Provincia, il brand che celebra la poesia e l'intimità delle città italiane

La designer Serena Novello trae ispirazione dalla provincia veneta per realizzare capi senza tempo, frutto di un processo sostenibile e della collaborazione con aziende locali.

di Giorgia Imbrenda
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13 maggio 2022, 7:33am

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Provincia, il brand fondato dalla designer Serena Novello che realizza pezzi unici partendo da materiali deadstock o recuperati.

Conclusi gli studi presso l’Università IUAV di Venezia, Serena Novello inizia a collaborare con diversi brand internazionali, dalla linea haute couture Schiaparelli al brand newyorkese Linder. Successivamente, decide di fondare un proprio marchio basato interamente sull’utilizzo di materiali di recupero. Ogni capo di Provincia è infatti unico e trattato con tecniche artigianali che vengono celebrate attraverso i codici estetici e progettuali dell’haute couture. L’immaginario del suo brand è intimista e delicato, un mondo sognante e poetico che viene tinto direttamente nella trama di alcuni pezzi esclusivi.

Incuriosite dall’immaginario del marchio indipendente, abbiamo intervistato direttamente la designer per saperne di più sulla filosofia e gli obiettivi dietro a Provincia.

rebel label intervista di moda PROVINCIA

Ciao Serena! Sei la fondatrice e direttrice creativa di Provincia quindi la prima domanda sorge spontanea. Qual è il tuo background e come hai fondato il tuo progetto?
Ciao! Provincia nasce nel 2020, frutto di un momento di stallo lavorativo causato dalla pandemia. Era un progetto che volevo esplorare già da tempo ma che, per mancanza di “spazio”, non avevo ancora potuto approfondire. Sono nata in Veneto, dove sono rimasta fino ai miei 20 anni, e poi, conclusi gli studi presso IUAV Moda e un’infarinatura alla Royal Academy of Antwerp, mi sono spostata a Parigi per lavorare per il marchio haute couture Schiaparelli. Dopo due anni nel mondo della couture ho preso la decisione di passare al ruolo di consulente per un marchio emergente di NY, Linder. Questa professione mi ha dato la possibilità di dislocarmi e di seguire il design e la produzione autonomamente, così ho scelto di stabilirla in Veneto. Queste esperienze mi hanno offerto l’occasione di entrare in contatto con moltissime realtà artigiane della zona e di rivedere la mia terra sotto un altro punto di vista. È anche grazie al loro supporto e disponibilità che ho deciso di avviare il mio progetto.

Perché hai deciso di chiamare il tuo brand “Provincia” e come lo definiresti in tre parole?
La provincia è il background. Solamente quando ho lasciato la mia terra per andare altrove che ho capito quanto fosse unica. Ho dedicato il nome del brand a questa epifania e adesso la provincia è a tutti gli effetti il luogo da cui traggo ispirazione. Provincia indaga la possibilità di tradurre codici espressivi locali attraverso un nuovo linguaggio. In tre parole? Nostalgia, eleganza, sincerità.

rebel label intervista di moda PROVINCIA

La tua collezione F/W 22 si delinea anche attraverso capi quotidiani e senza tempo come giacche, camicie e cappotti. Cosa ti ispira di più dei capi più “basic”?
L’elemento che più mi interessa è la fluidità di un capo. Quando qualcuno mette al primo posto la comodità e la funzionalità, credo possano nascere combinazioni incredibili ed estremamente sincere. Il mio desiderio è che i miei capi vengano indossati ogni giorno in modo spontaneo.

In base a quale criterio scegliete i tessuti?
I tessuti selezionati derivano tutti da stock o produzioni in eccesso, quindi la selezione è limitata, ma è proprio questo limite che mi stimola a cercare armonia tra le varie forme e i vari materiali. Ogni look dà nuova vita a uno o più tessuti, e il nostro processo ha come obiettivo quello di far sposare al meglio la natura di ciascun materiale a forme inedite. 

rebel label intervista di moda PROVINCIA

Quanto la tua città natale ha influenzato la tua collezione?
Non è stata tanto la mia città natale, quanto la mia famiglia a ispirarmi. Avevamo una vetreria e il vetro ha sempre avuto un significato speciale per noi. Credo sia un materiale molto innovativo, riutilizzabile e prezioso. I miei accessori vengono infatti realizzati con varie tecniche, tra cui la lavorazione a lume e la soffiatura. Anche il vetro deriva da materiali di scarto. Il bello di questa tecnica è soprattutto il mix di colori che si crea, perché è prettamente casuale.

La nuova generazione di designer ha la responsabilità di parlare apertamente della crisi climatica e di escogitare alternative a un sistema moda inquinante. Quali sono le principali sfide che stai affrontando in termini di sostenibilità?
Sicuramente la reperibilità dei materiali, che mi costringe a una produzione limitata. Cerchiamo di produrre tutto localmente per evitare ulteriori eccessi. Sono stata molto fortunata a essere entrata in contatto negli ultimi anni con aziende artigiane e laboratori che stanno modificando il loro approccio e la loro produzione in una filiera ecosostenibile, e questo mi aiuta molto. Credo che produrre meno pezzi ma di qualità possa essere un’ottima soluzione.

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Come si supera un blocco mentale e come riesci a gestire gli stati d’animo che provi durante il processo creativo?
È questione di pratica. Crescendo sto imparando a riflettere, respirare, darmi tempo.

Il sistema moda dovrebbe tutelare di più i giovani talenti emergenti?
Credo che, piano piano, le cose stiano cambiando. Ci vorrebbe più trasparenza, una comunicazione più diretta. Di positivo c’è da dire che mai come ora mi sono sentita inclusa in un sistema così consapevole e in una comunità così di supporto. Tra colleghi e colleghe ci aiutiamo e stimoliamo costantemente e credo che anche questo sia segno di un grande cambiamento.

C'è un personaggio, realmente esistente o inventato poco importa, che credi rappresenti i codici estetici del tuo brand?
Mi vengono in mente le persone reali che vedo passeggiare per strada. Gente di provincia, personalità rare che non smetteranno mai di incuriosirmi. Non conosco i loro nomi, non so dove abitino o che lavoro facciano, e forse questo aggiunge ancora più fascino.

rebel label intervista di moda PROVINCIA
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Crediti

Testo: Giorgia Imbrenda
Immagini su gentile concessione dell’ufficio stampa Provincia

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