8 film dall’estetica cyberpunk che delineano i nostri possibili futuri

Dalla pagina scritta al grande schermo, il cyberpunk ci ha mostrato una moltitudine di futuri possibili—e alcuni sono diventati realtà.

di Arianna Caserta
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19 novembre 2021, 2:37pm

Riprendendo in mano romanzi iconici della corrente Cyberpunk, come Neuromante di William Gibson o Mirrorshades di Bruce Sterling, sembra quasi impossibile la lungimiranza delle intuizioni contenute tra le pagine: realtà virtuali, rivoluzioni informatiche, innesti cibernetici e robot iperrealistici, il tutto ancora prima che Internet esistesse e facesse parte delle nostre vite di tutti i giorni.

Le trasposizioni filmiche di questi romanzi hanno così dato vita a un filone cinematografico che si è poi sviluppato in modo autonomo, con film come Il pasto nudo o Crash di David Cronenberg—adattati rispettivamente da romanzi di William Burroughs e J.G. Ballard—, Tetsuo di Shin’ya Tsukamoto, Blade Runner o Matrix, che hanno pescato a piene mani dall’immaginario cyberpunk e continuano ancora oggi a influenzare la cultura pop (vedi la Palma d’Oro a Titane) e la scena underground con declinazioni narrative che sanno cogliere in modo sempre più attento le potenziali degenerazioni di certe tendenze del nostro presente.

Alcuni tra i prodotti mediali più popolari degli ultimi anni sono infatti riconducibili ai temi affrontati dalla corrente cyberpunk. Serie come Black Mirror e Love, Death, Robots—che seguono le orme di progetti antologici come Ai confini della realtà—hanno contribuito a rinnovare il racconto cyberpunk e distopico, svelando una fascinazione quasi morbosa per la narrazione di un futuro prossimo che ci spaventa perché inarrestabile e incredibilmente familiare.

Una lista di film dall’estetica cyberpunk disponibili in streaming online

“Little Joe” (Austria, UK, Germania, 2019)

Presentato in concorso alla 72ª edizione del Festival di Cannes, Little Joe racchiude le tematiche principali di uno dei sottogeneri del Cyberpunk, il “Biopunk”, che descrive cinicamente le conseguenze della biotecnologia e dell’intervento dell’uomo sui processi naturali. La protagonista del film è Alice, una ricercatrice botanica che, insieme al suo team, lavora per creare una pianta con poteri terapeutici. Il ruolo del nuovo fiore è quello di diffondere positività e amore in maniera artificiale a chi ne ha bisogno. Le ricerche, però, alimentano un’alienazione collettiva che finisce per zombificare chiunque si trovi nei pressi del fiore, costringendo l’umanità ad affidarsi a un surrogato per la riuscita corretta dei rapporti umani.

“Little Joe” è disponibile in streaming su Amazon Prime Video, CHILI, Tim Vision e Apple TV.

“Max Headroom: 20 Minutes into the Future” (UK, 1985)

In questo film realizzato nel 1985 per un’emittente televisiva britannica (e successivamente adattato come episodio pilota dell’omonima serie tv), gli effetti nocivi della comunicazione di massa sono portati all’estremo in un futuro prossimo in cui i media controllano l’assetto della società. Quando un programmatore svela di star provando a uccidere i telespettatori attraverso messaggi subliminali e un sovraccarico di informazioni tale da sovrastimolare il cervello, la redazione di un programma è costretta a generare una copia digitale del proprio giornalista di punta rimasto ferito in una colluttazione. I processi mentali del reporter sono dunque trasferiti dentro un’immagine al computer dalle sue sembianze, tanto da far sì che nell’avatar si sviluppi una coscienza del tutto autonoma dalla spiccata intelligenza.

“Possessor” (2020)

Nel secondo lungometraggio di Brandon Cronenberg, figlio del regista David, la tecnologia è utilizzata come mezzo per ritrovare un’indole primitiva, un istinto violento e inespresso sulla linea labile che separa innaturale e naturale. La protagonista Tasya Vos vive, in maniera simile al protagonista del film Holy Motors, esistenze parallele che le permettono di re-incarnarsi in altre persone continuamente, con l’aiuto di chip neurali che la trasportano nei corpi altrui—come in un futuro prossimo in cui il deep web è accessibile solo in realtà simulata. Ma Tasya subentra nelle vite degli altri con il compito di uccidere.

