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ecco come fare un bel po' di soldi su depop

"Lo scorso anno ho fatturato 293.759 sterline su Depop, con un profitto di circa 70.000 sterline"—Ollie, 19 anni, di Bristol.

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ago 16 2018, 7:00am

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Chi sono i teenager che stanno facendo fortuna su Depop? Vendendo (o meglio, rivendendo) abiti firmati, capi vintage introvabili e accessori personalizzati, stanno avendo un successo incredibile. Probabilmente, hanno capito istintivamente cosa vogliono i consumatori. Sono gli amministratori delegati dell’era digitale, ma invece che passare le giornate in giacca e cravatta in sala riunioni, non si sono mai mossi dalla loro cameretta, hanno capelli colorati e indossano le cose più imprevedibili. Fino a poco tempo fa stavano ancora studiando per la maturità, ma oggi gestiscono patrimoni a cinque zeri, occupandosi del servizio clienti in modo impeccabile e gestendo i loro brand come dei veri professionisti.

Non è uno scherzo: su Depop ci sono davvero ragazzi che guadagnano cifre incredibili. Sono giovani imprenditori che passano le loro giornate nei negozi dell’usato a scovare vecchie polo Ralph Lauren e pochette Dior per poi rivendere tutto a prezzi esorbitanti. Per scoprire qual è il loro segreto, abbiamo incontrato alcuni dei migliori venditori di Depop, tutti rigorosamente under 20.

Ollie ha 19 anni, è di Bristol e gestisce Oliver’s Archive.
Il mio obiettivo è trovare pezzi rari, così gli utenti sono obbligati a comprare da me e io posso alzare i prezzi. Il miglior prodotto che ho è una Giacca Chanel in velluto logata, non mi spiego perché nessuno l’abbia ancora comprata. Oppure lo smanicato Moncler x Pharrell Williams. Pare che ce ne siano solo 100 in tutto il mondo, io l’ho comprato a 700 sterline e l’ho rivenduto a 1500.

Il segreto per far aumentare le vendite sono foto belle e luminose. Io uso delle luci da studio, uno sfondo minimal e sempre riconoscibile e scatto con un iPhone X perché fa delle foto pazzesche.

In genere non indosso gli abiti prima di metterli in vendita perché voglio metterli online il prima possibile. La gente è pronta a spendere fino a dieci volte in più rispetto al prezzo originale nei primi dieci minuti da quando va sold out.

Ho aperto il mio account su Depop quando ho comprato una felpa di Tommy Hilfiger a 25 dollari, avevo 13 anni. Ho visto che su Depop vendevano felpe simili al doppio del prezzo, così l’ho postata e l’ho venduta subito. Lo scorso anno ho fatturato 293.759 sterline su Depop, con un profitto di circa 70.000 sterline.

Breanna ha 19 anni, è di Los Angeles e gestisce Elf Workshop.
Ho iniziato a girare per i negozi dell’usato quando ero alle medie, circa otto anni fa. Nel corso del tempo sono diventata molto brava a scovare i veri affari. I prodotti molto colorati si vendono bene perché risaltano nel feed, e la stessa cosa vale per i pezzi vintage di brand iconici, come i mum jeans anni '80 firmati. Adesso sto creando un brand che rispecchi il mondo di Breanna, fatto di salopette sgualcite, mini top colorati, abiti, gonnelline da tennista, calze di pizzo e fiocchi per capelli.

Fare belle foto e prendersi cura dei clienti è fondamentale. Io per esempio passo ore a curare il trucco per i miei shooting e a trovare gli accessori giusti da abbinare ai capi che propongo. Cerco di trasmettere agli utenti un certo stile anni '00 che sento mio. Tratto ogni cliente come un amico. Faccio anche molti sconti e sono pronta a negoziare, perché fare affari mi piace e so che ai clienti piace contrattare.

Lo scorso mese ho guadagnato 2.500 dollari su Depop.

Joe ha 19 anni e vive a Watford, ed è il proprietario di The Cabin.
Ho lanciato il mio store tre anni fa e negli ultimi otto mesi ho iniziato a lavorarci a tempo pieno. Passo circa cinque o sei ore al giorno a cercare gli oggetti più desiderati del momento, facendo ricerca nei gruppi Facebook come The Basement e usando siti che prevedono i prezzi di vendita (come Stockx).

Per rimanere sempre aggiornati sulle nuove release usiamo Instagram, @Supreme_leaks_news per esempio. Poi paghiamo alcuni amici per connettersi al sito e mettersi in lista per l’acquisto, così noi rivendiamo più rapidamente. A volte usiamo dei bot che automatizzano l’acquisto: fanno il login, trovano l’articolo, lo aggiungono al carrello, inseriscono indirizzo e metodo di pagamento e completano l’ordine. Il costo dei bot può variare tra 30 e 200 sterline, dipende dalla qualità.

