Adwoa wears rollneck Dior. Earrings (worn throughout) model's own.

harley weir fotografa il corpo delle donne

How to: unire editoriali di moda e nudo femminile.

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24 agosto 2016, 1:45pm

Adwoa wears rollneck Dior. Earrings (worn throughout) model's own.

Dolcevita Dior. Stivali Balenciaga. Intimo Hanro.

Giacca, camicia e intimo Miu Miu. Cintura Saint Laurent. Stivali Balenciaga.

Tutti i capi Prada.

Giacca Chanel. Dolcevita Hermes. Cintura Jeremy Scott. 

Giacca Jacquemus. Dolcevita Dior. Collant Falke. Stivali Vetements. 

Giacca e calze Vetements. Top Y/Project. Body della stylist. Scarpe Balenciaga. 

Tutti i capi Balenciaga. 

Con le sue fotografie belle e seducenti, Harley Weir è diventata una delle maggiori fotografe del nostro tempo; riuscendo a catturare l'essenza dell'industria della moda attraverso la sua singolare visione del corpo umano, tra sensualità e dolcezza. I suoi lavori esplorano la nudità senza per questo puntare i riflettori sul sesso.

Guardare le immagini di Harley è come sbirciare attraverso il buco della serratura e trovarsi improvvisamente davanti a un universo color seppia, terra d'ombra, ocra, pullulante di romanticismo e soggetti regali. Guardare le immagini di Harley non è sufficiente. Si ha la necessità di toccarle, immergersi in esse.

Classe 1988, la ventisettenne Harley è cresciuta nella periferia di Londra e ha studiato Belle Arti presso la Central Saint Martins, dedicandosi alla fotografia con lo stesso sentimento con il quale studiava i grandi dell'arte. Le sue immagini coprono il divario generazionale tra le fotografie analogiche crude degli anni '90 e l'estetica dei figli di internet che divorano i suoi lavori attraverso Tumblr e Instagram in una serie infinita di reblog e repost. Nonostante questo, i suoi scatti intimi e personali sembrano appartenere ad uno spazio ed un tempo indefinibili.

Di certo non ci sorprende che i maggiori brand della moda stiano facendo carte false per poter collaborare con lei. Nel corso di qualche anno, Harley ha rivisitato l'estetica di Gucci, Calvin Klein, Stella McCartney e McQ, ha portato insieme Chloë Sevigny, Liv Tyler e Binx per Proenza Schouler ed ha pubblicato i propri scatti su Vogue, Pop e, ovviamente, i-D. In occasione dell'uscita della nostra Female Gaze Issue, Harley è tornata alla natura, immortalando la cover star Adwoa Aboah nel Franklin Canyon Park californiano. Con il mondo ai propri piedi, incontriamo la donna dietro all'obiettivo.

Qual è il tuo primo ricordo?
Ero solita dire che ricordavo il giorno della mia nascita... quando i miei mi hanno presa in braccio mostrandomi il mondo fuori dalla finestra; il poter vedere per la prima volta. Una luce intensa, dai contorni indefiniti, una sensazione indescrivibile, come essere esaltati e accecati... ma non può essere vero!

Quando hai iniziato a scattare fotografie?
Mi era stata data una fotocamera usa e getta in occasione della mia prima gita in una fattoria. Gli animali mi sembravano molto più belli visti attraverso quella scatoletta di plastica. Ne sono rimasta immediatamente affascinata e da quel momento in poi non ho mai dimenticato di portare con me la mia usa e getta in ogni occasione importante.

Le tue fotografie vengono considerate molto sessuali, si tratta di un'implicazione del quale sei cosciente?
Quando sei una ragazza cresci abituandoti a venire costantemente sessualizzata, si tratta di qualcosa con il quale devi fare i conti nel corso del tuo cammino per diventare una donna, quindi è una cosa che è sicuramente presente nei miei lavori, che sia a livello cosciente o meno.

Le tue immagini esprimono sempre un qualcosa di intimo e personale, come riesci a creare questa sintonia con i soggetti che scatti?
Fotografare le persone presuppone una collaborazione, come se si trattasse di una cosa a tre: io, il soggetto e la macchina fotografica. Anche se non vai d'accordo con la persona fuori dal contesto del servizio fotografico, la macchina fotografica può cambiare le cose. Potrebbe nascere una magia insospettabile, una performance cauta, timida, oppure situazioni di disagio e imbarazzo totale. È sempre difficile fare pronostici.

Quale parte del corpo femminile preferisci scattare?
Mi piace tutto del corpo di una donna, dalla punta delle ciglia alla punta dei piedi!

