Foto su gentile concessione di Prada

Jeff Goldblum e Kyle MacLachlan hanno sfilato per la Prada A/W 22

Grazie anche a una pletora di star di Hollywood, Miuccia Prada e Raf Simons hanno conquistato la Milan Fashion Week con i loro look ispirati al mondo del lavoro.

di Osman Ahmed
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17 gennaio 2022, 10:23am

Foto su gentile concessione di Prada

Cosa indossi per andare a lavoro? Probabilmente, se stai leggendo questo articolo, sei una delle giovani menti che non si sono mai affezionate al classico dress-code da ufficio, privilegiando invece vestiti capaci di esprimere la tua individualità ed estetica, anche sul posto di lavoro. Due pezzi e cravatte appena stirate? Mai! Lasciamo questi look alla generazione dei nostri genitori. Benvenute tute integrali, giacche versatili, gilet multiuso e pantaloni da falegname—è molto probabile che, nella vita di tutti i giorni, tu indossi effettivamente tutti questi capi.

Dopotutto, parlare di abiti “da lavoro” oggi non significa più indossare vestiti che rappresentano effettivamente una posizione professionale. Quelle che un tempo erano le cifre sartoriali che indicavano posizioni sociali o professionali diverse, che distinguevano letteralmente la gerarchia socio-economica tra operaз e impiegatз, sono diventate il must-have del guardaroba maschile. Basti pensare al denim che, nonostante sia appannaggio storico di chi faceva lavori fisici, oggi è onnipresente quanto la Coca-Cola.

La sfilata maschile A/W 22 di Prada, che si è tenuta nelle viscere della Fondazione Prada a Milano, si è dunque incentrata sulla fusione e il mixaggio tra le nozioni tradizionali di abbigliamento da lavoro e la formalità della sartoria da ufficio. Ma ci ha anche mostrato come potrebbe essere l'abbigliamento da lavoro del futuro, come suggerito dal vorticoso set fantascientifico progettato dall’archistar Rem Koolhaas. Le tute integrali da fabbrica—in questo caso, realizzate in rasi pastello e sete damascate—celebrano l'uomo della vita moderna. Le divise in morbida pelle potrebbero benissimo essere versioni di lusso dell'uniforme di un meccanico o della tuta ignifuga di uno scienziato. Parka trapezoidali e trench in pelle indossati con guanti e stivali sembrano echeggiare a un che di militare, mentre borse da dottore e zaini stracolmi alludono al pendolarismo—anche se oggi la maggior parte del mondo aziendale lavora ancora da casa.

filippo fior foto prada passerelle A/W 22

"Realtà" era la parola chiave della collezione e la quarta parete della sfilata è stata infranta grazie alla presenza di una selezione intergenerazionale di 10 leggendari attori di Hollywood: Thomas Brodie-Sangster, Asa Butterfield, Jeff Goldblum, Damson Idris, Kyle MacLachlan, Tom Mercier, Jaden Michael, Louis Partridge, Ashton Sanders e Filippo Scotti. Si potrebbe dire che, nel mondo dei red carpet e dei brand ambassador, gli abiti super lussuosi fanno parte della divisa di un attore e quindi del loro abbigliamento da lavoro. In realtà, gli attori erano inclusi nella sfilata per spostare l'attenzione da anonimi modelli a personaggi più conosciuti che raffigurassero gli "uomini veri"—qualunque cosa questo significhi—attraverso i loro rispettivi ruoli. Le note dello spettacolo li descrivevano come "interpreti della realtà, impiegati per fare eco alla verità attraverso le loro rappresentazioni… Uomini reali, volti conosciuti, mostrano una nuova sfaccettatura della realtà.”

Guardando alla vita professionale del millenial medio, si potrebbe pensare che non ci sia più un bisogno effettivo del dress-code da lavoro. Sempre più persone lavorano da remoto o negli uffici di start-up tech con job title che solamente cinque anni fa nemmeno esistevano. Eppure, nel corso degli anni, abbiamo visto badge identificativi Prada, uniformi da infermierз firmate Louis Vuitton, scarpe da ginnastica macchiate di vernice di Martin Margiela e quella leggendaria maglietta DHL courtesy di Vetements. Yohji Yamamoto produce abiti di lusso ispirati al workwear da decenni e Junya Watanabe ha aperto la strada a collaborazioni con giganti dell'abbigliamento da lavoro tra cui Dickies, Carhartt, Hervier e The North Face.