Il prodotto migliore che io abbia mai rivenduto è stato un paio di NMD Chanel, siamo riusciti ad acquistarne due paia su 500 esemplari in tutto il mondo. Per farlo, ho fatto iscrivere tutti quelli che conoscevo al sorteggio online. Quando abbiamo scoperto di averne conquistate due paia, abbiamo acquistato dei biglietti del treno per Parigi per il giorno successivo, perché qualcuno doveva andare a ritirarle. Le scarpe costavano 1000 euro, ma noi le abbiamo rivendute a 6000 euro al paio.

Al momento, le Nike x Off White e tutte le Yeezy si vendono a prezzi assurdi. I prodotti Supreme aumentano costantemente di valore, in particolare la collaborazione Supreme x North Face e i prodotti con il logo iconico rosso, perché sono davvero senza tempo. Una volta sono riuscito a guadagnare 200 sterline per una giacca Stone Island che avevo indossato per sei mesi: gli adulti con lavori importanti che adorano Supreme e altri brand di streetwear non hanno tempo di fare la fila a Carnaby Street quando escono i prodotti. Io faccio la fila per loro e poi li rivendo.

Isabella, 19 anni, di Cheltenham, proprietaria di Isabella Vrana.
Il modo in cui seleziono i capi per il mio shop cambia in continuazione. Nel primo anno compravo principalmente su eBay e nei negozi dell’usato, ma ho capito subito che molti altri rivenditori su Depop facevano la stessa cosa, così ho deciso di orientarmi verso altre fonti. Ora acquisto direttamente da fornitori italiani di vintage che trovo online. Quest’anno ho vissuto a Bologna e quindi mi sono rifornita nei loro mercatini, dove ho trovato tantissimi capi fantastici e a prezzi ridicoli (tipo 2 euro al pezzo). Se ti rifornisci dove vanno tutti non riesci a distinguerti.

Avere uno stile particolare è molto importante. Io vendo solo prodotti che mi piacciono, mi ispiro a icone come Mary-Kate e Ashley Olsen, spesso cito Britney e Lizzie Mcguire per aiutare i clienti a immaginare il total look che potrebbero creare con ogno prodotto.

La cosa che mi fa guadagnare di più è acquistare un solo prodotto in serie. Recentemente ho acquistato dei top o dei pantaloni cargo che ho trovato in un negozio di abiti da lavoro maschili. Anche se in genere preferisco il vintage, acquistare grandi stock di prodotti uguali mi permette di aumentare il numero di follower, perché quando qualcuno li indossa e piacciono, poi consiglia il mio shop su Depop e li comprano sempre più persone.

È passato un anno da quando ho lanciato anche l’account Instagram legato al mio shop su Depop e devo dire che funziona benissimo e porta molto traffico alla mia pagina. È un account business su Instagram, quindi posso vedere quante persone guardano le foto, quante le salvano, e soprattutto quante di queste persone cliccano al link nella bio e atterrano sullo shop online. In questo modo ho scoperto che le persone sono disposte a spendere di più per i capi del mio guardaroba personale, forse perché vedono i look che creo su Instagram.

Quando riesco a dedicare molto tempo a Depop, vendo prodotti per circa 4.000 sterline al mese, di cui circa 3.000 sono guadagno. In futuro, mi piacerebbe disegnare una piccola collezione di abbigliamento e farla produrre da qualcuno. Vorrei anche estendere la gamma taglie dei prodotti che vendo sul mio shop.

Axelle, 18 anni di Brighton, proprietaria di Axelle Dufresne.
Mia madre è contentissima che io abbia smesso di chiederle soldi. Io faccio dei top in lycra che vendo su Depop. Potrebbero ricordare lo stile di Kylie Jenner, se lei fosse un cyber-principessa avvolta in un tubino da sirena. Compro tutti i materiali in un negozio di tessuti locale, a circa 5 sterline al metro, anche se varia in base al tipo di tessuto. Ci metto circa un’ora a creare un top, dipende se la macchina da cucire funziona bene o meno (me ne servirebbe una nuova). Ho imparato da autodidatta come gestire le taglie diverse, mi baso sempre sulla mia taglia e poi aumento o diminuisco i centimetri in base alle richieste. Poi suddivido i capi in categorie, da Y2K, '00, '80 e '90, retro, baby girl e vintage, perché in genere sono queste le parole chiave più cercate dagli utenti.

I grandi marchi di moda non sono in grado di capire cosa vogliono indossare i giovani. Io ho smesso di fare shopping nei negozi, perché non trovo mai quello che voglio. Questo è uno dei motivi principali per cui ho iniziato a produrre vestiti, perché nei negozi non trovo mai la taglia giusta per me. Scommetto che tra un paio di anni, Topshop si metterà a copiare i top luccicanti due pezzi che ora spopolano su Depop.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.