Immagini per gentile concessione di Barbara Bologna

Barbara Bologna, la designer più ribelle dell'industria, si racconta

In occasione della campagna per la Fall 22 “Favst Me - ne sors pas" del brand, BB ci parla del suo processo creativo e della community che orbita attorno al proprio universo.

di Redazione i-D
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29 marzo 2022, 11:20am

Immagini per gentile concessione di Barbara Bologna

Pochi brand sono punk quanto Barbara Bologna. L’omonima designer, infatti, utilizza il proprio marchio indipendente come dispositivo per mettere in scena le sue visioni più autentiche, sovversive e radicali—parole che raramente possiamo associare all’industria del lusso e della moda.

E anche questa volta, in occasione della campagna per la collezione Fall 2022 del brand, Favst Me - ne sors pas, ci troviamo di fronte a un progetto espanso e ripartito, un’idea di moda che attinge tanto dall’universo della designer, quanto dall’immaginario della community che, nel corso degli anni, si è creata attorno al marchio.

Per celebrare questo nuovo capitolo del brand, riportiamo qui sotto un’intima intervista tra la designer e la creativa Ylenia Bonora, la mente che ha pensato e scritto la maggior parte delle domande che trovate qui sotto, raccogliendole anche tra modelli, MUA e tutta la community di Barbara. Spoler: dopo aver risposto alle domande, alla fine delle interviste la designer ha deciso di ribaltare i ruoli, ponendo lei una domanda alla “Famiglia” di cui parla nell’intervista: perchè Barbara Bologna?

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Chi è e come si descrive oggi Barbara Bologna? 
BB: Mai sconfitta, soltanto più vecchia.

Come fai a declinare il tuo processo creativo nei ritmi del fashion system? BB: All’inizio della mia carriera è stato molto complicato barcamenarsi all’interno di tempi scanditi dalla moda—arrivavo dall’arte e dal teatro dove il tempo non ha regole, se non quella creative. Ora trovo stimolante avere dei tempi precisi, la mia creatività si è adattata ma senza in realtà esserne soffocata—la complessità non è la mancanza di idee, è la stanchezza per la mancanza di tempo.

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Manfred: Hai creato intorno a te una vera e propria famiglia, persone coinvolte al 100% in tutto ciò che gravita intorno al tuo lavoro. Quanto è importante e quanto influisce sulle tue collezioni questa community?
BB:
La famiglia che ho vicino è la linfa di molte delle mie emozioni, pensieri e riflessioni. Avere queste persone intorno è speciale, ad ogni incontro mi ispirano mi aprono la mente verso i loro luoghi, amo essere accolta nelle loro esperienze, sogni, e spero sempre di dare a loro almeno il doppio di quello che loro donano a me.

FAVST ME - ne sors pas, la tua nuova collezione Fall 2022, porta con sé una moltitudine di riferimenti e di significati. Quale sfida sei stata chiamata ad affrontare?
BB:
La nuova sfida è stata ripulire dal superfluo e dall’eccedente, mi sono concentrata nei mesi passati su come avessi potuto mantenere la forza e il carattere di Barbara Bologna lasciando indietro quello che non mi serviva più e che non amavo più. Questa necessità mi ha portato a concentrare tutta l’energia e gli sforzi solo su di me, non avrei potuto fare altrimenti, come si può istruire ad un nuovo percorso prima di averlo vissuto?

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Come per il Faust di Goethe, protagonista di questa collezione, la tua natura è quella della mai completa soddisfazione. Ci sono altre assonanze tra te e questo personaggio letterario?
BB:
La dedizione e tenacia infinita nel portare avanti le proprie opere—Johann Wolfgang von Goethe per scrivere il Faust ha impiegato oltre sessant’anni. E anche la poliedricità di talenti da cui siamo attratti, non solo per quello che è il nostro primo e più alto.

La scelta di dividere la collezione in più mood è ricorrente nella visione di Barbara Bologna, tuttavia il legame tra essi è ciò che diversifica il processo di volta in volta. Come possiamo leggere, quindi, questi quattro archetipi?
BB:
PINK (WHATEVER): la sensazione di questa superficialità che spesso in qualche modo ci diverte. RUST (BESTIE): l’arroganza dell’ambivalenza e la paura della conseguenza, lo slang inglese che tradotto significa “best friend” e la violenza del termine in italiano che ne descrive la brutalità. GREY(NO EMOTIONAL PEOPLE REQUIRED): l’apatia di uno stato sociale, la ricerca di anestetizzare le emozioni come scelta di vita. BLACK (SIMPLE IS ENOUGH): il nero che ricerca la sua necessaria semplicità.

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Se dovessi ricondurre ognuno dei quattro mood a degli stimoli olfattivi e gustativi come li potresti descrivere?
BB:
PINK è l’odore di preservativi e pannolini, il sapore di caramelle frizzanti. RUST è il profumo di un rifugio di montagna, e il sapore di caffè a stomaco vuoto. GREY è il fumo di sigaretta e il gusto di pesce appena pescato. BLACK è il pepe e il carbone e un sapore di liquirizia pura.

Chiara: C'è un look in particolare al quale ti senti più legata?
BB:
Per ora non c’è un look a cui mi sento più legata rispetto agli altri, ogni look è parte di quello che adoro in questo momento. Non mi sento mai legata al passato in forma creativa, la sperimentazione attraverso i materiali e le stampe mi spinge sempre violentemente nel futuro—amo questa sensazione, penso sia assolutamente necessaria per evolvermi.

