Immagine courtesy di Prada 

Tutto quello che devi sapere sulla Milano Fashion Week Donna S/S 22

Sfilate! Feste! Persone! Gossip! Trend! Ecco un breve riassunto di com'è andata l'ultima Fashion Week milanese.

di Osman Ahmed
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28 settembre 2021, 10:09am

Immagine courtesy di Prada 

Ciao, Milano! Ci sei mancata! Febbraio 2020 è stato il momento in cui tutta l’industria della moda ha dovuto confrontarsi con tu-sai-cosa, molto prima che fosse definita come pandemia globale. In quella stessa settimana, sono iniziati a spuntare i primi casi in Italia, proprio nei giorni della Settimana della Moda, e Giorgio Armani non ha esitato a cancellare la sua sfilata—un gesto che al tempo sembrava estremo, ma che a posteriori sappiamo essere stata una decisione più che giusta. Ora, un anno e mezzo dopo, il circo nomade della moda è tornato in tutto il suo splendore per la stagione S/S 22.

Il mondo è cambiato, è c’è ancora molta cautela, non solo nei controlli del Green Pass alla porta, ma anche rispetto a ciò che si è visto in passerella. La settimana di eventi, è stata in qualche modo totalmente uguale e radicalmente diversa al tempo stesso. Abbiamo visto sfilate in presenza, esperimenti digitali, lanci extra-calendario e una quantità sorprendente di pelle esposta sulle passerelle. Sono contento di poter dire che è stata una delle Settimane della Moda più interessanti a cui abbia mai partecipato.

Ecco quindi tutto ciò che devi sapere sulla Milano Fashion Week Donna S/S 22. 

LE VOCI DI CORRIDOIO

Fuori dalle sfilate, è tornato il clamore e l’orda di fotografi accampati per catturare il meglio dello street style meneghino. Alle porte di molti hot spot della moda sono accorse folle di adolescenti milanesi desiderosi di dare un'occhiata ai fashion insider in pellegrinaggio nella città, anche se c'erano meno celebrità di quanto ci si aspettasse. Milano è una città benestante e frenetica, e sembra che tutti si siano attivati per recuperare il tempo perduto—non solo i designer, ma anche ristoranti e hotel.

Per quanto riguarda i pettegolezzi, è interessante notare il fatto che Alessandro Michele ha parlato molto di Tom Ford nella sua conferenza stampa in relazione al suo nuovo progetto per Gucci (ne parleremo più avanti), il che fa pensare che ci sia una sorta di #collab in cantiere. Versace e Fendi, invece, hanno messo in scena una collezione ibrida con un cast stellare di top model, ma non c'è molto altro da dire a questo punto.

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La collezione di Fendi e Versace

Fresco dal suo debutto nella moda alla London Fashion Week, Harris Reed è stato avvistato da Etro, arrivando nello spazio in un abito di broccato—forse un papabile candidato per un’eventuale collaborazione con il marchio? L’unica cosa di cui si è sentita veramente la mancanza in questa settimana è stata una presenza multiculturale e internazionale. Quasi nessun editore o buyer dall'Asia ha partecipato a questa stagione (e da qui si intuisce il motivo dietro a progetti come le sfilate intercontinentali di Prada e Moncler Genius), figuriamoci da altri paesi in Europa. Le sfilate, di conseguenza, sono state schedulate a orari e location vicine e, per fortuna, gli affascinanti set e le enormi produzioni hanno agito come una distrazione dal distanziamento sociale!

PARLIAMO DI SESSO

La moda, come probabilmente già sapete, è incredibilmente eccitata quest’anno. E, di fatto, lo è il mondo intero. Nella cultura pop, il sesso è diventato il tema principale di qualsiasi produzione artistica, dal rap alla televisione. Erotico, sensuale, hot, WAP, qualunque modo vogliate chiamarlo, questo è il magnete che attrae tutta l’attenzione del periodo post-quarantena. Le collezioni S/S 22 di questa stagione non hanno fatto eccezione, e abbiamo visto questa tematica declinarsi nei progetti di designer come Supriya LeleNensi Dojaka e Maximilian.

prada ss22 womenswear shows in milan and shanghai
Prada S/S 22

Ma cosa significa "erotismo" nella moda? Non è esattamente la stessa cosa di "sessualità", e certamente non è simile a "sensuale" o "seducente"—la parola a cui Miuccia Prada e Raf Simons si sono ispirati per la loro collezione più recente Prada. Sta diventando sempre più chiaro il fatto che la parola "erotico" sia molto meno correlata alla quantità di pelle esposta, e la S/S 22 è diventata la stagione giusta per sfatare finalmente il mito che essere seducente implichi mostrare il proprio corpo.

