Sinistra: artwork di @saftkeur; Destra: artwork di @arrrrrrrrrisha

La "it bag" del 2021 è qui, ed è del brand emergente forBitches

Farfalle, fiocchi e perline. In una parola: forBitches, il brand di borse e flip flop che unisce l'estetica Polly Pocket allo stile Y2K.

di Giorgia Imbrenda
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22 ottobre 2021, 11:17am

Sinistra: artwork di @saftkeur; Destra: artwork di @arrrrrrrrrisha

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di forBitches, marchio nato dalle visioni progettuali di Gio Forbice, che con una formazione da designer di calzature ha voluto esplorare il mondo degli accessori con fare irriverente, innovativo e sperimentale.

Nasce così un brand che ci proietta direttamente dentro al mondo delle bambole, in particolare quelle degli anni Duemila (ricordate le Polly Pocket?), i cui accessori erano rigorosamente impressi in una morbida e comoda gomma sagomata. Così sono le borse e le flip flop di forBitches, design in diacetato di cellulosa su cui vediamo impresse le forme di fiocchi, farfalle e perline tipiche del brand, e che ci trasporta direttamente in una dimensione childish, dominata da colori vibranti, giocosi e vivaci.

Incuriosite dal progetto—che ha già rubato i cuori di numerose celebrità del mondo della musica e del web—abbiamo voluto intervistare il fondatore del marchio per saperne di più su di lui e il suo brand.

intervista brand accessori emergente forbitches gio forbice rebel label

Ciao Gio, parlaci di te. Quando e perché hai fondato il marchio? E da dove arriva il nome forBitches?
Ciao! Sono Gio Forbice e il nome di forBitches è nato da una distorsione del mio cognome. È successo che, quando vivevo negli Stati Uniti, un mio amico ha iniziato a prendermi in giro chiamandomi proprio con questo nome. Così ho pensato che sarebbe stato perfetto per un marchio di accessori—mi sembrava giocoso e molto di impatto. Naturalmente non deve essere preso sul serio, ma le nuove generazioni credo abbiano compreso appieno l’ironia e le intenzioni dietro al nome.

Nonostante il tuo brand sia nato da pochissimo, ha una sua estetica molto forte. Come hai sviluppato l’identità di forBitches?
In realtà credo che sia semplicemente un prodotto nuovo e “facile” da consumare, che rispecchia una voglia della società, del mondo della moda e delle nuove generazioni di it bag più contemporanee. Gioca a mio favore anche il fatto che nessuno stia facendo quello che sto facendo io con il brand, e credo che un prodotto se è interessante e nuovo non abbia bisogno di nient’altro.

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Che storia c'è dietro le forme e il materiale che utilizzi per le tue borse?
Vorrei fare solo il materiale TPE o TPU, ma in Italia è sempre più difficile lavorare con produttori locali per via di dinamiche tossiche e obsolete che dominano ancora il sistema di produzione italiano. Le forme e il concept deriva da uno studio del mondo dei toy, che ha delle regole ben definite.

Ho sempre collezionato giochi fin da piccolo, e ho sempre subito un grande fascino da questo mondo, soprattutto il concetto di collezionismo che vi sta alla base. Così, con forBitches ho voluto riprodurre questo mondo per il divertimento degli adulti, sviluppando un brand che si presti anche allo spesso processo di collezionismo dei giochi per bambini.

Il tuo brand è unisex e gender fluid, che tipo di concept c’è dietro a queste scelte?
Personalmente, non ho mai considerato il genere come un elemento necessario per la progettazione di un oggetto. Per me è naturale vedere amici o amiche con borse o accessori di qualsiasi tipo—un po’ come quando si era piccoli e si giocava liberamente sia con le bambole che con G.I. JOE, sviando senza problemi le imposizioni sociali di genere. Quando sei bambino hai una visione più aperta, libera e fresca, e riesci più facilmente a farti ispirare da tutto ciò che ti circonda, senza essere condizionato da ciò che hai attorno.

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Quanto conta Instagram nella promozione di un brand emergente come il tuo?
Instagram è uno strumento interessante e molto veloce, che tutti possono avere a portata di mano e che ti permette di entrare in contatto con molte persone. Dunque credo che sia essenziale per la promozione di un brand, ma sono anche convinto che vada usato nella maniera giusta. Ultimamente, inoltre, credo che sia diventato piuttosto noioso e spero che arrivi qualcosa di più innovativo su cui sperimentare.

Quali sono gli ostacoli che hai affrontato e che affronti tutt’ora nel portare avanti un progetto indipendente?
Come ti dicevo, il primo ostacolo è l’Italia, un paese vecchio sotto tutti i punti di vista, soprattutto per quanto riguarda il supporto e sostengo di giovani designer e talenti emergenti. Credo ci sia bisogno di un cambio generazionale, e mi piacerebbe vedere nuove persone ai vertici dell’industria. In particolare, per quanto riguarda la produzione, ci sono molti intoppi a cui uno deve far fronte costantemente per raggiungere il risultato che vuole, ma quello fa parte del gioco.

Cosa c'è nel futuro di forBitches?
È una domanda che cerco di non pormi, perché so di non poter rispondere nemmeno a me stesso. A livello estetico, so che voglio continuare una ricerca specifica che sia una continuazione di quello che ho fatto fino a ora. Per il resto, molti aspetti della produzione non dipendono molto da me, quindi vedremo in che modo evolverà tutto il progetto.

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Crediti

Testo: Giorgia Imbrenda
Immagini: per gentile concessione di forBitches

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