8 film e documentari per esplorare gli abissi di Internet

Se per te il Metaverso rimane ancora un argomento tra sci-fi e distopia, ecco una serie di titoli che ti aiuteranno a orientarti nei meandri della dimensione online.

di Arianna Caserta
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12 novembre 2021, 12:23pm

Facebook, il colosso dei social media, cambierà nome (quindi “Facebook” indicherà solo il social network). Lo ha annunciato il 28 ottobre 2021 capitanato da Mark Zuckerberg nel corso della conferenza annuale Facebook Connect, presentando il Metaverso a cui sta lavorando l’azienda—uno spazio virtuale “incarnato” fatto di stanze, all’interno del quale ci si potrà muovere e interagire tramite dispositivi “incarnati” di realtà aumentata.

Questa idea di cyber spazio, che Jason Koebler su Motherboard ha definito una “visione sconclusionata a metà tra sci-fi distopica di seconda mano e vecchi progetti di realtà virtuale abbandonati ancora prima di prendere vita,” non è infatti nuova, non solo per chi bazzica i meandri di Internet, ma anche per chi segue gli avanzamenti dell’arte; basti pensare alle gallerie d’arte virtuali (che durante la pandemia hanno ovviamente vissuto un momento di enorme rinascita) visitabili online grazie all’utilizzo dei visori VR, o alle opere di new media art che sfruttano la tecnologia world building del gaming (ovvero la costruzione di scenari iper dettagliati fruibili in realtà aumentata).

Anche per il settore musicale il metaverso non è qualcosa di nuovo: ad aprile 2020 il concerto di Travis Scott su Fortnite ha visto 12 milioni di spettatori; prima di lui, a febbraio 2019, il disc jockey Marshmello si era esibito all’interno dello stesso videogioco, di fronte a 10 milioni di persone; mentre quest’anno è stata la volta della performance di Ariana Grande. Ancora, quando si parla di arte e Internet, è impossibile non pensare a NFTs e crypto arte, due concetti che quest’anno hanno visto il mondo (e il mercato) dell’arte compiere uno shift non indifferente.

Ma Internet è un ecosistema ben più intricato, un labirinto di zone d’ombra e abissi oscuri. Cyberbullismo, fake news, dark web: è impossibile ignorare il lato spaventoso e inquietante della rete, come quelli studiati dal programmatore e informatico Jaron Lanier nel libro Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social, in cui svela gli oscuri retroscena del mondo affascinante e disturbante dietro a quelle piattaforme di cui non riusciamo a fare a meno.

I film e i documentari da vedere in streaming online per capire come funziona Internet

“Lo & Behold - Internet: il futuro è oggi”, Werner Herzog (2016)

In questo documentario presentato in anteprima nel 2016 al Sundance Film Festival, il regista tedesco Werner Herzog è il nostro Virgilio di un viaggio per scoprire che cos’è davvero il mezzo che utilizziamo ogni giorno e pensiamo di conoscere. Guidandoci dalla fase embrionale di Internet alle sue prospettive future, Herzog indaga l’ecosistema del web come fosse un qualsiasi altro fenomeno naturale, esplorando pratiche come intelligenza artificiale, hacking, voyeurismo digitale, la vita dei videogame-addicted, il possibile disastro umanitario nel caso di una fine improvvisa di internet e il machine-learning.

“Lo & Behold - Internet: il futuro è oggi” è disponibile in streaming su I Wonderfull qui.

“Fyre: la più grande festa mai avvenuta”, Chris Smith (2019)

Il documentario di Netflix racconta del disastroso caso mediatico accaduto quattro anni fa e diventato virale su Twitter con l’hashtag #FyreFraud, riflettendo sulla voragine tra reale e virtuale scavata a colpi di clickbaiting, vite simulate e ipocrisia. Il Fyre, festival in stile Coachella programmato per avvenire a maggio 2017 su un’isola delle Bahamas, sarebbe dovuto essere uno degli eventi più memorabili della nostra epoca. Tra clouting e campagna promozionale gestita dal rapper Ja Rule, su Instagram il festival ha ricevuto una risonanza enorme, amplificata da celebrità e influencer del calibro di Kendall Jenner, Bella Hadid ed Emily Ratajkowski. Peccato che, arrivati sull’isola dopo l’acquisto di pacchetti “di lusso” che promettevano ogni tipo di comfort, gli ospiti si sono ritrovati in uno scenario da film post-apocalittico: tende malmesse, bagni chimici, niente corrente elettrica e cibo scadente.

”Fyre: la più grande festa mai avvenuta” è disponibile in streaming su Netflix qui.

“The Internet’s Own Boy: The Story of Aaron Swartz”, Brian Knappenberger (2014)

Senza la rivoluzione scatenata dall’attivista digitale Aaron Swartz, il web non sarebbe quello che conosciamo oggi. La lotta del genio dell’informatica classe ’86 ha posto al centro del dibattito la libertà dell’informazione sulla rete, ed è grazie a lui che molte nicchie culturali online sono accessibili e non riservate al beneficio di pochi potenti. Il documentario, diretto da Brian Knappenberger, ricostruisce la storia di Swartz, indagando le motivazioni filosofiche ed etiche dietro la vicenda JSTOR, che vide il giovane attivista scaricare illegalmente centinaia di documenti accademici e diffonderli liberamente tra milioni di utenti. Swartz, morto nel 2013 all’età di 26 anni, fu condannato per aver cercato di rendere il web (e il mondo) un posto migliore, convinto che la cultura sia un bene comune, e non un bene di lusso detenuto solo da chi ha abbastanza privilegi da potersela permettere.

“The Internet’s Own Boy: The Story of Aaron Swartz” è disponibile in streaming su YouTube qui.

