Sulla sinistra fotografia di Katie Mccurdy; sulla destra fotografia di Kathy Lo via Flickr

9 attiviste su femminismo, riproduzione e maternità

Nel 2015 avevamo chiesto l’opinione di 9 femministe su parità di genere e diritti riproduttivi. Cos'è cambiato in questi sei anni?

di i-D Staff
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08 marzo 2021, 12:48pm

Sulla sinistra fotografia di Katie Mccurdy; sulla destra fotografia di Kathy Lo via Flickr

Questo articolo è apparso originariamente su i-D Italy nel 2015. Oggi, in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, abbiamo deciso di riprendere queste interviste come spunto di riflessione su cos’è cambiato in questi anni e su quali siano le battaglie per cui continuare a lottare.


Diritto a decidere sul proprio corpo. Diritto a poter scegliere liberamente se continuare una gravidanza oppure no. Pari responsabilità tra genitori. Intersezionalità. Queste sono alcune delle questioni sollevate nel 2015 da 9 attiviste che operano nel mondo della cultura e dello spettacolo, selezionate da noi di i-D per rispondere ad alcune domande su temi che negli ultimi anni sono diventati più urgenti che mai, imponendosi al centro del dibattito pubblico.

Insieme a loro, avevamo discusso del diritto a un’interruzione di gravidanza sicura e della necessità di riconoscere quanto la lotta per i diritti riproduttivi della donna vada di pari passo con quella contro la discriminazione razziale e di classe. Rileggendo oggi le parole di queste nove donne straordinarie, sembra incredibile quanto quelle tematiche siano ancora cruciali e ampiamente irrisolte, a ben sei anni di distanza. Per iniziare a parlare concretamente del legame che sussiste tra discriminazione razziale, discriminazione di classe e discriminazione di genere, infatti, ci è voluta la morte di George Floyd.

E intanto, anche diritti dati per scontati e assodati come l’aborto, sono stati rimesso in discussione negli ultimi anni, come dimostra la preoccupante legge anti aborto instaurata dal governo polacco. Per non parlare del numero spropositato di obiettori di coscienza in Italia, che impedisce la presenza di un numero sufficiente di professionisti per garantire a ogni donna in ogni parte del paese il diritto all’aborto.

Il 2020 è stato un anno di grandi cambiamenti, e ci ha aperto gli occhi su quanto fragili siano quei diritti che avevamo dato per conquistati. Persino la lotta LGBTQ+, altra grande battaglia intrecciata a quella femminista, è stata messa a repentaglio dalle scelte di molti governi attuali, come quello Turco

Come se il tempo si fosse cristallizzato a sei anni fa, è sconcertante leggere oggi che i timori di Jemima Kirke, Lea Delaria, Hari Nef, Tamika D. Mallory sono gli stessi che ancora oggi muovono la lotta femminista, come gli obiettivi di cui parlano, in cui ancora oggi riponiamo le nostre speranze. Rileggere questa intervista non può che aiutarci a fare il punto della situazione, a prendere atto sia dei—pochi—passi avanti che sono stati fatti e a renderci conto di quanti ne restino ancora da fare—specialmente in Italia.

Meredith Graves, Musicista/Scrittrice

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Qual è la tua definizione di femminismo?
Il femminismo per me cambia continuamente. Ogni volta che mi confronto con una nuova linea di pensiero o mi capita qualcosa che mi colpisce espando i confini della mia visione femminista, che dal mio punto di vista deve essere intersezionale e includere ogni forma di oppressione.

Come può la musica aiutare la lotta per la parità?
Finché l'industria della musica sarà composta per il 99.99% da uomini che fanno cose da uomini per altri uomini, la musica non potrà fare niente. Tuttavia, ultimamente vedo emergere alcune piccole cellule separatiste composte da persone che non si identificano come uomini, e che escludono attivamente quel tipo di visione prettamente maschile.

La realtà è che i musicisti maschi famosi e privilegiati detengono il monopolio del mercato musicale, e dovrebbero utilizzare il loro privilegio per parlare di discriminazione di genere e sessualità, utilizzando quello spazio per qualcosa di importante per la società.

Quanto è importante combinare arte e attivismo?
Per la maggior parte di noi è impossibile non combinare le due cose. Finché il mondo dell'arte, come quello della musica, continuerà a essere dominato da uomini cis-het, tutta l'arte realizzata da qualcuno che non rientra in quei parametri è una forma di attivismo. Anche solo darsi la possibilità di esistere liberamente è sia una pratica di attivismo sia una forma d’arte.

