3 cose che abbiamo imparato dalla performance di kim gordon a port eliot

Punto primo: non vuole più suonare Teenage Riot.

di Rachel Fleminger Hudson
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04 agosto 2016, 9:53am

Sin dall'Elephant Fayre del 1981, fondato da Peregrine Eliot, 10th Earl of St Germans, la Cornovaglia ha ospitato il Port Eliot festival. Il festival, il quale attrae artisti, appassionati di cibo, ex metallari incalliti e i loro figli ora cresciuti, ha luogo ai piedi di una tenuta dall'aspetto neogotico, risultando più che altro in uno stravagante party estivo in giardino che in un festival tradizionale simile a quello di Glastonbury. Durante il festival si possono assistere a centinaia di talk, workshop e lezioni, da Noel Fielding che chiacchiera sul palco con Bruce Robinson (regista di Withnail and I) al tendone di Loverboy di Charles Jeffrey.

E poi arriviamo a Kim Gordon. Lo scorso weekend la "madrina del grunge" e membro fondatore dei Sonic Youth, band che capeggiò la scena underground anni '80 newyorkese, vagava libera tra i prati della Cornovaglia. Dal punto di vista estetico sembra sempre la stessa -- capelli biondi tinti, occhiali da soli scuri e stivaletti in pelle che ricordano il fatto che abbia passato 30 anni della sua vita tenendo il ritmo sul palco. La si riconosce subito, anche se si mescola senza problemi al frequentatore medio del festival. E, a differenza di molti altri presenti, si è esibita senza remore in un assolo di chitarra in una tenda di fronte a centinaia di lettori del Guardian. La performance - Guitar Performance 2 - è stata un'esibizione di 10 minuti che univa l'arte e la danza che era stata presentata per la prima volta nel 2007 in occasione del lancio del libro di Maggie Nelson Women, the New York School and Other True Abstractions, con l'intento di decostruire le performance ampollose dei chitarristi di sesso maschile

Ecco le 3 cose che abbiamo imparato dal suo spettacolo. 

1. Kim Gordon non suonerà mai più Teenage Riot
Kim non pronuncerà più sul palco quelle parole che hanno plasmato un'intera generazione, ovvero il testo di uno dei singoli di Daydream Nation, uno dei maggiori album dei Sonic Youth. 

"Con certe cose chiudi e basta," così motiva lei la scelta. Apparentemente lo "spirit desire" è morto. 

2. Kim Gordon ora è un'artista visiva. Diciamo basta all'etichetta di musicista.
Possiamo inoltre dire addio alla musicista Kim Gordon e salutare la Kim artista - una visione di se stessa che in realtà è sempre stata presente durante la sua carriera di musicista. Come scrive all'inizio del suo memoir Girl In A Band (2015), Gordon aveva in programma di intraprendere una carriera nell'arte prima di prendere in mano il basso e dare vita ai Sonic Youth. Perciò ora che non si sente più a suo agio nei panni della musicista sembra naturale per lei ritornare all'arte, e la sua performance carica di emozioni evoca i principi del Fluxus e le performance femministe di inizio anni '60 di artiste come Carolee Schneemann.

3. Il rock and roll è una cosa da femministe
Durante il talk avvenuto in seguito alla performance, Kim (un esempio per le femministe delle ultime generazioni di donne) ha spiegato la sua esibizione, parlando delle pose che aveva assunto e di come le utilizzi per decostruire l'ampollosità arrogante dei chitarristi uomini. Spesso si pensa che le musiciste donne suonino la chitarra per abbracciare la mascolinità e assumere più potere, ma Kim, che è stata l'unico membro donna di una band tutta al maschile, non è affatto d'accordo. Durante la sua performance strofina le corde della chitarra sulle mani e i corpi degli uomini tra il pubblico, sovvertendo il rock al maschile e ricordando le performance fallocentriche di Hendrix e Pete Townshend. Ai suoi occhi il rock and roll permette agli uomini di atteggiarsi come donne, esacerbando la loro femminilità intrinseca, e, come lei stessa afferma, "la ragazza si assicura il palco, irretisce il male gaze e, in base al tipo di donna che incarna, lancia il suo sguardo sul pubblico." Kim Gordon è certamente quel tipo di donna. Ave Kim!

Crediti


Testo Rachel Fleminger Hudson

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