la new york mitologica di daniel arnold

Le immagini del fotografo catturano una New York che credevamo scomparsa.

di Emily Manning
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04 agosto 2015, 3:36pm

Ormai probabilmente siete a conoscenza della mitologia di Daniel Arnold. Da quando si è spostato a New York 13 anni fa, la testimonianza onesta, commovente e vorace di momenti sfuggenti del fotografo l'ha fatto etichettare come "il paparazzo degli sconosciuti." E se il suo account Instagram l'ha aiutato facendolo arrivare a scattare per Vogue, Arnold è molto più che il fotografo delle metropolitane, delle risse da strada e dei selfie rubati. Un pomeriggio l'abbiamo incontrato per parlare con lui  di celebrità, censura, e dell'evoluzione di Instagram, e del perché le giovani donne creative di oggi sono "fottute guerriere."

Abiti a New York da 13 anni. Come l'hai vista cambiare?
Tutti vogliono aggrapparsi a quel momento in cui ci sono certi negozi, certi ristoranti e certi atteggiamenti - qualcosa che sembra costruttivo per loro. Ma credo ci sia qualcosa di davvero bello nel vedere come le cose cambino velocemente a New York. Sbatti gli occhi e quel posto se n'è andato, e l'unico luogo che esiste è nella tua testa o nelle tue foto o in qualsiasi manifestazione creativa che hai nella tua vita. La New York nella mia testa probabilmente non esiste. La New York nella mia testa si basa sulle mie visite quando avevo 9 anni e il mio cugino ribelle ci portava a Chinatown per guardare le nunchaku e lo squallidume di Time Square. E' stato solo di recente che ho capito che grande impatto hanno avuto quei soggiorni durante la mia infanzia su di me e quanto siano presenti nelle foto che faccio. E' una cosa che si è evoluta al di là di questo, ma un forte impulso iniziale è stato trovare delle testimonianze di ciò che era rimasto della New York immaginaria - i luoghi in cui la realtà è in linea con la percezione. 

Hai scattato il Met Ball per Vogue, che sembrava totalmente l'opposto di quello che scatti di solito. Com'è stata quell'esperienza in confronto allo scattare sulla strada?
L'idea di me come fotografa di strada è tecnicamente giustificabile, ma è più una cosa di circostanza che una cosa definitiva. Quello che sono è una fissata. Voglio una nuova foto di cui sentirmi fiera ogni giorno. E' un caso che la risorsa più bella, consumata, e sempre interessante subito lì fuori dalla mia porta ogni giorno sia la strada. Sono entusiasta di stare in qualsiasi stanza che non mi appartiene, di andare dove sembra di stare su un nuovo pianeta e di dover capire le regole e infrangerle. Quindi il Met Ball è stato un fottuto sogno - porterei il Met Ball sulle strade ogni giorno. C'è stato un momento in cui me ne stavo invisibile in mezzo ad un fiume di 700 star mentre mi passavano sopra come se fossi un sassolino.

Ho sentito al 100% che quelle foto erano mie, ma ho sentito anche una forte pressione come non mi era mai successo prima. Tipo che avevo questa opportunità assurda e che dovevo scattare tutti o non li avrei mai più rivisti. Ma non ho mai pensato di essere in grado di eguagliare la sfacciataggine e l'audacia che vedevo ogni giorno. Non potevo dirti chi fosse quella persona, accovacciata in un angolo della sala da pranzo tra Madonna e J.Lo, che guardava verso il naso di Rihanna. 13 anni a New York mi hanno dato questa sensazione di essere autorizzato a spingere finché qualcuno non mi dice di fermarmi - di camminare attraverso qualsiasi porta che si apre finché qualcuno non mi dice di uscire. 

Sei stato bannato da Instagram nel 2012 per aver postato una foto in topless. 3 anni dopo, le politiche sul corpo e la censura online sono state portate al limite. Cosa ne pensi?
#Freethenipple non è un mio problema perché secondo me le persone non hanno bisogno di essere nude per raggiungere il mio obiettivo, ma penso sia una cosa davvero, davvero interessante. Prima di tutto, cercare di vietare la nudità su internet è semplicemente assurdo - è come non avere sabbia in spiaggia. Il porno ha fatto di più per la tecnologia avanzata che viaggiare nello spazio. Ma più che il fatto che ho un problema con la censura, che è uno stupido preconcetto di tempo fa che probabilmente non durerà, credo che l'opporsi ad essa - il modo in cui le donne si stanno riprendendo il potere - sia bellissimo da vedere. La lotta contro la censura sta cambiando le cose in un modo molto interessante per le donne. Quello che Ally Marzella, India Salvor Menuez, e questo gruppo intero di ragazze sta facendo con la loro sessualità è potente, interessante, e va oltre il sesso. Dopo una vita passata a dire "lasciatemi morire quando ho 25 anni, fatemi cadere addosso un pianoforte, voglio essere presa sotto da un tir", ora sono tipo "voglio arrivare a 300 anni!" Voglio vedere come va avanti questa storia. 

È interessante vedere come siamo diventanti specifici quando si tratta di documentare il mondo. Ho intervistato un altro fotografo con un account Instagram dedicato ai segnali al neon.
È un'analogia concreta, applicabile a quello che faccio io. Quando inizi a pensare a qualcosa, eccola lì, è ovunque. Che - messa assieme alla velocità e all'appetito di Instagram - rende tutti dei dipendenti. Ho molti amici della generazione precedente del mondo della fotografia, e mi hanno avvertito di monitorare il mio ritmo. Anche se mi sono contenuto un po', credo ci sia qualcosa di davvero prezioso nel fatto che abbiamo questa piattaforma mainstream che chiede costantemente attenzione. Incoraggia alla formazione di una lingua. Ci sono tutte queste frasi nuove strane: segnali al neon, targhe, canestri. Instagram rivela e incita a utilizzare il suo metodo - vedi come si evolvono le cose. 

Nella prefazione di The Ballad of Sexual Dependency, Nan Goldin scrive che a volte vorrebbe che la macchina fotografica non fosse un'attrezzatura - che lei potesse sono sbattere gli occhi e fotografare il momento. Non ti senti mai così?
Quando sono venuto in questo parco oggi, due ragazze chassidiche, sorelle, con la stessa maglietta verde e la stessa gonna nera, calze frou-frou e scarpe nere correvano nella mia direzione con delle corde da saltare identiche, esauste. Sono riuscito a fare quella foto, ma è interessante quello che dici tu. E' molto raro che io guardi attraverso il visore della macchina - non lo faccio mai. Scatto con la pancia, scatto emozionalmente, metà delle volte sbaglio, ma non c'è tempo per mettere le cose assieme. Non è così che è il mondo. Le cose - le cose belle - non durano mai. 

@arnold_daniel

whentosaynothing.com

Crediti


Testo Emily Manning
Foto Daniel Arnold

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