Jemima Kirke, Artista

9 donne su femminismo e riproduzione

Qual è la tua definizione di femminismo?
Femminismo vuol dire credere nell'uguaglianza dei sessi e nella consapevolezza che il nostro sesso biologico non deve obbligarci a rispettare le regole che ci vengono imposte dalla società—che non sono mai cambiate dai fssimi anni '50 e non servono ad altro che a reiterare il dominio della società patriarcale. Il femminismo di cui abbiamo bisogno oggi deve tenere conto degli effetti che le discriminazioni razziali e di classe hanno sulle discriminazioni di genere.

Qual è la tua opinione sui diritti riproduttivi e la salute delle donne?
A volte sembra che la gente interpreti lo slogan "Il corpo è mio e decido io" come "Voglio scoparmi chi voglio e come voglio senza preoccuparmi né dei rischi né delle possibili conseguenze." NO. Scegliere significa avere il diritto di prendersi cura di sé stesse e del proprio corpo. Scegliere significa non dover andare lontano chilometri per trovare un consultorio. Significa ottenere assistenza sanitaria durante la maternità, poter effettuare gratuitamente esami ginecologici e test di screenig per il cancro, avere accesso gratuitamente alla contraccezione, ricevere un'educazione sessuale e avere il diritto all'aborto. Il fatto che leggi inadeguate mettano in pericolo i nostri corpi, i nostri bambini e le nostre famiglie è sconcertante.

Perché hai deciso di parlare pubblicamente del tuo aborto?
Un giorno ho parlato con delle persone dell’aborto di un’amica in sua presenza e si è arrabbiata moltissimo. Ricordo di essermi sorpresa, perché non capivo cosa ci fosse di imbarazzante. Sono sicuramente stata insensibile, ma mi ha fatto riflettere: perché di alcune storie personali si può parlare liberamente mentre dell'aborto no? Voglio rompere il tabù intorno alla questione e fare in modo che la gente inizi a parlare del perché l’aborto sia ancora un argomento di cui vergognarsi.

Cosa speri cambierà riguardo ai diritti sessuali e riproduttivi per la generazione di tua figlia? 
Spero che l’ottenimento di questi diritti inneschi un movimento a favore della totale libertà sessuale per le donne. Spero che questo estirpi la vergogna che spesso proviamo verso noi stesse e i nostri corpi e spero che la società smetta di dire alle donne come dovrebbero fare sesso. Queste regole esistono per tenerci a bada, per farci sentire piccole, meno potenti e meno libere.

Doreen St. Felix, Scrittrice freelance/Staff-writer The New Yorker

9 donne su femminismo e riproduzione

Qual è la tua definizione di femminismo?
Mi sento a disagio all'idea di un'identità femminista universale. Per definire la mia idea di femminismo preferisco parlarne come se si trattasse di una sovrastruttura. Una sovrastruttura che deve venire declinata, poco o radicalmente, a seconda della vita e dell’intimità di ogni singolo individuo, come il desiderio, la posizione geografica, la classe sociale, la spiritualità, la posizione economica e l’etnia.

Penso che il mio femminismo sia polemico ma anche incredibilmente fluido. Non è solo una visione ma un vero e proprio modo di vivere che influenza il mio lavoro come scrittrice, editor e donna. A volte mi sembra che pensiamo al femminismo come qualcosa che trascende noi stesse, qualcosa in cui dobbiamo trasformarci ma a cui non siamo ancora arrivate. Per alcune di noi, invece, è qualcosa di estremamente naturale. Il mio femminismo è endemico.

Qual è la tua opinione sui diritti riproduttivi e la salute delle donne?
La sanità è un tema complesso e il diritto all’aborto ne è solo una parte di tutte le questioni che interessano una persona in età fertile. E non sono solo le persone provviste di utero a scontarne gli effetti. Dal mio punto di vista, la violenza razziale della polizia costituisce la causa principale della crisi relativa all'igiene riproduttiva.

Attraverso una ricerca ho scoperto che le donne nere si danno molto più da fare rispetto alle donne bianche per creare iniziative riguardo all'igiene riproduttiva. Il motivo è ovvio: scontano sulla loro stessa salute l’impatto di queste problematiche—come non potersi permettere l’assicurazione sanitaria per sé e i propri figli, vivere nel degrado, la negazione sistematica di certi beni da parte di enti che innalzano barriere economiche insuperabili, salario iniquo…. e la lista continua. 