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Federico: In una conversazione privata, (Barbara NdA) mi hai confessato di voler sperimentare il rosa oramai da anni e che grazie a un piccolo segno hai capito fosse il momento giusto per farlo. Qual è la natura di “quel piccolo segno”?
BB:
Mi sveglio una mattina e Andrea (il mio compagno) che stava facendo giardinaggio dissotterra un maialino giocattolo rosa. Il giorno dopo, recandomi in studio, la figlia di un vicino partorisce una bambina e nella via per arrivare, che è a fondo chiuso, mi ritrovo davanti agli occhi un fiocco rosa gigante affisso sul cancello. Non potevo aspettare ancora.

Margot: Quale significato ha il “cancellare tutto” come conclusione del processo creativo? Che ruolo ha il tempo che separa la fine di un percorso di produzione dalla rinascita di ispirazioni e sentimenti per nuove creazioni?
BB:
La sofferenza di dover lasciare andare e il vuoto di dover aspettare. La necessita di liberare e di creare di nuovo è indispensabile, dolorosa e complessa. Per la sua velocità, ma altre anche per la devastante attesa, il tempo diventa la risoluzione per poter ricominciare.

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Barbara e Barbara Bologna convivono nello stesso individuo dalla nascita del brand. Ci sono momenti della tua vita in cui scindi le due individualità?
BB:
Non credo io abbia davvero bisogno di scindere me stessa, sono un insieme di emozioni, desideri e aspirazioni che coesistono—non sempre perfettamente, ma questo non mi porterebbe mai a desiderare di essere scissa in due ME.

Barbara Bologna: Perché Barbara Bologna?
Ylenia:
Barbara vive in una casa senza porte e senza specchi—similitudine sopraffina del suo modo d’essere. Mi fa commuovere spesso non solo per la bellezza di ciò che crea, ma anche per la maestria con cui sa fondere l’animo ipersensibile all’eterno eco del punk. Mi ha insegnato che non c’è un modo univoco di sentire, ma che percepire la fragilità delle cose che ci toccano è un privilegio e non una condanna.

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Barbara Bologna: Perché Barbara Bologna?
Manfred:
Perché io amo Barbara, perché Barbara ama me. Perché Barbara è il vento che smuove e mantiene alto il mio fuoco. Perché Barbara è forza pura, abbastanza forte da infonderla in chi le sta vicino e in ogni sua creazione. Perché mi ha mostrato la vera bellezza. Perché mi ha mostrato cosa vuol dire essere un artista. Perché Barbara è uno degli ultimi baluardi dell’arte in un mondo, quello della moda, che è sempre più grigio. Perché Barbara ha veramente qualcosa da dire e non si fermerà mai finché sarà in grado di urlare al mondo.

Barbara Bologna: Perché Barbara Bologna?
Margot:
Barbara Bologna è l’emozione di un fiore che cresce dal cemento, è la passione del movimento, del divenire. Barbara Bologna è la consapevolezza del poter cadere e la forza di saper rialzarsi. È Arte e coscienza dell’arte. È l’amore, tanto forte da essere assordante in un mondo ovattato. Barbara Bologna è mente e anima, nell’energia e nella resistenza della loro coesione. Barbara Bologna è una parte irriducibile di me, di noi.

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Barbara Bologna: Perché Barbara Bologna?
Leijh:
Io penso che sei come un magico portale che ti catapulta in una visione del tutto esclusiva. È anche come se mettessi degli occhiali magici con cui posso vedere cose che gli altri non possono vedere normalmente. 

Barbara Bologna: Perché Barbara Bologna?
Andrea:
Perché Barbara è bella, è meravigliosa, perché è profondamente autentica e sempre fedele a se stessa ed al suo incessante desiderio di apportare al mondo che la circonda qualcosa di migliore, di evoluto ed evolutivo. Perché non accetta compromessi, mai anche quando questo potrebbe farle molto comodo. Perché nella sua incessante voglia di migliorarsi come persona e come artista, migliora, senza nemmeno volerlo, tutto ciò che la circonda. Perché ha costantemente bisogno di stimoli, di amore, di dolcezza, di erotismo, di protezione e di sostegno ed è per questo tremendamente impegnativa anche nelle piccole vicende quotidiane. E sfido chiunque, dotato di un minimo di sensibilità e di intelligenza, che si trovi di fronte a tutto questo, a non votare la propria vita, o almeno provarci per innalzarla ancora di più, per farla sbocciare e fare in modo che questa globale bellezza si dispieghi nel mondo.

Barbara Bologna: Perché Barbara Bologna?
Veronica:
Barbara è arte e istinto, ciò che fa è ciò che lei stessa è. Un momento che mi è rimasto impresso è stato vederla emozionarsi realmente davanti al suo lavoro e in quell’attimo ho capito quanto lei metta davvero tutta la sua anima nelle sue creazioni e il valore effettivo che esse hanno. Barbara per me è un’ispirazione perché non ha paura di dimostrare chi è, di esprimere la sua emotività, ma anche la sua forza. Mi ha dato fiducia, mi ha fatto sentire libera e mi ha trasmesso così tanto in così poco tempo. “Perché Barbara Bologna?” Perché Barbara è un mondo da scoprire e questo è solo l’inizio.

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Crediti

Testo: Ylenia Bonora
Art Director: Barbara Bologna
Fotografie: Daniele Golia
Modell3: Mariagrazia Rossello e Manfred Vannucci, Chiara Magni e Federico Alessandro Biancardi 
Stylist: Barbara Bologna
Prima assistente stylist: Veronica Belli
Second assistente stylist: Ylenia Bonora
Prima MUA: Cristina Calancea
Seconda MUA: Virginia Mantelli
Hairstylist: Beatrice Ravenna
Musa: Leijh Akhel, Germana stella

Scopri di più su Barbara Bologna sul sito del brand e sul profilo Instagram.

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