la moda e il ragazzo medio

Alla moda viene data molta importanza dai critici e dagli scrittori, ma influenza davvero i ragazzi comuni e il modo in cui decidono di vestirsi? Cerchiamo di capire se la moda sia più influenzata dai ragazzi "normali" che i ragazzi normali dalla moda...

di Jack Moss
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03 settembre 2015, 8:45am

Anche solo dando uno sguardo veloce alle riviste di moda di questo mese si può intuire che le norme che un tempo regolavano la moda uomo stanno cambiando. É una reazione a ciò che è stato visto, discusso, durante le sfilate della scorsa stagione - idee che sono ora cristallizzate sulle pagine stampate o fotografate sui corpi dei modelli - annunciando una nuova estetica, un'atmosfera mutata. Se ne sono andati i rigidi confini che rispettavano gli uomini per scegliere il loro guardaroba, rimpiazzati invece da abiti che mettono in discussione i fondamenti del gender, e che cosa significhi essere, e vestirsi come, un uomo.

È stata la trasformazione di Gucci di Alessandro Michele a scegliere lo spirito del tempo - con articoli di opinione, editoriali o la loro campagna scattata da Glen Luchford - ed è innegabile che è il brand della stagione. La collezione uomo di Michele è al confine tra uomo e donna, infanzia e adolescenza - gli abiti incarnavano entrambe, e le silhouettes sono più morbide, create con uno spazio ampio abbastanza per ideali in fase di trasformazione.

Le riviste di moda e le sfilate sono alimentate dalla fantasia, sfruttando l'improbabile e l'impossibile. Anche i seguaci più devoti della moda sarebbero reticenti ad indossare un look completo di uno stilista, un sentimento che questa stagione ha messo in evidenza più che mai - come ha scritto di recente Matthew Schneier del New York Times - "Fashion lives on the runway… reality sits in the stands.", la moda vive sulle passerelle...la realtà tra gli appendiabiti.

È una contraddizione che si ripresenta sempre. C'è una relazione tra l'atmosfera predominante delle sfilate e ciò che la gente indossa davvero? Quanto influenza davvero l'industria della moda maschile? Questa è la domanda che mi sono posto inizialmente. La soluzione? Trovare il ragazzo medio e parlarci. Come si relaziona alla moda? Come sceglie cosa mettersi? È influenzato dai cambiamenti a cui si da così tanta importanza da quelli che scrivono di moda?

Trovare il "ragazzo normale" è stato un compito più difficile di quanto pensassi. Guardando in giro per Londra e nelle zone limitrofe, come la mia cittadina suburbana Berkshire, i ragazzi non rientravano facilmente in categorie come pensavo. Invece, erano una rete complessa di tribù e stili intrecciati tra loro - skater, nerd, sportivi. Il ragazzo normale, ho scoperto in fretta, era una mia fantasia. Anche i miei amici hanno trovato difficile identificarlo. "I ragazzi normali si mettono roba della Stussy e cose simili," ha detto il mio ragazzo, uno stilista di moda maschile, in una mail. "Ma sai, penso ci sia un ragazzo normale che tipo si interessa davvero che la sua roba sia basic, capisci?" Un amico che lavora nelle pubbliche relazione della moda uomo mi ha detto, "Credo siano i ragazzi con cui andavo a scuola." E cosa indossano? "Indossano dei chinos e camicie. Noioso. I ragazzi giovani indossano tipo...roba sportiva?"

Il mio primo pensiero è stato quel il tipo di uomo che indossa Superdry e Bench - quei brand da tutti i giorni, anonimi, che la gente che lavora nella moda guarda con sdegno. "A Londra, non sei mai a meno di 2 metri da un topo, anche se non lo vedi," ha scritto Imogen Fox sul Guardian. "Oggi nel Regno Unito - stando ai miei calcoli - non sei mai a meno di 2 metri da qualcuno vestito Superdry."