Che ruolo giocano i social media nella battaglia per la salute delle donne? 
I social media sembrano favorire l'attivismo grazie alla loro immediatezza. Piattaforme come Twitter, Facebook e Instagram in un certo senso sfuggono alla censura dei media più convenzionali, e promuovono un’informazione trasparente che supera i confini delle varie nazioni. È solo un tassello di un quadro molto più ampio, ma penso che i social media abbiano la potenzialità di combattere la disinformazione e l’ignoranza.

Margaret Cho, Comica

9 donne su femminismo e riproduzione

Qual è la tua definizione di femminismo?
La convinzione che le donne meritino la parità.

Qual è la tua opinione sui diritti riproduttivi e la salute delle donne?
Le cose non stanno andando bene. Il movimento pro-vita mette in atto una propaganda spietata raccontando un mucchio di bugie. Ad esempio, non abbiamo ancora un'educazione adeguata riguardo all'aspirazione endometriale—una tecnica molto meno dolorosa e invasiva rispetto a quella utilizzata normalmente per abortire. Alle donne non viene detto che ci sono altre opzioni oltre all'aborto chirurgico, molto doloroso e, in America, anche parecchio costoso. 

Come può aiutarci l'ironia a combattere le ingiustizie sociali?
Tramite l’ironia possiamo parlare di un dato argomento evidenziandone l’ipocrisia e allo stesso tempo rivendicare che i nostri diritti vengano rispettati.

Cosa hai imparato dalla comunità LGBTQ+ sull'attivismo?
Possiamo cambiare il mondo anche solo mostrandoci orgogliosi di essere noi stessi.

Hai parlato apertamente del tuo aborto. Come ha cambiato la tua opinione sull'igiene riproduttiva? 
È stata più dura del previsto. Avevo bisogno di qualcuno che mi portasse a casa perché mi avevano imbottita di famaci. Ho interrotto un'altra gravidanza successivamente attraverso l'aspirazione endometriale ed è stata veloce e indolore, questione di un minuto. Non ho neanche avuto bisogno di medicine. Alle donne questa scelta spesso non viene offerta, anzi, per la maggioranza non è neanche conosciuta. Invece, dobbiamo assicurarci che tutte le donne possano valutare questa opzione.

Lea DeLaria, Comica/Attrice/Musicista

9 donne su femminismo e riproduzione

Qual è la tua definizione di femminismo?
Combattere l'oppressione che la cultura di massa, la religione e la società esercitano sulle donne.

Qual è la tua opinione sui diritti riproduttivi e la salute delle donne?
Molte persone fanno guerra alle donne, specialmente quelle povere e appartenenti alla classe lavoratrice. Questa guerra è condotta dai Conservatori Cattolici della Destra Repubblicana. #fanc*uloritardati.

Perché secondo te la destra sta osteggiando la lotta per i diritti riproduttivi? 
I conservatori non tollerano il cambiamento, specialmente se questo rischia di usurpare il loro status. Rendere le donne libere di scegliere cos’è meglio per loro stesse mette in pericolo il dominio maschile e religioso. In altre parole: sanno che, se non riescono a comandarci a bacchetta, sono fott*ti.

Le donne lesbiche sono escluse dal dibattito sull'igiene riproduttiva? Come si potrebbe migliorare la situazione? 
Hahahahahaha! Come se fosse possibile tenere fuori le lesbiche da UN QUALSIASI dibattito politico. L'idea della lesbica fissata con il politically correct e senza senso dell'umorismo non è nata a caso.

Hari Nef, Modella/Attrice

9 donne su femminismo e riproduzione

Qual è la tua opinione sui diritti riproduttivi e la salute riproduttiva delle donne?
Credo che chi è in grado di fare figli debba avere la libertà di decidere se volerli dare alla luce o meno. Credo che ognuno debba poter fare del proprio corpo ciò che vuole. Conciliare il mio essere trans con il femminismo diventa difficile quando si parla del corpo delle donne cisgender in età fertile. In una società patriarcale ho scelto di alterare il mio corpo assumendo ormoni femminili in modo da incarnare l’idea di “femminilità”, così che io possa camminare tranquilla per le strade di New York, venga chiamata con i pronomi adatti e abbia l’opportunità di guadagnarmi da vivere lavorando come modella.

