celebrando le top model

L'industria della moda non sarebbe la stessa senza Kate, Naomi, Claudia, Cindy, Linda e le altre top model degli anni '90. Unitevi a noi in un viaggio all'insegna delle grandi modelle che hanno ridefinito il concetto stesso di passerella.

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apr 4 2017, 11:35am

Photography Steven Klein, Styling Edward Enninful, The US Issue No. 131 August 1994 

In occasione della centesima passerella parigina del brand, Dries Van Noten ha voluto celebrare l'essenza e il significato stesso del concetto di sfilata, e per farlo ha scelto modelle diverse da quelle che siamo abituate a vedere durante le FW: per la collezione autunno/inverno 17 di casa Van Noten sono state selezionate 54 icone della moda che hanno sfilato sulle passerelle dello stilista belga dal 1993 in poi. "Volevo tornare all'essenza del concetto di sfilata, ovvero a spettatori seduti in una stanza che osservano donne bellissime camminare con look interessanti. Sono tutte donne che personificano quello che vogliamo dire," ha dichiarato Van Noten al termine dell'evento. Kristina de Conick, che nel 1992 aveva aperto la prima passerella per la collezione donna, ha aperto anche quella di quest'anno, seguita da Nadja Auermann, Cecilia Chancellor, Emma Balfour, Guinevere van Seenus, Kirsten Owen, Trish Goff, Élise Crombez, Erika Wall, Esther de Jong, Alek Wek, Michele Hicks, Carolyn Murphy, Liya Kebede e molte altre. Lo show non ha solo suscitato emozioni nostalgiche per gli anni '90 e '00, ricordandoci cover storiche, editoriali di alto livello, pubblicità che diventavano forme d'arte e, ovviamente, collezioni elevate agli onori degli altari, ma la ha anche immortalato la longevità dell'influenza e dell'importanza individuale di queste top model. Dries Van Noten non è il solo a essere cresciuto con queste icone delle passerelle: tutta l'industria della moda l'ha fatto.

In un attimo siamo stati catapultati in un viaggio nel tempo, tornando ai nostri primi passi nel mondo della moda. Per me, si trattava dell'edicola di quartiere, dove ho acquistato le prime copie di i-D, The Face e Dazed. Avevo dieci anni, Van Noten continuava a suscitare scalpore a Parigi e io ho visto Kate e Naomi a braccetto sulla cover di un numero americano di i-D. Il mondo visto attraverso gli occhi di Steven Meisel mi intrigava perché distante anni luce dal mio assonnato e soleggiato paesino sulla costa del Kent. Quattro anni dopo ho acquistato il mio primo numero di i-D. Ne ricordo ancora la copertina: Alek Wek per il World Class Issue. Come molti altri, questi volti sono stati lo stimolo primario per entrare a far parte dell'industria fashion. I loro editoriali erano una via di fuga dalla quotidianità. Le top model erano le dee della mia adolescenza, e più facevo ricerche, più mi innamoravo di loro.

"Io e Christy diciamo sempre 'noi non ci svegliamo per meno di 10.000 dollari al giorno,'" rimane l'iconica espressione di Linda Evangelista ai microfoni di Jonathan Van Meter in un'intervista per Vogue nel 1990. Anche se spesso travisate, le parole della top model hanno fatto la storia della moda: Naomi, Cindy, Linda, Claudia, Christy e Stephanie hanno ridefinito l'ambiente fashion, dominando gli anni '80 e '90. "C'è una ragione per cui il mondo è ancora ossessionato da loro," ha spiegato Cristina Aranda-Garzon in una recente intervista. "Erano sfacciate e anticipavano le tendenze del futuro. Hanno ricoperto un ruolo chiave nella definizione dell'estetica di quegli anni." Sul dizionario, accanto alla definizione di anni Novanta dovrebbe esserci la pubblicità di Kate Moss per Obsession, o la sua campagna per i jeans Calvin Klein con Marky Mark.

"Per me, le top model rappresentano ancora l'energia della moda più vera e dinamica. Saranno sempre iconiche," spiega la Junior Fashion Editor di i-D Bojana Kozarevic. "C'è qualcosa di incredibilmente potente nel vedere una donna che grazie alla sua personalità sa aggiungere un tocco personale agli abiti che indossa. Questo è ciò che intendo per LOOK. Quindi per me, Naomi, Christy, Kate, Guinevere, Alek e le altre hanno portato la magia in passerella, che è esattamente il modo in cui tutti noi dovremmo pensare alla moda: non basta decidere cosa mettersi, ma anche come metterlo." Molto più che donne bellissime, queste top model hanno sparpagliato pizzichi di magia per il mondo a suon di sfilate e campagne pubblicitarie.

Da quel momento in poi innumerevoli corpi e volti hanno catturato l'attenzione collettiva, ma il movimento delle top model non ha avuto eguali nella storia della moda. Fino all'arrivo delle Instagirls, la nuova generazione di modelle che usa internet e i social media per celebrare il loro essere dee delle passerelle. Se nel passato le top model erano scoperte nella vita di tutti i giorni, tra aeroporti (Kate Moss), giornate di shopping (Naomi Campbell), McDonald's (Gisele), lezioni d'equitazione (Christy Burlington), fiere (Alek Wek) e discoteche (Claudia Schiffer), le top model di oggi vengono scoperte su internet, tra un clic e l'altro. Come le modelle degli anni '90, anche Kendall, Gigi, Karlie e Cara non hanno bisogno del cognome per essere identificate, e questo meccanismo non è passato inosservato. Le top model di ieri e quelle di oggi si sono scontrate sul nuovo campo di battaglia: i social media.

"Se la gente vuole chiamare me e Gigi top model, questo non toglie nulla al valore delle top model del passato. Ovviamente, rispetto moltissimo queste donne, ma adesso siamo noi le modelle del momento," ha affermato Kendall Jenner. E ha ragione, nulla da eccepire: Kendall &co. sono davvero le star dell'industria della moda contemporanea. Ma questo non significa che le top model della fine del Novecento non ci manchino.

Presente, passato e futuro dell'industria continuano a emozionare e intrattenere, e noi vogliamo dedicare una settimana all'insegna del chi, cosa e perché di questo ambiente. Ci saranno think piece che esaminano il culto delle celebrità che domina passerelle e cover, e parleremo dell'ascesa delle cosiddette modelle plus-size, della rinnovata attenzione alla diversità e delle implicazioni politiche di tale impegno sociale, dell'evoluzione nelle relazioni tra modelle e stilisti e del passaggio di scettro continuo tra le due figure. Questa settimana di contenuti dimostrerà che un sorriso e un passo felino possono portare molto più lontano di quanto si pensi. 

Crediti


Testo Steve Salter