Ripercorriamo i film più iconici di Pedro Almodóvar

In occasione del suo 72esimo compleanno, ci tuffiamo nell'universo visionario del regista spagnolo attraverso cinque dei suoi film che abbiamo amato di più.

di Nick Levine
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25 settembre 2021, 4:00am

Donne sull'orlo di una crisi di nervi (1988)

È stato il sesto film di Almodóvar, ma è stato il primo a portarlo al successo internazionale, talmente famoso da venire adattato in musical a Broadway e al West End. Ma a fare spiccare questa commedia è soprattutto il risvolto femminista della storia. Quando l'attrice televisiva Pepa (Carmen Maura) viene abbandonata senza spiegazioni dall’amante Iván (Fernando Guillén), decide di andare a cercarlo per riconquistarlo, finendo per imbattersi nella moglie di lui, Lucía (Julieta Serrano), in suo figlio Carlos (Antonio Banderas) e nella fidanzata snob di quest’ultimo, Marisa (la musa di Almodóvar Rossy de Palma), assistendo a una minaccia terroristica, passando per uno psicoterapeuta ipocrita e bevendo litri di gazpacho corretto con sonniferi. Ecco, Donne sull'orlo di una crisi di nervi può apparire un film decisamente trash, ma è in realtà un capolavoro di stile e ironia dall'estetica vivace.

Tutto su mia madre (1999)

Forse il film più noto ed acclamato di Almodóvar. Dramma che affronta temi complessi come la lotta all'AIDS, la transessualità e la solidarietà femminile e costellato di riferimenti all'epoca d'oro di Hollywood—il titolo stesso è una citazione del classico con Bette Davis All About Eve—, la storia racconta le vicende di una donna chiamata Manuela (Cecilia Roth), che si ricongiunge con il suo ex Lola (Toni Cantó), sex worker trans, appena dopo la morte accidentale del loro figlio in un incidente stradale. Intanto, Manuela lega sempre di più con un altro sex worker trans, Agrado (Antonia San Juan), e con una dolcissima suora di nome Rosa (Penélope Cruz), segretamente incinta di lui. Se a volte i colpi di scena di Almodóvar potrebbero sembrare un po' trash, il film acquisisce spessore grazie ai personaggi, tratteggiati in modo così intimo e toccante.

Parla con lei (2002)

Il sequel di Tutto su mia madre, è un film decisamente più cupo e malinconico che racconta un'insolita amicizia tra due uomini nata mentre si prendevano cura di due donne in coma. Benigno (Javier Cámara) è un infermiere ospedaliero che si occupa di Alicia (Leonor Watling), una danzatrice che ha sempre ammirato da lontano, mentre Marco (Darío Grandinetti) è un giornalista che fa visita in ospedale alla fidanzata Lydia (Rosario Flores), rimasta gravemente ferita durante una corrida. Piano piano, le storie dei due personaggi vengono svelate attraverso una serie di flashback, portandoci a paragonare (e forse giudicare) l'ossessione di Benigno per Alicia e l'amore di Marco per Lydia e a esplorare l'universo maschile con sensibilità e profondità.

La mala educación (2004)

In questo film cupo e controverso Almodóvar utilizza la tecnica metanarrativa della mise en abyme per raccontare la storia del talentuoso regista Enrique (Fele Martínez) e dell'aspirante attore Ángel (Gael García Bernal), un tempo amici d'infanzia nonché l'uno il primo amore dell'altro. Quando Ángel presenta a Enrique il progetto di un corto ispirato alla loro storia chiedendogli di recitare nel film, scivoliamo dentro a un'altra storia, quella di due ragazzi che si innamorano mentre frequentano una scuola cattolica negli anni '60, prima che uno dei due venga molestato da un prete, Padre Manolo (Daniel Giménez Cacho). La mala educación esplora così temi come l'identità di genere, la crescita e la crisi esistenziale.

Volver (2006)

Quando è stato presentato al Festival di Cannes, tutte le sei attrici del film hanno vinto la Palma d'Oro come Migliore Attrice. A metà tra commedia e dramma, Volver racconta le vicende di una famiglia composta da donne forti, empatiche e complesse che abitano nell'impervia regione della Mancia—e ritroviamo anche la star Carmen Maura di Donne sull'orlo di una crisi di nervi dopo 18 anni di assenza dal grande schermo. Il film affronta temi come la morte, la malattia, l'abuso sessuale, la solitudine e il tradimento.

Crediti

Testo Nick Levine

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