“The Social Dilemma”, Jeff Orlowski (2020)

Documentario che ha diviso in due il pubblico, attirandosi pesanti critiche, cerca di dischiudere il meccanismo dei social network che fa leva sulla necessità umana di comunicare i propri pensieri e manifestare la propria identità, ed è questo su cui le piattaforme capitalizzano. Nonostante la consapevolezza di essere sotto costante sorveglianza, infatti, continuiamo a dare informazioni e dati al web, che vengono utilizzati per effettuare profilazioni a fini commerciali. Ma questa non è che una minima parte dei pericoli della rete. In questo documentario, programmatori e imprenditori dei team di Facebook, Instagram, Twitter e altre piattaforme spiegano di come i social media giochino con la vulnerabilità degli essere umani, ingannando le loro percezioni, anticipando le loro mosse e prevedendo le loro reazioni. Nel capitalismo della sorveglianza le persone sono ridotte ad algoritmi e la legge è una sola: se non stai pagando per un prodotto, allora vuol dire che il prodotto sei tu.

“The Social Dilemma” è disponibile in streaming su Netflix qui.

“Level Five”, Chris Marker (1997)

Una donna, il suo computer, immagini digitali che si mescolano a quelle della sua memoria: questi gli unici elementi di un film lungimirante sul ruolo di Internet e delle realtà virtuali esercitato sull’inconscio degli essere umani. Laura, la protagonista del film del regista francese Chris Marker, ha l’obiettivo di decifrare e terminare un videogioco sulla battaglia di Okinawa che il compagno, ormai defunto, stava programmando. Quelle immagini belliche, lontane e terribili, sono le uniche cose rimaste del suo amato, con cui Laura cerca una connessione che dia un senso al proprio presente. I pixel hanno sostituito i suoi ricordi e la protagonista vi trova rifugio, fondendo il suo dolore a quello degli individui ripresi, in un dialogo estraniante ma intimo tra essere umano e tecnologia. Se avete voglia di un film d’autore che vi parli di quella sensazione indefinita e indefinibile che provate ogni giorno interagendo con la tecnologia, questo film fa al caso vostro. 

“Level Five” è disponibile in streaming su MUBI qui.

“The Hater”, Jan Komasa (2020)

Nel film del regista polacco Jan Komasa, Thomasz è un giovane dal passato turbolento con una passione sadica per i dettagli della vita privata delle persone intorno a lui. Quando gli viene offerto un ruolo da “Hater” professionista, comincia a ideare strategie per annientare utenti (e le persone reali che ci sono dietro) con piani estremi e contorti e fare sì che pesanti backlash si scaglino contro di loro. Che si tratti di influencer o personaggi politici di spicco, il protagonista prende di mira tutte le persone che i suoi clienti decidono di volere cancellare dal web: ma le regole della rete, che sembrano favorire la disinformazione, gli scandali e l’ipocrisia, sono incontrollabili e imprevedibili, e il finale, impossibile da calcolare con un algoritmo, non è mai quello programmato. 

“The Hater” è disponibile in streaming su Netflix qui.

“Disconnect”, Henry Alex Rubin (2014)

Presentato fuori concorso alla 69a Mostra del Cinema di Venezia, Disconnect è un mosaico di storie accomunate da un tema: l’uso (o meglio, l’abuso) inconsapevole di internet. Un adolescente sensibile ingannato da un gruppo di cyberbulli, una coppia alle prese con un furto d’identità e uno spogliarellista minorenne che si esibisce live su internet tramite la sua webcam trovano in Internet un luogo apparentemente sicuro dove sentirsi compresi e scaricare così le ansie e le frustrazioni della loro vita irl, nella quale si sentono invece marginalizzati. Ma il web si rivela essere essere tutt’altro che una zona in cui sentirsi confortati e, certe volte, resistere alla tentazione e “connettersi” è davvero la scelta migliore.

“Disconnect” è disponibile in streaming su CHILI qui.

“Selfie”, Agostino Ferrente (2019)

Il documentario di Agostino Ferrente, vincitore del David di Donatello, ci cala nelle dinamiche di un’attitudine molto diffusa sul web: quella del vlogging e della tendenza a riprendersi continuamente con il proprio smartphone. I due protagonisti del film sono i migliori amici di Davide, diciassettenne ucciso da un carabiniere nella notte del 5 settembre 2014, e si riprendono utilizzando esclusivamente la videocamera frontale dei loro cellulari, utilizzandoli come un confessionale, una sorta di dimensione alternativa in cui verbalizzare le loro paure e preoccupazione più recondite. Perché il “Selfie” non è solo un gesto narcisista volto di esibizionismo, ma può essere anche un mezzo che restituisce la cruda realtà, che svela un ritratto senza filtri di un ambiente e delle persone che lo abitano.

“Selfie” è disponibile in streaming su RaiPlay qui.

Bonus: serie TV

“Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online”, Mark Lewis (2019)

Cosa succederebbe se una comunità online si rivelasse più efficiente di un intero corpo di polizia nella ricerca di un killer spietatissimo? Questo è ciò che accade nell’incredibile storia vera raccontata nella serie-documentario Giù le mani dai gatti, in cui metodi come gruppi Facebook, account fasulli, una barra di ricerca e Google Street View diventano indispensabili per risolvere un mistero al quale neanche le autorità sembrano trovare una soluzione. La miniserie crime di Netflix è una vera e propria caccia al colpevole, che non si indebolisce mai nel tenere costantemente il pubblico col fiato sospeso e che svela come, a volte, il web possa creare collaborazioni tra persone di tutto il mondo, unite in nome di una causa che va oltre lo schermo dei loro device.

“Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online” è disponibile in streaming su Netflix qui.

Crediti

Testo: Arianna Caserta
Immagine: still dal film The Social Dilemma di Jeff Orlowski

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