12 artisti ci parlano della prima mostra che li ha ispirati

Gli artisti più intriganti da Chloe Wise a Ari Marcopoulos, ci parlano delle mostre che per prime hanno stimolato la loro creatività.

di i-D Staff
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11 gennaio 2016, 11:28am

Misha Hollenbach

Per festeggiare il nuovo anno e i nuovi inizi, abbiamo chiesto a una dozzina di artisti di parlarci della mostra, o dell'opera, che per prima li ha ispirati o che ha avuto un particolare impatto su di loro. Nelle interviste a seguire, Misha Hollenbach, Synchrodogs, Allison Schulnik, Eric Yahnker, Chloe Wise, Brian Scott Campbell, Erin M. Riley, Fuzi Uvtpk, Emily Motto, Stanislava Pinchuk, Ari Marcopoulos, Baron Von Fancy e Ana Kras discutono le opere che hanno cambiato il loro modo di vedere l'arte, dato forma agli inizi della loro carriera o condizionato la loro poetica. "Ricordo, in particolare, di trovarmi di fronte all'opera Woman Knitting di Chaim Soutine e sentire emergere qualcosa di intenso, profondo", spiega la Schulnik, lei stessa autrice di opere ruvide e confuse. "Non sono davvero certa di poter spiegare con precisione ciò che provai o l'impatto che ebbe su di me. Sapevo solo che si trattava di un dipinto perfetto. Ha consolidato qualcosa dentro di me." Gli artisti ci hanno anche raccontato come si sono sentiti mentre ammiravano la prima opera d'arte che li ha toccati in particolari modo. "Ricordo di aver visitato una retrospettiva di Waterhouse a Montreal, nel periodo di fine liceo o inizio università, che mi a davvero colpita per quanto riguarda la rappresentazione femminile." afferma Chloe Wise, che spesso dipinge autoritratti dalle sfumature sensuali e satiriche. "Adoro il modo in cui ritrae i riflessi della luce, l'acqua, i fiori e i tessuti trasparenti. Mmmmmmm, solo il pensiero ora mi entusiasma." Entusiasma anche noi.

Misha Hollenbach - Big Art
"Quando avevo circa 10, 11 anni, ho partecipato ad una gita scolastica al Museum of Modern Art di Canberra, la capitale d'Australia. Non ricordo nulla della galleria, o del viaggio in bus, ma ciò che mi è rimasto impresso è un grande dipinto. A dire il vero non riesco nemmeno a ricordare l'opera vera e propria. Si trattava di un'enorme opera di Op Art in bianco e nero, oppure di una grande tela, forse di Chuck Close. Il dipinto in sé non è importante. Ciò che davvero mi ha sbalordita è il pensiero che l'arte potesse essere tanto vasta. Quell'opera occupava l'intera parete. L'idea che un'opera d'arte, un dipinto, potesse avere dimensioni tanto imponenti: questo mi ha fatto comprendere che l'arte 2D poteva essere più grande di qualsiasi cosa io avessi mai visto prima. Durante i miei studi, ho passato buona parte di un anno a dipingere una tela nel fienile di un mio amico (nonché il mio studio provvisorio). Per la valutazione avrei dovuto portarla a scuola e così noleggiai un furgoncino. Il dipinto non riusciva a passare attraverso le porte, e finì per essere esaminato in strada, per poi tornare nel fienile. Ho anche meditato su una frase che avevo sentito una volta: "Se non sai fare bene una cosa, falla semplicemente molto grande."


Synchrodogs

Synchrodogs - Memorable Global Art
"Ci trovavamo alla Biennale di Venezia del 2009 e fu lì che ci rendemmo conto per la prima volta che l'arte può essere grande. Non avevamo intenzione di visitare mostre di nessun genere e la città era solo una tappa del nostro viaggio estivo in autostop attraverso l'Europa. Quando abbiamo visitato la prima mostra, però, ne siamo rimasti troppo affascinati per poterci fermare lì. Era come se tutte queste exhibition si stessero misurando per creare qualcosa di globale. A noi piaceva l'idea di poter realizzare qualcosa che rimanesse così a lungo impresso nella memoria di qualcuno."

Allison Schulnik

Allison Schulnik - Chaim Soutine
"È difficile portare alla mente la prima mostra che mi ha toccata. Ce ne devono essere state molte. Tuttavia, ho un vivido ricordo dei quadri degli espressionisti tedeschi al Museum of Art di San Diego. Era il periodo del liceo, il 1995 forse? Ricordo, in particolare, di trovarmi di fronte all'opera Woman Knitting di Chaim Soutine e sentire emergere qualcosa di intenso, profondo. Non sono davvero certa di poter spiegare con precisione ciò che provai o l'impatto che ebbe su di me. Sapevo solo che si trattava di un dipinto perfetto. Ha consolidato qualcosa dentro di me."