Io, tuttavia, sono rimasto affascinato dal fatto che un brand abbia silenziosamente conquistato una nazione diventando una potenza della moda inglese, guadagnando milioni lungo la strada. Tuttavia, quando sono finito a cercare chi indossava davvero Superdry, ne ho trovati pochi, di certo non abbastanza per considerarla la norma. Il ragazzo che pensavo di trovare non sembrava esistere.

È stato a quel punto che è sembrato ovvio che tanto quanto Gucci, J.W.Anderson e tutti quelli che sfidano i confini della moda uomo, il ragazzo comune è una fantasia, sebbene all'estremo opposto. Il ragazzo normale è un'idea che si insinua. Soprattutto ultimamente, la moda è stata affascinata dall'archetipo del 'ragazzo vero', uno che sta al lato opposto rispetto dell'effeminato senza genere di Gucci. Pensate al punto di vista rovesciato di Prada sulla normalità; quel modo di vestire ingannevolmente banale che ha definito le collezioni della moda uomo di Miuccia ultimamente, o a Raf Simons, il cui marchio omonimo continua a rifarsi al ragazzo comune, commentando direttamente la giovinezza e l'adolescenza nel processo.

Anche gli stilisti inglesi hanno fatto riferimento a lungo all'archetipo, specialmente perché sono cresciuti con lui - come Christopher Shannon, che guarda sempre ai giovani inglesi per trovare ispirazione. La sua ultima collezione si basa sull'idea dell'inglese all'estero - quel ragazzo normale che si scatena in una vacanza tra amici. Per Shannon, la normalità è quasi diventata una forma di protesta, "Sono quasi disgustato dall'aspirare a certi stili di vita," ha detto una volta a Interview. È un'ideologia da cui partono i nuovi stilisti inglesi, o che raggirano - come Liam Hodges, ispirato dalla gente del mercato di Walthamstow, o Cottweiler, che ha utilizzato la tuta da ginnastica come uniforme, reinterpretando gli indumenti della vita di tutti i giorni per creare delle distopie. Anche Astrid Andersen o Nasir Mazhar, i cui abiti rientrano verosimilmente tra i più estremi, prendono ancora ispirazione da quella fantasia del ragazzo per strada.

E non sono solo gli stilisti; l'immaginario della moda si fonda sul tentativo di raffigurare "il normale", "l'autentico". Gosha Rubchinskiy, prima di diventare anche lui uno stilista, si è fatto un nome fotografando i giovani dell'epoca post-sovietica e illustrando un'estetica della normalità - creando l'archetipico skater. Il brillante libro di Alasdair McLellan, Ultimate Clothing Company, parla anch'esso di questa rappresentazione della normalità, una sorta di realtà feticizzata - le immagini fotografiche di ragazzi segnati da una sfumatura omoerotica. Modelli come Michael Morgan e Danny Blake, scattati entrambi da McLellan, si guadagnano da vivere con questo stereotipo del ragazzo "normale" - il loro aspetto inglese, mascolino, li fa apprezzare dai marchi quanto dai fotografi di moda.

Perché il ragazzo normale è visto come un pilastro della moda? In qualche modo, la normalità è diventata provocazione, un rifiuto degli eccessi dell'industria; il ragazzo normale funziona come una specie di Yin per lo Yang di Gucci. Dopotutto, coloro che vanno oltre i limiti hanno bisogno di un limite da oltrepassare. Di questi tempi, la moda può sembrare piena di contraddizioni, oscillando tra eccesso e minimalismo, maschile e femminile, giovinezza e vecchiaia, nero e bianco. Ma in qualche modo trova il suo equilibrio tra questi estremi, come un pendolo che si muove avanti e indietro. Anche se l'emozione del cambiamento ha entusiasmato la moda, il ragazzo normale rimane profondamente ancorato nella nostra coscienza. Ho ragione ragazzi?

Crediti


Testo Jack Moss
Foto Jason Lloyd-Evans

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