Design inclusivi e upcycled, il brand Vernisse traccia la moda del 2021

Nel 2019, Eugenia e Francesca decidono di dare una seconda vita alle proprie collezione di tessuti e oggetti vintage. È così che nasce il loro nuovo brand sostenibile e inclusivo.

di Giorgia Imbrenda
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13 agosto 2021, 4:00am

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Vernisse, giovane marchio fondato da Eugenia e Francesca, amiche dai tempi del liceo. Dopo anni passati a perseguire carriere diverse, il duo di creative ha deciso di fondare un brand tutto loro nel 2019, un progetto di moda basato sulla pratica dell’upcycling e il recupero di tessuti vintage o di scarto.

Collezioniste di tessuti, passamanerie, bottoni e oggetti vintage, le creative hanno da subito inscritto nel DNA di Vernisse una filosofia totalmente dedicata al riciclo, al riutilizzo e al recupero dei materiali, un ethos estetizzato da una progettazione di moda inclusiva—le silhouette aderenti e sinuose del brand, infatti, si adattano perfettamente a ogni tipologia di corpo. Da un’attenta ricerca di materiali si passa dunque a una lavorazione e confezione manuale, pensata secondo la filosofia sostenibile e di upcycling che sostiene l’intero progetto.

La produzione, etica e processo che contraddistinguono questa realtà ci hanno spinto a contattare subito Eugenia e Francesca per farci raccontare come si sono conosciute, com'è nato Vernisse e cosa significa progettare collezioni sostenibili nel 2021.

Rebel Label: intervista alle fondatrici del brand di moda sostenibile Vernisse

Ciao! Raccontatemi di voi. Chi siete e come vi siete incontrate? 
Ciao! Siamo Eugenia e Francesca, entrambe nate e cresciute a Roma. La nostra amicizia è iniziata sui banchi del liceo, anche se poi abbiamo intrapreso due percorsi molto diversi, studiando una Fashion Design a Londra e l’altra Giurisprudenza a Roma. Un giorno, però, eravamo insieme su un treno Roma-Milano e abbiamo deciso di imbarcarci in questo progetto comune, dando vita a Vernisse.

Da dove arriva il nome Vernisse? 
Vernisse nasce dalla parola italo-francese ‘vernissage’, che deriva dall’usanza che avevano i pittori del passato di invitare critici e amici alla verniciatura del quadro appena concluso. È da qui che nasce il significato di “vernissage” come lo intendiamo oggi, l’inaugurazione di una mostra o galleria. Fondato il brand, abbiamo subito voluto aprire un piccolo atelier a Milano, volevamo dare vita a uno spazio creativo aperto a tutti, dove i clienti o amici potessero venire a vedere i capi e bere un bicchiere di vino.

Rebel Label: intervista alle fondatrici del brand di moda sostenibile Vernisse

Utilizzate tessuti e accessori vintage trasformandoli in capi per ogni tipologia di corpo. Qual è il vostro processo creativo?  
Collezioniamo tessuti, passamanerie, bottoni e oggetti ritrovati da sempre, e li utilizziamo per creare capi che abbiano una storia da raccontare. Il processo creativo parte sempre da qui; immaginiamo la collezione a partire dai materiali. Ci teniamo molto all’esclusività intrinseca ai nostri capi e all’idea che siano disponibili in quantitativi limitati, e talvolta in pezzi unici.

I tessuti che utilizzate sono tradizionali, ma allo stesso tempo estremamente ricercati. Qual è il motivo dietro a questa scelta? 
Utilizziamo sia tessuti vintage d’archivio sia tessuti deadstock inutilizzati, e diamo loro una seconda vita. Tutto questo è possibile grazie alla collaborazione con aziende tessili selezionate che ci offrono l’accesso alle loro rimanenze di magazzino, da cui possiamo ricavare i nostri materiali. Scegliamo solo tessuti di fibre naturali ricercate ed evitiamo di utilizzare materiali sintetici, fatta eccezione per tessuti vintage con fibre di lurex e tessuti in maglia particolari.

Rebel Label: intervista alle fondatrici del brand di moda sostenibile Vernisse

Quanto contano oggi il Made in Italy, la sartorialità e l’aspetto artigianale di un prodotto?
Entrambe sentivamo la necessità di lavorare a un progetto che avesse un’impronta sostenibile non solo nella scelta di utilizzare materiali già esistenti, ma anche dal punto di vista di un’etica del lavoro più trasparente. Da qui la decisione di lavorare con piccoli laboratori sartoriali, in modo da rendere più limpida e tracciabile la nostra filiera di produzione, e valorizzare il Made in Italy. Comunicare costantemente con realtà che affondano le proprie radici nell’artigianalità e poter imparare da loro è il valore aggiunto che ci offre questo lavoro.

Parliamo di sostenibilità: perché è importante e in che modo si può ridurre l'impatto ambientale di un brand? 
Crediamo che l’attenzione alla sostenibilità e l’attuazione di un’economia circolare debba far parte in primis del nostro stile di vita e della nostra cultura in senso lato. Per quanto riguarda il nostro brand, la mentalità che guida ogni fase della vita dei nostri prodotti è “più qualità e meno quantità.” Prima di produrre qualcosa di nuovo, la nostra filiera ci spinge a utilizzare quello che già è stato prodotto, trasformando i tessuti “dimenticati” in una risorsa essenziale.

Rebel Label: intervista alle fondatrici del brand di moda sostenibile Vernisse

Come avete sviluppato la comunicazione del vostro brand? Credete che i social media, soprattutto Instagram, siano indispensabili per permettere a un brand emergente di farsi conoscere? 
L’uso dei social media è fondamentale per farsi conoscere e per creare una community solida. Fino a oggi non abbiamo utilizzato appieno le potenzialità dei social media e stiamo lavorando per rendere il nostro profilo il più comunicativo e personale possibile. Al tempo stesso, siamo convinte che sia cruciale far conoscere il progetto dal vivo, invitando le persone in atelier e organizzando eventi anche all’estero.

Se doveste scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero? 
Dries van Noten, Phoebe Philo e Miuccia Prada. Le porteremmo a cena in una trattoria a Trastevere!

Cosa c’è nel futuro di Vernisse?
Nel futuro di Vernisse c’è il desiderio di creare un mondo che non abbracci solo il settore dell’abbigliamento, ma che si spinga anche verso altri ambienti artistici, mantenendo sempre la stessa filosofia di upcycling e recupero. C’è da dire che, dopo quest’anno e mezzo di pandemia, abbiamo anche imparato a non fare programmi troppo a lungo termine e lasciare spazio all’improvvisazione!

Rebel Label: intervista alle fondatrici del brand di moda sostenibile Vernisse

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Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Immagini su gentile concessione dell’ufficio stampa Vernisse

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