Fotografie della prima estate a New York dopo l’11 settembre

All'età di 19 anni, Lucas Foglia è arrivato a Manhattan e ha documentato una città che iniziava a guarire. 20 anni dopo, decide di pubblicare per la prima volta le foto scattate allora.

di Zoe Whitfield
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11 settembre 2021, 4:00am

"La fotografia per me è da sempre la ragione che mi spinge ad andare in un determinato posto," racconta Lucas Foglia, "nonché il mezzo attraverso cui conosco le persone." Prima dell'anno scorso, Lucas aveva lavorato a progetti che lo hanno portato a viaggiare dappertutto, occupandosi principalmente di documentare le persone e il loro rapporto con la natura. Ma quando è arrivata la pandemia, si è ritrovato improvvisamente immobile. Avendo a disposizione un tempo apparentemente infinito per poter riflette e meditare, si è spontaneamente riavvicinato a un progetto che aveva realizzato a soli 19 anni, quando si trasferì per la prima volta a Manhattan dalla fattoria dei suoi genitori a Long Island. Summer After, libro pubblicato a settembre 2021 da Stanley/Baker, racconta il processo di guarigione di New York nell'estate del 2002, la prima estate dopo il crollo delle Torri Gemelle.

"L'11 settembre ha avuto un effetto enorme sulle persone dell’East Coast americana, specialmente a New York, dove sono cresciuto," afferma Lucas, la cui fattoria di famiglia si trovava a sole 30 miglia [circa 48km, NdT] da New York. "Sono andato in città subito dopo l’attentato e le strade erano vuote: la gente era sotto shock." Ma quando si trasferì lì l'estate successiva, l'energia in città si era completamente trasformata.

"Le persone occupavano le strade, le parate erano affollatissime. Ho pensato fosse importante lavorare a un progetto che raccontasse le persone della città concentrandomi sul processo di guarigione, piuttosto che sulla ferita subita. Per esempio, quando ho partecipato alla Pakistan Day Parade, moltissime persone hanno confessato di essere diventate vittime del pregiudizio di persone, molte delle quali improvvisamente le percepivano come una minaccia. E anche se chi aveva perso i propri cari nell’attentato era ancora immerso nel lutto, sembrava che l'energia della città stesse rifiorendo, spingendo le persone a uscire di nuovo."

un uomo a torso nudo che indossa delle ali ad una parata

Durante un periodo di praticantato nel Maine a soli 18 anni, Lucas aveva incontrato il celebre fotografo Arnold Newman, ed era così finito a lavorare nel suo studio dove cinque giorni su sette si occupava di produrre stampe. Impegnava i suoi fine settimana, alcune sere e una mattina sì e l’altra no per attraversare a piedi i cinque distretti della città e incontrarne gli abitanti. "La mia macchina fotografica era una vecchia Hasselblad del 1973, e la utilizzavo così che la gente la notasse. Quando qualcuno mi guardava negli occhi, mi fermavo e chiedevo se potevo ritrarlo. Spiegavo il mio progetto e in cambio dello scatto, gli avrei inviato come regalo una stampa fatta a mano." Le stampe venivano fatte fuori dall’orario lavorativo nello studio di Arnold. "A volte scattavo solo una fotografia, altre volte mi trovavo a scattare una persona sola anche per tutto un pomeriggio o una giornata intera. Mi piaceva quella libertà."

"Sembrava un'ombra che aleggiava su ogni angolo della città,” continua a raccontare, riflettendo sull’impatto dell’11 settembre. “Una sera stavo scattando una persona a Brooklyn e c'era una fila di camion della spazzatura lungo una delle strade principali. La gente che stavo fotografando mi disse che passavano di lì ogni giorno trasportando i detriti dalle Torri Gemelle."

a man in a suit smoking a cigarette on the street

Lucas ha smesso di scattare i ritratti della serie poco prima dell’anniversario dall’accaduto: "Il progetto voleva immortalare gli sguardi della gente durante quella prima estate successiva all’attentato, "e per la maggior parte del tempo le immagini sono rimaste a prendere polvere negli scatoloni, oppure una volta riscoperte sono state affisse alle pareti di alcuni amici. Per diversi anni. Lucas non si è proprio occupato della serie.

"Ho ripensato al progetto durante l'inizio della pandemia—era un progetto incentrato sulla riconnessione, sul guardare negli occhi le persone che stanno attraversando un percorso di guarigione," afferma. "Ora che la pandemia sembra stia scemando, le persone stanno guarendo o incominciando un proprio processo di benessere. Così, mi è sembrato che quel lavoro potesse essere rilevante ancora oggi, che avrebbe potuto innescare una connessione empatica con estranei che si trovano ad affrontare qualcosa di simile." Così, ha deciso di contattare gli editori, e il libro ha preso forma tramite uno scambio di e-mail.

Includendo una selezione di 70 fotografie (Lucas stima di averne scattate più di un migliaio), il nuovo libro presenta un mix diversificato di persone provenienti da tutta New York: uomini d'affari che si prendono una pausa veloce, amici che partecipano a una parata, famiglie che fanno commissioni insieme. Fotografate esclusivamente in bianco e nero, le immagini sono colme di dignità, calore e rispetto. "Tutti erano fuori ad occupare attivamente uno spazio comune: ecco cos'è l'estate a New York,” aggiunge. "Le persone erano fuori dalle loro case, nei parchi, per le strade, alle parate. Il titolo Summer After sembrava riassumere la sensazione di quel momento, tanto la voglia di spensieratezza, quanto le cicatrici da cui sprigionava.”

tdue giovani ragazzini che indossano maschere e vestiti estivi
una ragazza con una canottiera nera
un ragazzo con in braccio un cane
un ragazzino con una mazza da baseball e gli occhiali
un giovane uomo con in braccio un bambino di spalle
due persone anziane di cui una guarda in camera
un uomo con un cappellino che tiene tra le braccia un bambino a occhi spalancati

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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Crediti:

Fotografie su gentile concessione di Lucas Foglia

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