Eric Yahnker

Eric Yahnker - Saul Steinberg e Ronald Searle
"Potrà sembrare anche un'enorme cazzata, ma iniziando con il giornalismo e approdando all'animazione per sfizio, quasi ignoravo l'esistenza di musei e gallerie durante i miei anni della formazione. Il mio risveglio artistico ebbe luogo principalmente nelle infinite pile di libri rivestiti in PET della libreria del California Institute of Arts. Ricordo che la genialità grafica di Saul Steinberg e l'eleganza di Ronald Searle divennero la mia ossessione. Dopo la laurea al CalArts e anni di lavoro nel settore dell'animazione, mi sono imbattuto per caso in un volume sull'artista Tom Friedman che mi ha scosso nel profondo. Belle Arti con un'autentica sensibilità da animatore - umorismo, disciplina, abilità manuale, gag, sarcasmo, dedizione e cura, così come ricorrenti narrative personali. Per me fu il pezzo mancante del puzzle, e iniziai una ricerca completa in un mondo d'arte che prima non avevo mai considerato o del quale mai avevo considerato di poter far parte. Nell'agosto 2004, ho chiuso con l'animazione, affittato uno studio e iniziato con i miei lavori."


Chloe Wise

Chloe Wise - Waterhouse
"Ricordo di aver visitato una retrospettiva di Waterhouse a Montreal, nel periodo di fine liceo o inizio università, che mi a davvero colpita per quanto riguarda la rappresentazione femminile. Waterhouse, come molti tra i preraffaelliti, dipinge le donne così belle, seducenti, tragiche e forti allo stesso tempo. Mi piace questa diversità nella ritrattistica. Adoro il modo in cui ritrae i riflessi della luce, l'acqua, i fiori e i tessuti trasparenti. Mmmmmmm, solo il pensiero ora mi entusiasma."


Brian Scott Campbell

Brian Scott Campbell - Jean-Frederic Schnyder
"Ricordo di aver visto la mostra di Jean-Frederic Schnyder allo Swiss Institute di New York nel 2011 cinque o sei volte. Era un periodo importante della mia vita, poiché mi ero recentemente laureato alla Rutgers e vivevo nella Grande Mela. La direzione della mia arte stava cambiando drasticamente; le mie idee e le mie influenze cambiavano rotta in modo rapido. La collezione di Snyder, composta da dipinti in piccolissima scala inseriti negli spazi molto vasti dell'ex Deitch, mi ha sopraffatto e sorpreso. Erano viscosi, rozzi, innovativi, divertentissimi e terrificanti. Scene bucoliche si fondevano con svastiche, streghe e pupazzi di neve. Erano vili e forse vagamente ironici, ma sinceri e scomodamente intimi. La superficie uniforme di questi dipinti, realizzati con pennellate lievi e misurate, contribuiva solamente a rendere il tutto ancora più strano. Tutte le opere erano state realizzate negli anni '90, ma nonostante questo c'era qualcosa d'esaltante e immediatamente rilevante in loro. Mi sono rimaste impresse da quel momento."


Erin M. Riley

Erin M. Riley - Kara Walker
"Probabilmente l'opera più toccante che abbia mai visto, che spesso mi ritorna alla memoria, è stato il video di Kara Walker alla Puppet Show all'ICA Philadelphia nel gennaio del 2008, quando mi trovavo nel mezzo del primo anno di specialistica. Era una delle opere più emozionanti che io avessi mai visto; qualcosa che mi ha affascinato completamente e che mi ha ispirato a usare un linguaggio impegnativo, indipendentemente da quanto questo possa risultare gravoso da un punto di vista emotivo. Gli arazzi di William Kentridge al Philadelphia Museum of Art mi hanno permesso di vedere delle opere in tessuto di grandezze che non avrei mai ritenuto possibili fino a quel momento."


Fuzi Uvtpk

Fuzi Uvtpk - Hieronymus Bosch
"10 o 15 anni fa, mi trovavo a Roma con i miei amici per realizzare dei graffiti nella metro. Io volevo visitare Venezia, ma nessuno dei miei compagni aveva intenzione di accompagnarmi, così salii sul treno da solo e affittai una stanza in uno squallido ostello per la notte. Era autunno e la nebbia era così fitta che risultava impossibile vedere i monumenti. Ne restai molto deluso. Così decisi di recarmi al Palazzo Ducale e fu lì che scoprii i dipinti di Hieronymus Bosch. Non avevo idea di chi fosse questo tizio, ma percepii qualcosa quando guardai le sue opere. Erano potenti, erano libere. Rimasi in quella sala per un paio d'ore, ipnotizzato dalla sua arte. Mi soffermavo su ogni minimo particolare. Rimane uno dei miei artisti preferiti ancora oggi."


