervoso la prima volta che hai tatuato qualcuno?
Sono ancora nervoso quando tatuo. Penso sempre che quello che faccio non sia mai abbastanza. Anche quando il cliente è contento e tutti mi dicono che il tatuaggio è perfetto, mi sembra sempre di poter fare di meglio. Ma da una parte è anche un bene, perché sono stimolato a crescere e migliorare.

A volte ci si dimentica che Fantasy Berlin non è solo uno spazio sicuro per i clienti, ma anche per i tatuatori. Cosa ne pensi?
Ho parlato a lungo di questo argomento con gli altri soci, visto che non faccio parte della comunità LGBTQ+ e mi imbarazza essere qui oggi a rappresentarla. Mi sono spesso chiesto "come posso contribuire quando in realtà non sono nella posizione di trattare l’argomento?" Ma viste le terribili esperienze che ho avuto negli altri studi, sono giunto alla conclusione che anche io avevo bisogno di uno spazio sicuro in cui i miei clienti si potessero sentire completamente a loro agio.

Qual è la tua più grande fantasia?
Continuare a fare ciò che faccio qui. Penso davvero che possa funzionare, ma c'è bisogno di molta determinazione.

@awkwardaron

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Theo

Raccontaci com'è vivere a Berlino per te...
Non so se sia una città che mi fa bene, ma sicuramente io la amo. C'è spazio per l'escapismo, nessuno ti impone nulla qui. Quando sono arrivato qui la prima volta è stato uno shock: dall'aeroporto ho preso la metro e sono sceso direttamente a Neukölln, che non è esattamente un quartiere elegante: cacche di cane, siringhe, stagnola, per terra c'era di tutto. Non so come sia successo, ma me ne sono innamorato. È un caos strano, difficile da definire.

Hai avuto brutte esperienze nel mondo dei tatuaggi?
Un paio di colleghi mi hanno minacciato, quando pensavano che gli stessi volontariamente rubando i clienti. È successo a Wellington, in Australia, dove avevo un piccolo studio di tatuaggi tutto mio. Nelle vicinanze ce n'era un altro, e per sbaglio alcuni clienti sono entrati nel loro, ma in realtà cercavano il mio. Era un posto molto tradizionale, dove vigeva una policy assoluta di machismo: non tolleravano che io non avessi studiato per diventare tatuatore, così si sono parecchio incazzati. La cosa si è ingigantita, sono finito su una sorta di lista nera e me ne sono dovuto andare, perché l'aria si era fatta davvero brutta.

Come hai trovato un tuo stile personale?
All'università o ai corsi per tatuatori vogliono che tu faccia le cose in un certo modo. Non c'è spazio per la sperimentazione personale o per gli errori. All'inizio pensavo che i miei lavori dovessero essere esattamente come quelli degli altri tattoo-artist, poi ho capito: se sono unici, ancora meglio.

Qual è la tua più grande fantasia?
Continuare a lavorare qui, a vivere in questo momento così bello.

@sagflap

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@fantasy_berlin

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Crediti


Fotografia di János Szabó

Questo articolo è originariamente apparso su i-D DE