è uscita la nuova campagna gcds f/w 18 ed è un tuffo nel futuro

Che immaginare il futuro sia l'unico modo per capire il presente? In casa GCDS pare proprio di sì.

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set 13 2018, 1:59pm

Il mito degli anni '60 era l’esplorazione dello spazio. Stati Uniti e Unione Sovietica si contendevano la supremazia del cosmo, e intanto l’immaginario comune legato al mondo dell'intrattenimento cercava di reinterpretare tali ispirazioni in chiave artistica. Paco Rabanne e André Courrèges—che durante la guerra era stato pilota di aerei—hanno fisicamente portato quel sogno spaziale sulle passerelle, mentre registi come Stanley Kubrick ci hanno catapultato direttamente su stazioni spaziali al tempo inesistenti. È grazie a questi nomi che nel corso dei decenni è venuto a crearsi un apparato estetico fatto di abbigliamento e oggetti "del futuro", che tentavano in mille modi diversi di predire ciò che sarebbe successo in un domani sempre più incerto e spaventoso.

Oggi che nello spazio invece ci siamo, quello che permane è la fascinazione per lo sconosciuto. E GCDS fa riferimento proprio a quel mondo, attraendo e contribuendo al mood futuristico da 2001 Odissea nello spazio. Scattata dal duo spagnolo Hunter and Gatti all’interno della National Sawdust di Brooklyn, e quindi pienamente influenzata dalla geometricità degli spazi e dal rigore, la campagna GCDS è prima di tutto un punto di partenza sulla somiglianza ormai cerebrale tra umani e umanoidi. L’automa è indipendente? Sembra questa la domanda che vuole porci Giuliano Calza attraverso queste nuove immagini. I protagonisti sono Fetty Wap e Kali Uchis, umani, ma freddi e distaccati come robot, come intelligenze superiori ieratiche e immobili, lontane.

Eppure God Can’t Destroy Streetwear. Quindi eccoli indossare dolcevita tecnici con il logo ormai celeberrimo, lucidissimi piumini quasi vetrificati, cuissards elastici in toni accesi e felpe over con maxi logo. Lontani dal mondo e anni luce dalla terra, forse? Mai così attuali, invece.

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