Bonzai indossa gioielli della modella.

la musica del 2018 ha la voce di bonzai

La sua voce la conosciamo tutti grazie alla collaborazione con Mura Masa. Ora vogliamo conoscere anche la donna dietro quella stupenda voce.

di Ryan White
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14 novembre 2017, 4:34pm

Bonzai indossa gioielli della modella.

Questo articolo appare originariamente sul numero cartaceo di i-D The Sounding Off Issue 350, Inverno 2017 e fa parte del portfolio Music Class of 2018 .

Cassia O’Reilly non sa bene come definire il suo sound. E perché dovrebbe, del resto? A 21 anni, con appena un paio di EP sperimentali all’attivo, Bonzai—nome con cui è conosciuta nell’industria musicale—non dovrebbe avere nessuna fretta di etichettarsi. D’altra parte, avendo prestato la voce a un paio di brani nell’album di debutto di Mura Masa—entrambi profondi sia dal punto di vista testuale che musicale, cosa che spesso manca nella musica da classifica—abbiamo l’impressione che abbia il pieno controllo sulla sua personalità. “L’anno scorso è stato il migliore della mia vita,” ci confessa, riferendosi al periodo in cui ha girato la Gran Bretagna per suonare live Nuggets e What If I Go? dopo l’uscita del disco di Mura Masa. “È stato come fare un viaggio con il tuo migliore amico. Cosa potresti volere di più? Mi piace scrivere canzoni, ma quello che preferisco in assoluto è esibirmi.”

La festa prima o poi deve finire, e oggi Cassia è completamente concentrata sulla creazione del suo album di debutto. Dopo averla scelta per la nostra Music Class of 2018, l’abbiamo incontrata per un’intervista in cui ci ha raccontato com’è essere sull’orlo del successo. Spoiler: una figata.

Bonzai indossa giacca NU. Gioielli della modella.

Ciao Bonzai. Come descriveresti la tua musica a chi non l’ha mai ascoltata?
Non saprei, non ha ancora un aspetto definito. Mi sto solo divertendo. Sperimento. Ecco, forse il termine giusto è proprio sperimentale.

Raccontaci qualcosa del posto da cui vieni.
Sono irlandese. Sono cresciuta a Wicklow e poi mi sono trasferita a Dublino, che è una città fantastica. Lì le persone sono incredibili. Non ci sono molti posti come l’Irlanda nel mondo. Gli irlandesi sono… sono davvero un popolo stupendo.

Com’è la scena musicale di Dublino?
Dipende dalla gente che frequenti. Può essere pop, come in qualunque altra città, ma se ci si immerge nell’underground, a dominare la scena sono la techno e la house. Anche l’hip-hop. Sono questi i generi più diffusi, o almeno quelli che suonavano nelle serate che frequentavo a Dublino. Ah, aspetta, c’è anche stata la fase della dubstep.

Tipo nel 2008?
Esatto. In realtà era una cosa figa, ci divertivamo.

I suoni techno e house hanno una forte influenza sulla tua musica?
Sì, credo proprio di sì. Ascoltavo solo techno e house, era una moda davvero forte. Non c’erano parti vocali, quindi le facevo io sui pezzi che preferivo.

Quindi hai unito le basi ai tuoi vocali?
Sì, era abbastanza difficile, pensavo: “Wow come ce la farò?” Non sono una che si lascia trasportare troppo dal momento.

Cosa fanno i tuoi genitori?
Mio padre è un uomo d’affari, fa un sacco di cose: aveva un ristorante, un’azienda in cui ho lavorato anche io, alcune proprietà e robe così. A volte gli davo una mano—lui comprava una casa e io lo aiutavo a rimetterla a nuovo—e mi divertivo davvero. Mia mamma era un’insegnante, ora fa la cantante jazz.

Il lavoro di tua madre ti ha aiutato a diventare musicista a tua volta?
Sì, e mio padre è anche un ottimo batterista. Entrambi sono grandi appassionati di musica, quindi anche da bambina ho sempre ascoltato di tutto. Rock, soul, gospel, jazz. Ah, anche le Destiny’s Child. Un po’ di tutto insomma!

