Le 10 "sfilate" che non dimenticheremo di questo 2020

Cosa fai quando sfilare non è più possibile? Ripensi le sfilate da zero.

di Carolina Davalli
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11 dicembre 2020, 7:37am

Best of 2020: un nome una garanzia. Dalla musica alla moda, passando per cinema e cultura, in questa rubrica di fine anno vogliamo ripercorrere i momenti e i personaggi più interessanti del 2020, l’anno più strano della storia.


Se il concetto di sfilata era già labile e incerto molto tempo fa, questo 2020 è stato il colpo di grazia, è vero, ma anche l’occasione per stravolgerlo completamente. Nel giro di pochi mesi, tutto nell’industria della moda ha vacillato, e così anche le presentazioni dal vivo e le Fashion Week, che si sono trovate di punto in bianco ad avere a che fare con lockdown, piattaforme digitali e distanziamento sociale. Così i brand sono stati costretti a riflettere sull’idea della presentazione di moda in senso lato, riprogettando da capo le proprie visioni, mettendosi in discussione e ripensando a come mostrare le proprie collezioni a un pubblico assente.

Cos’è effettivamente una sfilata? In che modalità può essere fruita? Quali sono i suoi scopi? A posteriori, possiamo dire che una risposta a queste domande il mondo della moda l’ha data, e spesso attraverso espedienti ingegnosi e strategie alternative frutto di una sperimentazione senza fine. In questo 2020 abbiamo condiviso impressioni su Twitch, commentato una live YouTube per 12 ore di fila, linkato documentari, cliccato fashion film, scannerizzato QR code e scoperto l’immersione nelle realtà aumentate. E se da una parte abbiamo visto l’apice dell’estensione digitale della moda, non sono però mancati anche progetti lo-fi e analogici.

Insomma, una galassia di azioni digitali, materiali e virtuali che mai avremmo pensato di vedere.

Ecco dunque le 10 “sfilate” che hanno definito il 2020

1) Prada Multiple Views - The Show That Never Happened

Approcciandosi per la prima volta a un’azione che esulasse dalle sfilate dal vivo, Miuccia Prada ha invitato cinque artisti—Terence Nance, Joanna Piotrowska, Martine SymsJuergen Teller e Willy Vanderperre—per interpretare la collezione Prada SS21 in termini editoriali e cinematografici. Il risultato è un fashion film che incapsula sotto cinque punti di vista differenti “Lo Show Che Non Ha Mai Avuto Luogo”.

2) La realtà virtuale del racconto, Isabella Santacroce x Magliano

Luca Magliano si è posto una domanda ben precisa nel momento in cui ha deciso di progettare la sfilata virtuale per la Milan Digital Fashion Week: “Cosa significa realtà aumentata?” Per il designer, la VR per eccellenza è l’immaginazione, tipicamente associata alla lettura dei racconti. A sublimare la sua visione è stata infatti la scrittrice Isabella Santacroce, che ha registrato un voiceover per il video della collezione Magliano SS21.

3) La moda sbarca su Twitch: il live di Burberry

Se non sai cos’è Twitch, significa che in questo 2020 hai vissuto fuori dal mondo. La piattaforma, da nicchia per gamer e streamer, proprio quest’anno è sfociata nella dimensione mainstream, ottenendo un riconoscimento internazionale e intergenerazionale. Per questo Riccardo Tisci (neopremiato ai Fashion Awards 2020) ha deciso di trasmettere la sfilata Burberry SS21 su questa piattaforma, creando una sovrapposizione mediale su più fronti.

4) Lo “Show-in-a-Box” di Loewe

Quando si parla di progetti analogici del 2020, il riferimento è ovviamente lo Show-in-a-Box di Loewe. Ispirato dall’opera Museum in a Box di Duchamp, JW Anderson ha incapsulato l’intera collezione Loewe SS21 all’interno di—sì, l’avevate già capito—niente meno che una scatola. Un’esperienza sensoriale integrata da una serie di azioni virtuali che ha reso questo uno dei progetti più intriganti della stagione.

5) 12h di live: Gucci Epilogue

Re indiscusso degli eventi sperimentali, Alessandro Michele ha dimostrato che non esiste limite (virtuale o reale) che la moda non possa oltrepassare. Ci riferiamo a Gucci Epilogue: una sfilata espansa, una collezione esplosa, 12 ore ininterrotte di live i cui protagonisti, modelle e modelli erano niente meno che le persone del team degli uffici stile Gucci.

6) “Canvas”, la nuova esperienza d’acquisto SUNNEI

Canvas, tela bianca, un nuovo inizio sotto forma di rendering 3D. Ecco che cos’è stata questa collezione per l’universo SUNNEI. La piattaforma virtuale ha infatti permesso ai buyer di realizzare la propria collezione attraverso cinque step di customizzazione dei capi, manipolandoli digitalmente e da remoto. Un esperimento che vuole essere continuativo e che intende sovvertire lo status quo dell’esperienza d’acquisto.

7) Valentino e il suo ritorno a Milano

Se c’è un brand che da anni sembra vivere di un’energia propria, inesauribile e costante, questo è Valentino. Tra campagne innovativeazioni benefiche e di sensibilizzazione e collaborazioni con artisti di spicco, il marchio romano ha dato prova non solo di essere un colosso della moda, ma anche un’azienda attenta e cosciente, che ha saputo navigare quest’anno difficile con coraggio e destrezza. E proprio nei giorni più bui della pandemia, quando la moda faceva fatica a ritrovare il Nord sulla bussola e continuava a perdersi nel bosco del distanziamento sociale, Valentino ha annunciato che avrebbe sfilato a Milano, e non a Parigi come di consueto, dando un segnale di speranza e fiducia nel settore della moda di cui avevamo tutti un disperato bisogno.

8) Viktor & Rolf e le Emoji Haute Couture

Intitolata Change, questa collezione ha voluto raccontare le escalation di sentimenti ed emozioni che abbiamo vissuto durante l’ascesa della pandemia. Narrato da Mika, con una voce da presentatore d’altri tempi, il video riprende i look passo a passo, creando un cortocircuito tra le sfilate dei salotti degli anni '20 e un'estetica ultra contemporanea e sfacciatamente ironica. Trovi la sfilata nel link qui sotto, insieme ad altre perle delle ultime Fashion Week.

9) La tecnologia come estensione di sé: la prima collezione co-ed Prada

Cosa poteva essere la prima collezione Prada co-ed di Raf Simons e Miuccia Prada, se non un successo? Un livestream pulito e diretto, un ambiente ovattato, totem di videocamere e TV che proiettavano i nomi delle modelle, nessuna delle quali aveva mai camminato in passerella prima. Il focus era interamente diretto sui capi della collezione e i volti che li indossavano.

10) Il documentario di Margiela Artisanal 

Ci voleva il 2020 per creare un progetto così iconico: un documentario di 50 minuti girato da Nick Knight per Maison Margiela con l’utilizzo di Go Pro e droni. Questo viaggio attraverso i dietro le quinte della collezione dispiega le metodologie progettuali del direttore creativo John Galliano e del suo team, in stile famiglia allargata, composto da designer, muse e vari contributor connessi da remoto. Lo trovi al link qui sotto, insieme ad altre “sfilate” fuori dal comune.

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Crediti

Testo di Carolina Davalli

E se ti mancano ancora le sfilate dal vivo, allora ripercorri quelle che hanno definito i 2010s:

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