Ma un effetto degli ormoni è l'infertilità. Quando ho scelto di farmi sterilizzare non mi è sembrata una scelta difficile, ma mi chiedo come sarebbe stata la mia vita se la mia identità di genere fosse stata accettata dalle persone attorno a me senza la necessità di sottopormi a tutti questi interventi medici. Avrei avuto bisogno di assumere ormoni? Le ragioni che spingono le donne trans a ricorrere alla medicina sono le stesse che spingono le donne a non abortire? L’esperienza delle donne trans è diversa da quella delle donne cis, ma possiamo lottare insieme contro un sistema sanitario (o un mondo) patriarcale, che maschera l'oppressione con una prescrizione.

Qual è la tua definizione di femminismo?
Sono stata cresciuta pensando al femminismo in relazione al codice binario uomo-donna: "Le donne devono avere gli stessi diritti degli uomini." Oggi sento che il femminismo dovrebbe affrontare le questioni di genere da un punto di vista intersezionale. Cosa significa essere donna e perché? Chi decide cos'è una donna? Se una donna è diversa dall'altra, allora cosa le rende entrambe donne? Le donne cisgender bianche hanno una storia come femministe, ma la loro liberazione non ha giovato a milioni di altre donne. Quando l’esperienza femminile può essere così diversa da donna a donna, ha ancora senso parlare di un solo tipo di femminismo?

Il dibattito sull’igiene riproduttiva come potrebbe essere più inclusivo delle persone trans? 
La riproduzione è un problema che riguarda molte persone trans, dato che la terapia ormonale può modificare le capacità riproduttive. Il mio medico curante mi ha spiegato che la terapia ormonale mi avrebbe resa sterile e che più a lungo l’avessi continuata, più la possibilità di tornare fertile si sarebbe ridotta. Mi ha consigliato di congelare dello sperma, ma all’epoca non potevo permettermelo—è possibile farlo solo privatamente—, e ho iniziato comunque il percorso. Quando ho cercato di congelare il mio sperma qualche mese dopo, ero già sterile. 

Spero che i servizi sanitari per le persone trans che vogliono sottoporsi a un processo di transizione diventino accessibili a tutt*. La parte più difficile della transizione per me è stato dire addio al mio sogno di poter avere dei figli biologici. Spero che, quando sarò pronta ad avere figli, la tecnologia avrà fatto dei passi avanti e mi permetterà di farlo.

Sarah Sophie Flicker, Attivista/Performer/Scrittrice

9 donne su femminismo e riproduzione

Qual è la tua opinione sui diritti riproduttivi e la salute riproduttiva delle donne?
Sembra di essere tornati agli anni '50. È strano pensare che i diritti di cui ho goduto per tutta la mia vita ora vengano messi in dubbio. O che mia figlia forse non avrà gli stessi diritti che io davo per scontato.

Come possiamo coinvolgere le ragazze giovani a prendere parte al dibattito circa questo tema? 
È importante che i giovani conoscano la sessualità, la contraccezione, il sesso e cosa significhi essere consenzienti. Se la prossima generazione verrà educata di più su queste tematiche, si sentirà più coinvolta. Penso che anche i ragazzi debbano essere più coinvolti.

Perché la libertà riproduttiva è un problema che riguarda le madri?
Quando, se e come avere figli rientrano nel quadro dei diritti sulla riproduzione. Lo è anche riuscire a crescere dei figli senza doverci preoccupare della povertà, della violenza, della fame o dell'intolleranza. Come lo è riuscire a crescere i nostri figli e a supportare le nostre famiglie guadagnando lo stesso stipendio degli uomini. Più analizziamo i problemi relativi alla disparità sociale, più ci rendiamo conto di quanto siano interconnessi. Se le madri venissero tenute in considerazione dalla società, ne gioverebbero tutti.

Cosa vuoi insegnare ai tuoi figli riguardo alla libertà riproduttiva e all'uguaglianza? 
Ho paura che mia figlia si convinca del messaggio che le viene trasmesso dall’esterno, ovvero che non ha il controllo sul proprio corpo, che il suo corpo è un campo di battaglia e che non ha il diritto di sognare un futuro in cui sarà libera di essere ciò che vuole. Ho paura pensi che lei, il suo lavoro e le sue idee abbiano meno valore di quelle degli uomini. Ho paura pensi che la sua sessualità sia qualcosa di sporco e che il sesso serva solo ad avere figli. Per i miei figli maschi temo che questo clima non solo aumenti il loro privilegio, che li privi del diritto di essere vulnerabili, che sentano di avere il diritto di controllare il corpo delle donne e che non sia okay che i genitori abbiano pari responsabilità. Ho paura che il mio tentativo di crescere i miei ragazzi come femministi risulti vano.