“Possessor” è disponibile in streaming su YouTuble, Google Play e Apple TV.

“Stati di allucinazione” (USA, 1980)

Ispirato alle vicende di John C. Lilly, neuroscienziato famoso per gli studi sulle droghe psichedeliche e la comunicazione con i delfini (che hanno contribuito a scalfire l’immaginario vaporwave), Stati di allucinazione racconta della ricerca febbrile e forsennata di una conoscenza ancestrale, di alterazioni psichiche e deliranti volte a scoprire una fonte originale di energia individuale. Con immagini oniriche e rimandi alla psichedelia degli anni sessanta e sessanta, quest’opera è riconducibile al sottogenere Dreampunk, che congiunge la tecnologia al mondo sommerso dell’inconscio, l’occulto e i riti esoterici.

“Stati di allucinazione” è disponibile in streaming su YouTuble e Google Play.

“Demonlover” (Francia, 2002)

In questo film che si dispiega sulle note di una colonna sonora composta dai Sonic Youth e che vede nel cast Chloë Sevigny in versione noir, il regista francese O. Assayas riflette sul voyeurismo dei fruitori del web come spazio di libero sfogo per le pulsioni più brutali del genere umano. Demonlover, che mescola il thriller alla fantascienza e al film di spionaggio, vede due multinazionali contendersi il monopolio di TokyoAnime, una compagnia giapponese che produce un nuovo tipo di hentai (fumetti pornografici) digitali, volti a esaudire i desideri più perversi degli utenti come il desiderio di (iper)realismo delle immagini virtuali e di manipolazione del prossimo, in un ambiente paradossale in cui la linea di demarcazione tra “fruitore” e “oggetto fruibile” sembra svanire progressivamente.

“Little Joe” è disponibile in streaming su Amazon Prime Video qui.

“Primer” (USA, 2004)

In questo piccolo film indipendente realizzato con appena 7000 dollari, due ingegneri alle prese con una sconcertante scoperta relativa ai viaggi nel tempo finiscono per mettere a repentaglio la loro amicizia nel tentativo di gestire un mezzo che è fin troppo più grande di loro. Presentato al Sundance Film Festival, Primer è uno dei pochi sci-fi low budget a riuscire a evocare le atmosfere stranianti del rapporto controverso tra essere umano e tecnologia, basandosi unicamente su fitte conversazioni e sulle dinamiche tra i protagonisti, senza mai ricorrere a effetti speciali o impianti scenografici sensazionali.

“Primer” è disponibile in streaming su Amazon Prime Video qui.

“Eva” (Spagna, 2011)

Presentato al Festival di Venezia nel 2011, Eva del regista spagnolo Kike Maìllo racconta di un ingegnere cibernetico con il compito di portare a termine il progetto di un bambino robot dotato di sensibilità e spontaneità. L’ingegnere Garrel, che indossa le vesti di un Frankenstein futuristico, sembra essere l’unico a rendersi conto della complessità delle emozioni artificiali nei robot che crea, che sembrano aver sviluppato una coscienza autonoma e individuale. Avvolta in una cornice invernale, quest’opera pone quesiti sull’intelligenza emotiva dei dispositivi che programmiamo per essere sempre più simili a noi, e, strutturato proprio come un episodio di Black Mirror, riserva un plot twist finale che capovolge l’intera trama in maniera inaspettata.

“Primer” è disponibile in streaming su CHILI qui.

“Il mondo sul filo” (Germania, 1973)

Nell’unico sci-fi diretto da Rainer Werner Fassbinder, regista tra i maggiori esponenti del Nuovo Cinema tedesco, concetti come realtà virtuali e mondi simulati affiorano in una storia grottesca sulla creazione del cyberspazio Simulacron-1, che ricostruisce un mondo artificiale racchiuso in un computer. Affrontando temi come la sorveglianza digitale e i rapporti commerciali basati sulle informazioni derivate da algoritmi, Il mondo sul filo, opera lungimirante che precede Matrix di ben 26 anni, riassume l’estetica del cinema fassbinderiano mescolandola alle intuizioni chiaroveggenti dei racconti di William Gibson o J. G. Ballard.

“Il mondo sul filo” è disponibile in streaming su CHILI qui.

Crediti

Testo: Arianna Caserta

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