ryan mcginley porta i suoi nudi ad art basel

Parliamo con l'artista più amato di Downtown New York mentre installa i suoi ritratti colorati alla fiera d'arte svizzera.

di Benjamin Barron
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25 giugno 2015, 6:30pm

Per Ryan McGinley c'e' sempre qualcosa da imparare. Pur essendo il fotografo piu' giovane che abbia mai esposto al Whitney Museum of America Art (all'eta' di 25 anni nel 2003) si considera sempre un laureando. Negli ultimi 17 anni McGinley ha documentato la cultura newyorkese dei piu' giovani. Ha lavorato con i suoi amici - come ad esempio Dash Snow e Tim Barber - ritraendoli fin dai suoi primi scatti. Poi ha intrapreso una serie di viaggi, fotografando le persone piu' interessanti che incontrava. L'ultimo progetto si intitola Yearbook ed e' una serie di ritratti ultra colorati di artisti e amici che vivono nell'Lower East Side a Manhattan. Questo lavoro e' diventato una mostra ed e' stato presentato per la prima volta lo scorso febbraio alla Team gallery di Soho. Si tratta di circa 200 ritratti, una sorta di album alternativo di fine anno scolastico. McGinley ha ora portato Yearbook ad Art Basel e lo abbiamo incontrato per parlare di questo lavoro, di come la scena gay newyorkese sia cambiata e di consigli per la nuova generazione di artisti. 

Dove sei adesso?

Ora sono in aeroporto e sto andando da Basilea a Puerto Rico. Ho finito di installare Yearbook nella sezione Art Unlimited ad Art Basel. Prima ho passato due settimane a Stoccolma, Oslo ed Helsinki, dopo aver inaugurato una mostra ad Amsterdam presso la Kunsthalle KAdE.

Qual'e' un giorno normale per te? 
Ho appena finito un progetto quest'inverno, ho scattato molti nudi in condizioni di gelo. Ho scattato praticamente ogni giorno, da Gennaio ad Aprile, e ogni settimana ha nevicato. Ho anche finito un libro che si intitola Way Far con Rizzoli un progetto durato quattro anni, con un saggio critico di David Rimanelli.

Quando hai iniziato a scattare i ritratti di Yearbook?
Ho iniziato con ritratti in bianco e nero nel 2008, e ho pubblicato un libro e seguito una mostra Everybody Knows This is Nowhere nel 2010 alla Team Gallery. Dopo questo progetto ho avuto voglia di scattare a colori ed e' nato Yearbook.

Come scegli le persone da scattare?
Amo fotografare gli artisti. La maggior parte dei soggetti che scatto fanno parte della comunita' artistica newyorkese e poi ho anche un casting director che trova volti interessanti e mi fa delle proposte. Trovo anche gente da fotografare a concerti, music festivals, scuole, anche per la strada. 

Ti ricordi tutte le persone che hai fotografato?
Si, e soprattutto mi ricordo le loro storie. Mentre scatto mi faccio raccontare quello che fanno nella vita, le loro passioni, amori, parliamo di musica, amici etc. tutte queste chiaccherate mi rimangono in testa e non me ne dimentico. 

Che tipo di rapporto c'e' tra il tuo lavoro personale e quello commissionato?
Il mio lavoro personale e' la mia visione. Non c'e' mai trucco, styling, e' tutto molto naturale. Trovo le locations da solo e scelgo chi scattare. La moda invece richiede un team di lavoro, ci sono piu' menti creative che lavorano insieme per creare un'immagine. 

Pensi che la comunita' gay sia cambiata da quando sei arrivato a New York?
Mi manca quel periodo, quando vivevo nell' East Village. C'era tra Avenue A e 2nd Avenue un bar frequentato solamente da gay. Ci trovavamo al The Phoenix, poi andavamo al The Cock, The Starlight, Eastern Block, I.C. Guys, The Boiler Room e per finire al The Hole. Era l'era pre-Grindr cosi bisognava per forza uscire e incontrare le persone nei locali.

Come pensi l'internet abbia cambiato il nostro modo di guardare le fotografie?
Mi piace che tutti possono fare foto e condividerle, penso sia un nuovo linguaggio. 

Cosa ti interessa di più' in questo momento?
Sono molto ispirato dal Louisiana Museum of Modern Art a Copenhagen e dal Fotografiska a Stockholm. Anche il Kulttuurisauna a Helsinki e' interessante, ha una sauna incredibile. E' molto minimal e dopo la sauna ti puoi buttare nell'acqua gelata del Baltico. 

Hai raggiunto gia' dei traguardi importanti pur essendo molto giovane — quali sono ora i tuoi obbiettivi?
Mi fa piacere aiutare altri artisti. Amo la fotografia di Sandy Kim. Mi piace anche Petra Collins e il suo gruppo di giovani creative. Personalmente i miei obbiettivi sono quelli di amare incondizionatamente mia madre ed il mio cane.

Qual'e' il tuo consiglio per la nuova generazione di artisti?
La mia filosofia e' che l'esperienza nasce da quanta pratica riesci a fare. Ho scattato moltissimo da quando avevo 17 anni, quindi diciamo che adesso sarei pronto per laurearmi in fotografia. 

Crediti


Testo Benjamin Barron
Foto Jacob Robert Price

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