Emily Motto

Emily Motto - 'Walking in my Mind'
"Una delle prime mostre davvero stimolanti che ho visto è stata Walking in my Mind nel 2009, per la quale 10 artisti avevano trasformato parti dell'Hayward in ambienti di loro immaginazione. Lo ricordo così bene -c'erano tutti questi spazi entusiasmanti da esplorare! Una sala era riempita dall'opera Creation Myth di Jason Rhoades - la sua frenetica disposizione di computer, luci, legno, secchi, giocattoli, fotografie e treni. E Thomas Hirschorn aveva creato una struttura simile a un labirinto utilizzando nastro adesivo marrone. Potevi percorrerlo per scoprire una serie di cave interconnesse, riempite con testi filosofici e dinamite finta. Ricordo di essermi trovata completamente immersa nei suoi tunnel di cartone. Gli artisti della mostra lavoravano in modi così diversi e servendosi di materiali così vari nelle loro realizzazioni; ha davvero aperto i miei occhi per quanto riguarda le possibili modalità di realizzazione della scultura."


Miso

Stanislava Pinchuk (aka Miso) - Gianni Versace
"Credo che la prima mostra che cambiò davvero la mia vita fu una retrospettiva di Gianni Versace. Sono cresciuta in una tranquilla città in Ucraina con un museo molto vecchio e vagamente trasandato. Non mi sembra avesse un riscaldamento funzionante, o delle luci all'entrata. Se le opere erano antiche, venivano ricoperte con della stoffa che dovevi sollevare ogni volta che volevi dare un'occhiata. Così, ovviamente, una ragazzina ucraina di 10 anni non avrebbe potuto non rimanere colpita da Gianni, con le sue stampe leopardate eurotrash e le sue paillette. Era la prima volta che vedevo i lavori di una vita creativa raggruppati in un unico luogo, creando un mondo da vivere in ogni minimo dettaglio. Non credo di aver mai contemplato la possibilità prima di allora. La possibilità che un simile mondo esistesse o che facesse per me. Probabilmente è questo il motivo per cui, tra i miei vestiti neri tipici degli ambienti artistici, ricevo ancora notifiche da eBay per il giusto paio di jeans leopardi di Versace."


Ari Marcopoulos

Ari Marcopoulos - James Turrell
"La prima mostra è stata, probabilmente, James Turrell allo Stedelijk Museum di Amsterdam. Era fantastico vedere come utilizzasse solo la luce per comporre le sue opere. Mi ha lasciato senza parole e mi ha aperto gli occhi, introducendomi ad un modo alternativo di fare arte."


Baron Von Fancy

Baron Von Fancy - Sandy Skoglund
"Nel 1990, ho partecipato all'inaugurazione de The Green Room di Sandy Skoglund alla Janet Borden Gallery a Soho. Prima di quell'occasione, ero già stato invitato a numerose aperture - e tutte avranno sicuramente avuto opere brillanti, ma nessuna tra loro era alla portata di un bambino di sei anni. Quando abbiamo visto The Green Room, mi sorprese moltissimo. L'installazione era composta da una sala completamente ricoperta di AstroTurf disseminata di sculture realistiche di cani verdi e viola appartenenti a razze diverse. Vedere lo spazio della galleria trasformato in questo nuovo mondo magico mi fece provare una sensazione che non scorderò mai. Fu allora che capii, per la prima volta, che ciò che vediamo non si trova sempre lì per caso, ma che spesso è il prodotto della visione di qualcun altro. Quel giorno, all'inaugurazione, mia madre mi scattò una fotografia con mia sorella. Tengo moltissimo a quell'immagine. La tengo sulla scrivania ancora oggi."


Ana Kras

Ana Kras - la scultura comunista
"Ricordo di aver visto una scultura di fronte al municipio di Nuova Belgrado, nelle vicinanze della casa di mia nonna. Le chiesi di cosa si trattasse e lei rispose: "È una scultura." Avrò avuto 5 anni circa. Le domandai perché si trovasse lì e mi spiegò che qualcuno aveva avuto l'idea di creare una simile forma e che ora questa forma rendeva la piazza unica e bella. Mi piaceva davvero quella scultura. Era grande e brutale - una delle tipiche sculture del Brutalismo Comunista di Nuova Belgrado. Poi, la prima volta che iniziai a concepire l'arte come una professione e realizzai che le persone lo possono fare, fu vedere lo studio del mio padrino, Bata Knezevic. Rimasi senza parole. Probabilmente è stato uno di quei momenti che mi ha cambiato la vita. Era un paese delle meraviglie. Vernici, matite, serigrafie, secchi di pigmenti, enormi fogli di carta - mi sentivo come se fossi atterrata su di un pianeta sconosciuto. Ricordo di aver pensato che da grande avrei voluto fare quello - prima di allora avrei voluto diventare tassista."

Crediti


Testo Zio Baritaux
Tutte le immagini su gentile concessione degli artisti

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