Jil Sander's SS22 ready-to-wear collection
Jil Sander S/S 22

La Jil Sander S/S 22 è stata una collezione pulita e minimale (ovviamente) ma che ha mostrato un lato un po’ più opulento, con dettagli come stampe tigrate, giacche di pelle sottilissime e lussureggianti motivi paisley impreziositi. Lucie e Luke Meier stanno ridefinendo cosa significhi minimalismo nell'era digitale, e forse l'idea di coprirsi di silhouette squadrate, invitando alla tattilità, è ciò che loro intendono come moda erotica.

Dall'altro lato dello spettro c’è Blumarine, che è diventata l'apice dell'aspirazione per le e-girl che vogliono una moda sexy e sfacciata ispirata ai fatidici Y2K, un progetto ora sotto la direzione creativa di Nicola Brognano. È il tipo di sfilata che prolifera sui social media, e questa non è necessariamente una cosa negativa. In effetti, questa è stata una delle collezioni più forti della settimana, con il suo punto di vista chiaro e impenitente. Nicola, con l'aiuto di Lotta Volkova, Senior Fashion Editor-at-Large di i-D, ha dato alle ragazze ciò che desiderano: top a farfalla, pantaloni cargo in chiffon, cinture di strass, profonde scollature arruffate e guarnizioni in pelliccia.

Blumarine S/S 22
Blumarine S/S 22

Miuccia Prada una volta ha detto: "Più ti vesti per il sesso, meno lo avrai.” Una dichiarazione appropriata per la collezione ideata da lei e Raf Simons, che parlava dell’aspetto erotico degli abiti. I corpi erano coperti da minigonne di raso e da abiti con ampi scolli sulla schiena. E parlava di seduzione, non di erotismo, un'arte che affonda le proprie radici nei dettagli e nelle sorprese. Le gonne, ad esempio, erano accompagnate da sottili strascichi piegati a origami, maglioni che presentavano sagome di reggiseni, canottiere con stecche tipiche della corsetteria, giacche di pelle senza niente sotto. La collezione è riuscita a offuscare i parametri della seduzione e dell'essere sedotti.

Fendi S/S 22
Fendi S/S 22

Anche Fendi parlava di sesso, in quanto omaggio all'artista latinoamericano Antonio Lopez. Il suo lavoro non solo ha fortemente influenzato Karl Lagerfeld (di cui puoi leggere in The Beautiful Fall di Alicia Drake), ma ha anche mostrato che le persone nere, gay, trans e della classe operaia possono essere—e sono—glam, qualcosa che Cathy Horyn indaga nel suo documentario Fashion, Sex, Disco. Era la soluzione perfetta per Fendi, perché ha iniettato un po' di energia sessuale nel Fendi di Kim, che finora è stato quel tipo di eleganza borghese che affonda le proprie radici nel classicismo romano.

Salvatore Ferragamo S/S 22
Salvatore Ferragamo S/S 22

NUOVI INIZI, NUOVI DIRETTORI CREATIVI 

Ci sono stati anche alcuni nuovi inizi in questa stagione, uno dei più importanti è stato quello di Salvatore Ferragamo. La maison italiana è in una fase di transizione dall’addio del designer britannico Paul Andrew, le cui ultime collezioni proponevano traslitterazioni cinematografiche dei suoi film con Luca Guadagnino e Wim Wenders. L’ultima sfilata co-ed è stata ideata dal team interno, guidato da Guillaume Meilland, ed è stata un vero e proprio ritorno al classicismo. Abiti semplici, fatti bene e con un senso di praticità ed estro. Gli archetipi sono stati aggiornati, come i trench color senape, i pantaloni drappeggiati, le gonne con frange che fluttuavano a ogni passo e gli abiti con stampa tigrata (forse una tendenza?). Ancora una volta, questi sono abiti da vedere di persona, dettagli da assaporare a occhio nudo, non solo attraverso un obiettivo della fotocamera.

