Sulla sinistra, immagine di Daniel Cronin. Sulla destra, immagine di Rebecca Lewis.

Quel che rimane delle subculture giovanili dagli anni '90 a oggi

Che fine hanno fatto gabber, skinhead, metallari e juggalo?

di Benedetta Pini
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14 giugno 2021, 2:58pm

Sulla sinistra, immagine di Daniel Cronin. Sulla destra, immagine di Rebecca Lewis.

Air Max, tute Australian in coloratissimo nylon, hairstyle che hanno scritto la storia, trucchi psichedelici, tatuaggi elaborati (il cui significato va ben oltre la bellezza estetica) e tanti, tantissimi piercing. Questi elementi sono alla base di tutte le subculture degli scorsi decenni, dai gabber agli skinhead, dai metallari ai juggalo. Un modo per sentirsi parte di una comunità, per essere immediatamente riconoscibili, anche da chi è lontano anni luce dal tuo mondo.

Ma, oltre all’immagine, questa realtà variopinta nasconde molto di più. Il lavoro probabilmente più esplicativo in questo senso è Exactitudes, serie fotografica che dal 1994 si occupa della relazione tra subculture e uniformità estetica. Ma Ari Versluis ed Ellie Uyttenbroek non sono gli unici, anzi: da sempre, i movimenti underground suscitano un fascino unico sui fotografi.

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Kes Glozier
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Kes Glozier

Tra loro, negli ultimi anni si è fatto notare ad esempio Boris Postma, il cui lavoro di documentazione fotografica della scena hardcore e gabber lo ha portato a fine 2017 a inaugurare una interessantissima personale ad Amsterdam dal titolo Planet Core. La ricerca di Postma è volta a combattere la stigmatizzazione di queste subculture, sottolineandone il valore artistico e culturale, indagandone non solo gli eccessi ma anche e soprattutto i risvolti più umani.

Dato il successo di Planet Core, il fotografo ha deciso di ampliare il suo raggio d'azione, trasformandosi in curatore e selezionando le immagini scattate dai suoi colleghi che meglio rappresentano l'essenza del mondo underground. Da qui nasce Strange Days & Modern Day Rogues, mostra collettiva che si chiede che fine hanno fatto gabber, skinhead, metallari e juggalo.

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Daniel Cronin – Gathering of the Juggalos
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Daniel Cronin – Gathering of the Juggalos

Punto di partenza comune, gli anni '90. Questo è stato infatti il decennio di massima fioritura ed espansione delle tribù sociali underground, quando nei posti più impensabili nascevano solide comunità dai codici estetici estremamente dettagliati e riconoscibili.

Luoghi, fisici e non, in cui i giovani di tutto il mondo potevano riconoscersi e intraprendere così un percorso di ricerca della propria identità personale. Ad accomunare queste immagini, tuttavia, non è solo il tema, ma anche la totale assenza di giudizio da parte del fotografo: non c'è critica, né esaltazione, di chi si trova davanti all'obiettivo. Solo il desiderio di documentare, immortalando su pellicola codici che nel corso dei decenni si stanno sgretolando (salvo poche eccezioni).

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Rebecca Lewis 2000-2002
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Rebecca Lewis 2000-2002
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Boris Postma
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Boris Postma
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Boris Postma

Se volete saperne di più sul progetto, trovate tutto qui.

Una precedente versione dell'articolo non riportava le seguenti informazioni: La mostra Modern Days Rogues da cui sono tratte queste immagini è stata aperta dal 12 al 14 ottobre presso la 4bid Gallery di Amsterdam. L'articolo è stato modificato in data 23 ottobre 2018.

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Altri tempi, stesse subculture (all'incirca):

Crediti


Testo di Benedetta Pini
Immagini su gentile concessione dell'Ufficio Stampa 4bid Gallery

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Strage Days & Modern Day Rogues