Lo foto di Klara Kristin che hai scattato per Calvin Klein ha suscitato molte polemiche, perché credi che le immagini che richiamano la sessualità mettano a disagio una fetta della società?
A dire il vero credo che l'immagine sia stata soggetto di tante polemiche proprio perché non era abbastanza sexy! Siamo tempestati da immagini di donne ricoperte di olio che stringono i propri seni nudi e se lo scatto è diretto, frontale, allora significa che 'è lei ad avere il controllo'. Dobbiamo iniziare a dare alle persone qualcosa che sia reale, qualcosa che stimoli il dibattito sulla rappresentazione femminile nei media. Siamo tutti abituati a vedere fotografie ostinatamente oggettivate ai nostri giorni; è la normalità. Tutto ciò non fa altro che sottolineare quella percezione distorta che decreta il confine tra perversione e innocenza, intimità.

Cosa ti ispira?
Vedere, toccare, annusare, sentire, scrivere, leggere, quei momenti di fascino astratto... tutto ciò che la vita ti mette davanti. 

Perché credi che in questo momento storico ci siano sempre più fotografe donne?  
Ritengo che la fotografia sia una professione molto 'femminile' e che sia un privilegio. Non sarei dove sono ora se non avessi vissuto a casa dei miei genitori fino all'anno scorso! Serve un enorme impegno e le donne, fino a poco fa, non hanno avuto il supporto necessario per perseguire i proprio obiettivi.

Perché pensi che la presenza di fotografe donne sia tanto importante?  
Il punto di vista femminile dovrebbe essere visto e catalogato sotto un'ottica universale, come si fa con quello maschile. Il fatto che esistano immagini realizzate da una prospettiva femminile dovrebbe essere nell'interesse di tutti.

Ti comporti diversamente se fotografi un uomo o una donna?  
Il mio atteggiamento dipende più dalla persona che mi trovo davanti. Non potrei limitarmi a dire che le donne sono sempre in  un certo modo e gli uomini in un altro, ci sono troppe declinazioni. 

Senti il peso della responsabilità come fotografa?
Fare la fotografa presuppone il doversi assumere molte responsabilità: ci si rende responsabili dell'immagine di un'altra persona. Spesso mi sento in dovere di far sì che il soggetto che scatto sia contento del risultato, della propria immagine, e anche se i miei scatti sono sempre molto fedeli alla realtà mi piace mostrare le persone sotto la miglior luce. In realtà ai miei occhi preferiscono indugiare su ciò che il pubblico potrebbe percepire come il peggio di una persona, ma non ho ancora avuto il coraggio di far vedere questo lato.

Cosa ti spinge a voler continuare a fotografare?
La conoscenza. Sembrerà una cosa sdolcinata da dire, ma imparo davvero molto attraverso il mio lavoro. Se non lo facessi sarei davvero stupida. L'unico modo in cui riesco a imparare è quando lo faccio attraverso tutto il corpo: vedendo, toccando, facendo, parlando. Ho difficoltà d'apprendimento.

Quali sono state le donne che più ti hanno influenzata nel corso della tua vita?
Mia mamma e le mie amiche.

Viaggi molto, qual è il luogo dove trovi le donne più belle da scattare?
La bellezza è ovunque, non potrei mai limitarla a un luogo fisico.

In che modo la rappresentazione delle modelle nell'industria della moda aiuta (o ostacola) il consolidamento di un'immagine accurata della femminilità moderna?
Le foto di moda sono un riflesso di ciò che accade nel panorama culturale in un determinato periodo storico: definiscono una generazione. Credo ci sia ancora una mancanza di varietà, ma ritengo anche che l'industria della moda abbia fatto capire che il cambiamento è vicino. Lo vedo anche oggi e sono fiera di farne parte.

Ti sei mai sentita sottovalutata perché donna?
Sempre, ma cerco di ricavare il meglio da questa condizione. In fondo tutti gli svantaggi presentano dei vantaggi.

Descrivici i tuoi lavori a parole tue?
Sono io, io che scopro il mondo un pezzettino alla volta.

Che eredità vorresti lasciare al mondo?  
Mi piacerebbe l'idea di far parte di un'epoca in cui le donne possono dirsi libere da leggi che le sopprimono e da ridicole tradizioni.

Crediti


Testo Lynette Nylander
Foto Harley Weir 
Moda Julia Sarr-Jamois
Capelli Tina Outen at Streeters using Bumble and bumble. Trucco Thomas De Kluvyer at Art Partner using Chanel. Unghie Alexandra Jachno at Aim Artists using Chanel Beaute Des Ongles Extreme Shine. Set design Will Lemon at Owl & The Elephant. Assistente fotografo Rachel Lamb. Assistente moda Bojana Kozarevic, Rosie Williams. Assistente capelli Andres Copeland. Assistente trucco Atlas Ferrara. Production Gabe Hill at GE Projects. Production co-ordinator Beau Bright, Suzy Kang. Production assistance Tyler Ofstedahl. Modella Adwoa Aboah at Tess Management. Corey Washington e Alixx Vernet.