In altre parole, i vestiti da lavoro sono un’inestinguibile fonte di ispirazione per з designer della moda. Anche se per alcunз può sembrare uno stile troppo austero, troppo forte, che rimanda alla vita e all’esperienza della classe operaia, per altrз è il simbolo per eccellenza dell’anti-moda. Abbastanza anonimo da passare inosservato, ma molto IYKYK per chi è nel giro, questo stile è pieno di quel fascino tipico delle sottoculture che ha ispirato innumerevoli brand di streetwear degli ultimi decenni, trasformandoli velocemente in marchi internazionali.

Dunque, cosa aggiunge il tocco Prada alle tute da lavoro e ai pantaloni cargo? Si tratta di abiti con silhouette strutturate, spalle esagerate e vita scolpita, che si presentano in tessuti che difficilmente potrebbero essere prodotti in serie per i colletti blu. Piuttosto che introdurre abbellimenti sfarzosi (anche se non mancavano bracciali e orli in montone), Miuccia e Raf hanno mantenuto le silhouette tradizionali con audace conservatorismo. Le sagome esagerate—le spalle voluminose di un maglione di cashmere, per esempio, o le ampie proporzioni di un bomber in nylon MA1—diventano espressione di una ricchezza interiore.

Louis Partridge alla Prada A/W 22

La coppia di designer ha attinto alla propria conoscenza sartoriale per aggiungere una buona dose di teatralità a capi semplici, rendendoli straordinari nella loro sobrietà. Sotto agli scultorei cappotti di lana e agli sporadici completi a due-pezzi facevano capolino da sotto agli orli le tute in seta tecnica, alludendo a una duplicità interiore alla American Psycho. “La realtà quotidiana viene valorizzata, i suoi simboli e significati vengono scambiati con quelli dell'eleganza e della raffinatezza,” si legge nelle note della sfilata.

“L’intenzione è di rendere ogni capo importante,” spiega Raf Simons.  “Tute in materiale leggero, due pezzi, che si rifanno all'idea di lavoro, movimento, attività e tempo libero… vengono rimaterializzati, per dare un significato diverso… sostituiscono la tradizionale camicia/cravatta/papillon e donano una nuova energia, un nuovo senso di realtà, una attitude più fresca.”

È interessante notare come, nonostante la nostra sia decisamente l’era dello smart-working, la sartoria non sia mai scomparsa dalle passerelle. Anzi, viene usata ora più che mai come simbolo di speranza di quel ritorno alla normalità tanto atteso e chiacchierato (anche se, chi vuole davvero tornare in un ufficio che ti obbliga a indossare un due pezzi?). In definitiva, è solo una piccola percentuale di uomini ad avere ancora bisogno di indossare camicie, cravatte e abiti sul posto di lavoro. La nuova generazione di dipendenti aziendali li rifiuta a favore di un abbigliamento casual.

Ma esistono ancora professioni che richiedono di indossare uniformi. Basti pensare alla classe operaia, a infermierз e aз ricercatorз di laboratorio, che durante il lockdown abbiamo elevato a eroз. E se anche non provassero mai alcuna voglia di vestirsi nella versione lux dei propri abiti da lavoro, ecco una collezione che ha tentato di celebrare il loro eroismo come qualcosa da desiderare e a cui aspirare.

“La collezione celebra il significato di lavoro—nelle sue accezioni diverse e nei suoi significati,” ci spiega Miuccia. “È qualcosa di pratico, di quotidiano. Ma qui, sei formalmente importante. Non sei casual. E grazie a questi vestiti, vogliamo sottolineare come tutto ciò che viene prodotto dagli esseri umani sia importante. Ogni aspetto della quotidianità può essere elegante e nobile. Elevato e celebrato.”

Forse il messaggio che la Signora P e Raf stavano tentando di far passare, anche se utilizzando i volti di iconiche star di Hollywood e un buon numero di pelle e montoni costosi, è che abbiamo molto da imparare da questз lavoratorз laboriosз, oltre che lo stile. Il consiglio è quello di guardare a loro per impararne la compassione, essenziale affinché una società riesca ad avere successo.

Thomas Brodie-Sangster alla Prada A/W 22
Damson Idris alla Prada A/W 22
Modello a Prada A/W 22
modello alla Prada A/W 22
modello alla Prada A/W 22
Modello alla Prada A/W 22
Modello a Prada A/W 22
Modello alla Prada A/W 22
Modello alla Prada A/W 22
Modello alla Prada A/W 22
Modello alla Prada AW22
A model at Prada AW22
Tom Mercier at Prada AW22
Asa Butterfield per Prada A/W 22
A model at Prada AW22
Jaden Michael per Prada A/W 22
A model at Prada AW22
A model at Prada AW22
A model at Prada AW22
Filippo Scotti per Prada A/W 22

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK

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