Missoni S/S 22
Missoni S/S 22

Non è sempre facile per le tradizionali maison italiane trovare il giusto equilibrio tra contemporaneità e storia. E anche Missoni ha un nuovo stilista, Alberto Caliri, braccio destro di lunga data di Angela Missoni, il quale ha segnato un audace allontanamento dalle maglie deliziosamente colorate del passato—molte delle quali erano state sminuzzate e rattoppate insieme per l’occasione. Eppure c'erano anche look più eleganti, come un abito con scollo all'americana e zig-zag di perline, e alcuni look dalla vena uptown anni '90.

FISICO VS. DIGITAL 

Ora più che mai, si percepisce un senso di confusione su quale dovrebbe essere il presente delle sfilate di moda, e a chi dovrebbero essere indirizzate. Abbiamo passato l'ultimo anno e mezzo a guardarle online, il che ha offerto a tutti, sia agli addetti ai lavori che agli esterni, un posto in prima fila alle Settimane della moda di New York, Milano, Londra e Parigi. Ora, tornare alla vita reale sembra stordisci in un mix tra fisico e digitale.

 Il set della sfilata Prada S/S 22
Il set della sfilata Prada S/S 22

Per la sfilata Prada, tenuta nel vasto Deposito della Fondazione Prada, le sedute erano formate da blocchi di Tetris grigi con schermi sparsi tutto intorno. Su di loro veniva proiettata la sfilata tenuta a Shanghai in simultanea, una sfilata gemella con un cast interamente asiatico. Anche Moncler Genius ha offerto una sfilata ibrida che ha visto Alicia Keys presentare lo streaming di video che mostravano le collaborazioni del marchio con artisti del calibro di JW Anderson, Craig Green, Dinyung Zhang e 1017 Alyx 9SM. Sì, lei era lì nella stanza, ma parlava alla telecamera e la maggior parte del pubblico fisico la guardava attraverso gli schermi, lei e i cortometraggi di artisti come Luca Guadagnino e Solange. È stato difficile farsi un'idea delle collezioni, ma forse non era quello il punto.

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JW Anderson S/S 22 per Moncler Genius

Quando le modelle sono emerse sugli schermi Prada, il tutto è sembrato stranamente inquietante. Non dovrebbe essere uno spettacolo IRL? Non abbiamo passato abbastanza tempo a guardare gli schermi? Forse questa è la nuova realtà digitale globale in cui viviamo, per sempre collegati al World Wide Web, e giusto in tempo per l'uscita del quarto film di Matrix.

QUALCOSA DI VECCHIO, QUALCOSA DI NUOVO, QUALCOSA GUCCI

Sebbene Gucci fosse assente dal calendario ufficiale, Alessandro Michele era in città per lanciare la sua nuova iniziativa Vault. Il designer ha raccolto in un unico luogo i pezzi d'archivio Gucci e il lavoro di 13 designer, come Collina Strada, Bianca Saunders, Stefan Cooke, Boramy Viguier e Ahluwalia per celebrare contemporaneamente i pezzi pre-loved del brand e il lavoro di giovani emergenti. Ed è perfettamente in linea con la storia del brand, considerando che la maison italiana compie 100 anni quest'anno e non ha mai smesso di celebrare la propria eredità: tra passato, presente e futuro.

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Dentro allo spazio Gucci Vault

Alessandro ha sempre amato le cose vecchie, la sua estetica si basa sul prendere oggetti del passato e infondere in loro nuova vita in maniera irriverente. Ma mentre la maggior parte delle maison, tra cui Gucci, si limita a rieditare gli articoli dei loro archivi, questa operazione attinge al boom del mercato dell'usato e ai suoi benefici in termini di sostenibilità. E ha senso, considerato il fatto che Gucci non segue più le stagioni della moda e che Alessandro concepisce lo scorrere del tempo in maniera del tutto originale. In breve, ora puoi acquistare le borse vintage di Gucci e i capi di designer emergenti, in un unico luogo. È una mossa audace, che essenzialmente sfida l'idea che una collezione o un periodo della maison possa essere migliore o più prezioso di un’altro.