Quale credi sia la sfida più complessa che i giovani devono affrontare oggi?
Nella società occidentale credo ci sia una pressione eccessiva sui giovani, devono sempre fare qualcosa. Ma il loro unico scopo dovrebbe essere quello di sentirsi felici. All’epoca dei nostri genitori e nonni le cose erano diverse: si incontrava qualcuno, si costruiva una famiglia, ci si accontentava di lavori più semplici. La trovo una bella cosa, nessuno ti giudica se lavori in posta. Oggi i ragazzi subiscono molte più pressioni, tipo: “Cosa hai intenzione di fare della tua vita?” Oppure: “Perché hai deciso di lavorare a questa roba?”

Ci sono un sacco di aspettative.
Esatto, ed è davvero un peso non da poco da mettere sulle spalle dei giovani. L’unica soluzione? Se non ti piace quello che fai, se non è quello che vuoi per il tuo futuro, allora vattene. Cambia. Nella vita basta essere felici. Tutto quello che succede nel mondo basta e avanza a stressare tutti noi.

È sempre più comune che gli artisti usino le loro piattaforme come spazio di discussione. Tu come vuoi usare la tua visibilità?
Quando avrò una vera visibilità, la userò per le donne. Sono una donna di colore, che è una delle cose più difficili al mondo. Ma credo che essere una donna mi abbia portato più difficoltà che essere una persona di colore. Essere donna è qualcosa che amo e di cui voglio parlare. Voglio che le altre donne si sentano felici di chi sono, perché io mi sento felice di chi sono. Sono a mio agio con me stessa, non mi interessa avere qualche pelo, né non essere sempre perfettamente truccata. A volte mi depilo, ma solo perché mi va, non perché sento di doverlo fare.

Quindi la pressione di dover rispettare certi standard di bellezza è qualcosa che hai provato sulla tua pelle?
Assolutamente. Basta pensare a Rihanna: ha preso qualche chilo e le sta divinamente; non sono solo io a pensarlo, ma praticamente tutte le persone che conosco. Ma sulla stampa ho visto titoli come ‘Rihanna renderà di moda essere grasse?’ Come si può definire Rihanna grassa? È da pazzi. Quindi sì, la pressione c’è eccome e ti spinge a essere il meno umana possibile, devi essere solo un bell’oggetto che la gente possa guardare.

Come hai iniziato a collaborare con Mura Masa?
Ci siamo incontrati da qualche parte a una festa, qualche anno fa. Mi avevano mandato dei pezzi del suo primo mixtape, così quando ci siamo incontrati ne abbiamo parlato. Il giorno in cui mi sono trasferita a Brixton siamo usciti per una pizza e qualche drink. Era la sua prima volta a Londra, anche lui è Irlandese! Siamo tornati a casa mia per rilassarci un po’, ma appena arrivati lui ha preso la chitarra e ha iniziato a suonare. È incredibile, una di quelle persone che fa davvero piacere avere intorno.

A livello creativo lo consideri un tuo importante collaboratore?
Sai qual è la cosa più divertente? Andiamo davvero d’accordo. Ci piace la stessa musica, gli stessi artisti. Ma non lavoriamo bene insieme, forse siamo troppo uniti per farlo, ci conosciamo troppo bene. Quindi, ecco, cerchiamo sempre di collaborare a distanza.

Com’è la vita quando si è in tour?
Il tour è incredibile. L’anno scorso è stato il migliore della mia vita, fino a oggi. Girare il mondo con il tuo migliore amico, cosa puoi volere di più? Ma sai, adesso voglio fare da sola, quindi quel capitolo è finito.

Come stai vivendo questa nuova fase della tua vita?
Va tutto bene, ma adesso che lavoro al mio primo album è cambiato tutto. Prima potevo sperimentale, alla fine erano solo EP. Negli EP puoi fare quello che ti pare, quindi è davvero divertente.

C’è una canzone che ti fa venir voglia di iniziare una rivoluzione?
M.I.A., Born Free.

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