5 videoclip per convincervi ad andare al Guarimba Festival

I mesi scorsi sono stati una strage di festival, ma pian piano sembra qualcosa si stia muovendo.

di Benedetta Pini
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21 luglio 2020, 1:50pm

Still dal videoclip "Hana Mash Hu Al Yaman"

Come sappiamo bene, i mesi scorsi sono stati letteralmente una strage di festival: ne sono saltati a decine in tutto il mondo a partire da fine febbraio, mietendo vittime in ogni ambito, dal teatro alla musica, dalla performance al cinema. Altra cosa che sappiamo bene, purtroppo, è che il settore culturale in Italia è in crisi da parecchi anni, e l'ironia della sorte ha voluto che quel flebile barlume di luce che sembrava finalmente riaccendersi tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020 sia stato spento da una particella invisibile a occhio nudo che ha messo in ginocchio il mondo intero. Insomma, è proprio il caso di dirlo: non ci voleva, e non adesso. A venire particolarmente danneggiati, fino a prendere la decisione di annullare, rimandare o persino chiudere definitivamente, sono statii festival di febbraio e marzo - come il SeeYouSound di Torino -, trascinati in un turbinio di panico, paura ed emergenze sanitarie, economiche e culturali in cui non si capiva assolutamente nulla, se non che la priorità in quel momento era chiudere tutto, assicurare il distanziamento sociale ed evitare il collasso delle strutture ospedaliere.

Quando poi è scattato il lockdown, tutte queste iniziative si sono trovate di fronte a un bivio: rinunciare o passare online? Scelta che ha sollevato una questione che aleggiava da anni nel settore cinematografico, ma era sempre stato un po' messo da parte: in che modo sfruttare le potenzialità del digitale per implementare e aggiornare il settore? Riflettendoci durante la quarantena, avevamo deciso di confrontarci con le figure della filiera indipendente italiana, arrivando a qualche conclusione in questo articolo. Ma i festival rappresentano un caso particolare ed emblematico all'interno del dibattito, in quanto trovano la propria ragione di esistere nella presenza dal vivo delle persone, nella capacità di raggruppare una comunità di appassionati e addetti ai lavori nello stesso luogo e stimolare così lo scambio reciproco tra visioni, competenze, idee e criticità.

Per questo motivo, la scelta di trasferire il festival interamente online è stata parecchio sofferta, e sempre, rigorosamente accompagnata dalla postilla che si è trattato di una circostanza assolutamente eccezionale e d'emergenza, con la decisa intenzione a non replicare il format l'anno successivo. Altrettanto coraggiosa, la scelta radicale: o dal vivo o niente, aspettando magari che la situazione migliorasse. E così è stato per La Guarimba International Film Festival, che quest'anno si farà! "Abbiamo da subito rifiutato l’idea di un festival online. Un festival non è un posto dove si vedono i film e basta. È un luogo di incontro, un rito pagano che ha bisogno della nostra presenza fisica. [...] perché noi siamo, prima di ogni cosa, una comunità che si ritrova ogni anno ad Amantea con la missione di riportare il cinema alla gente e la gente al cinema." dichiara l'ideatore del festival Giulio Vita. "Ci troviamo in un mondo nuovo, impaurito e arrabbiato. Tutti abbiamo paura, ma il coraggio sta proprio nel fare le cose anche quando hai paura," aggiunge. "Continueremo a veicolare la cultura e promuovere valori di democrazia partecipativa, integrazione e accessibilità. Crediamo che sia questo il ruolo della Guarimba sul territorio."

Certo, le norme sanitarie in vigore renderanno questa edizione diversa dalle altre, impedendo tutte quelle attività in presenza che avrebbero comportato un assembramento, come wokshop, talk, masterclass e laboratori. Ma non sono state cancellate, sono passate online e diffuse a partire dal 6 giugno: ecco che emerge il modo in cui virtuale e reale possono interagire in una prospettiva virtuosa, utilizzando il primo come un potenziamento del secondo. Queste 5 webinar, infatti, hanno permesso al festival di essere presente in modo capillare a livello geografico, superando i limiti fisici, ma anche a livello temporale, espandendo virtualmente la durata del festival.

Grazie allo straordinario piano di finanziamento messo in atto dagli organizzatori, non è stato operato alcun taglio allo staff interno né alla selezione dei film e alla qualità delle proiezioni, che rimangono il fulcro dell'iniziativa - tra cui il nuovo cortometraggio di Spike Lee!. Quindi, segnatevi in calendario le date: dal 7 al 12 agosto, ad Amantea (CS), in Calabria. E se proprio non riuscirete ad andarci, abbiamo selezionato cinque video clip dalla sezione Video Musicali, nata nel 2016 per dare dignità a questa forma narrativa, da sempre sottovalutata all’interno dell’industria dell’audiovisivo e presente in un numero ancora limitatissimo di festival.

A-WA - Hana Mash Hu Al Yaman, video di Omer Ben-David (Israele)

Lucky Chops - Traveller, video di Raman Djafari & Daniel Almagor (Germania)

Sam Tudor - Joseph in the Bathroom, video di Lucas Hrubizna (Canada)

Black Pumas - Colors, video di Kristian Mercado (USA)

Makai - Missed, video di Marco Santi (Italia)

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Crediti

Testo di Benedetta Pini
Immagine: still da YouTube

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