Sally Kohn, Presentatrice/Giornalista

9 donne su femminismo e riproduzione

Qual è la tua definizione di femminismo?
Che le donne debbano avere gli stessi diritti, le stesse opportunità e gli stessi privilegi degli uomini. Punto. Fine del discorso. Chi non è d'accordo? 

Qual è la tua opinione sui diritti riproduttivi e la salute delle donne?
La libertà riproduttiva è strettamente legata alla libertà economica e culturale delle donne. E dato che in America la sanità è off-limit per le donne povere di colore, questa libertà è strettamente legata alle ingiustizie sociali razziali. Non si può considerare gli attacchi alla libertà riproduttiva come se fossero separati dalle questioni relative alla razza, all’identità di genere o alla condizione economica di una persona.

Come può il dibattito sui diritti riproduttivi diventare più inclusivo? 
Dobbiamo renderci conto che gli attacchi alla pratica dell'aborto e alla contraccezione non sono nati dal nulla, sono connessi alla supremazia dei bianchi e alla misoginia, ai tagli alla sanità e ai servizi per i più poveri e per gli immigrati, all'odio nei confronti di lesbiche, gay, bisessuali e persone trans. Quando ci renderemo conto di quanto queste difficoltà siano intrinsecamente unite tra di loro, collegate dallo stesso tipo di ingiustizie, il nostro movimento diventerà più inclusivo.

Essere una madre entra in conflitto con l’attivismo in difesa della libertà riproduttiva? 
Supporto la libertà riproduttiva proprio perché sono una madre. Ho una figlia. voglio rispetti il proprio corpo e che non sia controllato da nessuno se non da lei stessa, che si tratti di un'altra persona o di politici conservatori. E se un giorno vorrà abortire, dovrebbe essere una sua scelta, non mia, non di Washington o di qualcun altro. Lotto per la difesa della libertà riproduttiva e per il diritto all'aborto per proteggere mia figlia.

Tamika D. Mallory, Attivista/Presidente e fondatrice di Mallory Consulting

9 donne su femminismo e riproduzione

Qual è la tua definizione di femminismo? 
Il femminismo è la convinzione che le donne debbano avere gli stessi diritti e le stesse opportunità degli uomini, politicamente, socialmente ed economicamente. Il femminismo è stato frainteso come una sorta di filosofia contro gli uomini, ma non è così. Essere una femminista significa essere a favore delle donne. Significa credere che le donne debbano ricevere lo stesso stipendio degli uomini, a parità di prestazione. Capire che la rape culture ci condanna a rimanere costantemente in allerta. Credere che una ragazza possa diventare ciò che vuole e incoraggiarla a credere nelle proprie idee. Non permettere che le generalizzazioni riguardo al genere stabiliscono cosa dobbiamo fare. Il mio femminismo è intersezionale, riconosce ogni etnia, status economico e identità di genere.

Come possiamo fare in modo che il dibattito sui diritti riproduttivi includa anche quello sul razzismo?
Raccontare le nostre esperienze e fare luce su come il razzismo stia affliggendo la salute delle donne. Quando parlo di razzismo, intendo nello specifico il razzismo istituzionale. La mancanza di strutture adeguate nei quartieri più poveri popolati da persone nere fa sì che per le donne sia molto difficile sottoporsi anche a banali cure mediche: devono guidare per chilometri, chiedere ore di permesso al lavoro—lavoro che spesso non dà loro la possibilità di avere dei giorni di malattia. Dobbiamo lottare contro tutto questo. Dobbiamo raccontare queste storie, mostrare come si collegano ad altre questioni importanti, e chiedere che le cose cambino.

In quale modo il movimento per i diritti riproduttivi potrebbe supportare le madri single? 
Le mamme single hanno molti problemi da affrontare, ma non sempre è possibile essere coinvolte nei vari movimenti e partecipare attivamente al dibattito per migliorare la propria condizione. Voglio incoraggiare i movimenti politici che si occupano di queste problematiche a trovare dei modi per rendere le loro iniziative accessibili anche alle madri single come me. Anche se non possiamo sempre combattere in prima linea, ciò non significa che non dobbiamo partecipare, che si parli di cambiamenti climatici o di violenza della polizia, giustizia economica o igiene riproduttiva.  

Crediti

Tutte le foto sono di @kariemmccurdy_; eccetto le foto di Hari Nef e Sarah Sophie, scattate da Kathy Lo via Flickr

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