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Fuori dallo spazio Gucci Vault

Alessandro ha voluto che lo spazio sembrasse un concept store. "Nella vita reale, negozi come questi sono difficili da trovare,” ha aggiunto. “Quelli che visitavamo non ci sono più—come Colette—e non ce ne sono di nuovi. Ma sono santuari della ricerca, più che dello shopping.” Gli articoli sono temporaneamente disponibili per l'acquisto presso lo spazio pop-up di Milano, ricoperto di strisce grafiche al neon e dotato di un gigantesco computer desktop retrò che mostra il sito web. C’è qualcosa di più 2021 di questo?

COS’È CAMBIATO?  

Durante l'apice della pandemia, si è parlato molto di come sarebbe stata la moda post-pandemia, con la speranza che sarebbe stata meno inquinante e più pregna di valori. In generale, le cose sono rimaste le stesse e forse è più interessante notare ciò che non è cambiato affatto, ovvero gli atteggiamenti e l'atmosfera della moda. Certo, è bello tornare e vedere volti familiari, ma è piuttosto scioccante osservare quanto l'ultimo anno abbia innescato pochi cambiamenti effettivi.

La prima fila, nella maggior parte delle sfilate, è ancora, per la maggior parte, la stessa di dieci anni fa, e con questo intendo presenze vecchie, bianche e ormai poco rilevanti. Le agenzie stampa e le maison di moda sembrano non voler abbracciare il vero cambiamento offrendo un posto a tavola a una nuova generazione di creativi, o anche solo creando più spazio per loro. Viene da chiedersi: anche con una capacità ridotta, come possono i marchi di moda favorire, una volta per tutte, l’ingresso di talenti black nell’industria? Devono lavorare di più per invitarli a partecipare, piuttosto che escluderli a favore dello status quo.

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Marni S/S 22

Che è esattamente quello che ha fatto Francesco Risso per Marni, invitando tutti i suoi 400 ospiti negli atelier Marni per vestirli in occasione della sua sfilata immersiva. Quando sono arrivato, sono rimasto sorpreso nel vedere Francesco, l'uber-stylist Camilla Nickerson e il leggendario Julien d’Ys nel bel mezzo dei casting, come se fosse del tutto normale. Ecco perché Marni appare così radicale in una città dove tanti designer si nascondono dietro pesanti sipari di velluto. L'idea era, ha spiegato Francesco, di riunire una grande famiglia dopo la separazione del lockdown. Una volta lì, mi è stata offerta una selezione di capi dipinti a mano, riciclati da collezioni precedenti. Ajmal, un membro del team dello studio che mi ha aiutato durante le prove, mi ha detto che avrei potuto tagliare e rilavorare qualsiasi elemento dell’abito.

La sfilata ha chiuso la settimana con il botto e, anche se eravamo tutti sfiniti, c'era un senso di eccitazione e forte solidarietà nell'aria. Quello che è successo dopo è stato un vero fashion moment, qualcosa che a Milano non aveva precedenti. Ecco una sfilata che ha preso l’ultimo anno e mezzo e lo ha trasformato in una potente espressione di community e di arte. Francesco ha invitato diverse persone nere a lavorare allo spettacolo: Dev Hynes per la musica, Mykki Blanco ha letto una poesia, Zsela ha cantato con un coro etereo, Babak Radboy (braccio destro di Telfar Clemens) ha aiutato con la direzione creativa della sfilata. Molti altri hanno partecipato come audience, tra cui Richie Shazam e Paloma Elsesser.

La collezione era lontana da quella perfezione tipicamente milanese, e ruotava attorno a concetti semplici: strisce e margherite. Ora, immagina di mangiare dei funghetti magici e di vedere questi due elementi occupare qualsiasi spazio e prendere qualsiasi forma, il tutto immerso in un ambiente surreale. Le strisce, racconta Francesco, rappresentavano direzione e connessione. Le margherite, invece, simboleggiavano rinascita e resilienza. I vestiti erano belli, ma la cosa più significativa è stato il casting eterogeneo e l’intimità della sfilata. Lo stesso Francesco ne ha preso parte, scegliendo come posto di osservazione il nostro punto di vista. C’è un senso di fiducia in tutto questo.

Milano ha bisogno di questo. Ecco un designer che ha celebrato una comunità creativa, spingendo i confini di ciò che può essere una sfilata di moda, buttando via il libro delle regole e delle tradizioni, spingendosi controcorrente e facendo sentire qualcosa al pubblico. È stato un sussulto di gioia sfrenata alla fine di una settimana sconvolgente, un ricordo della magia delle sfilate IRL.

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