10 libri per capire meglio cosa sta succedendo nel mondo, e perché

Ci sono tanti modi per combattere il razzismo e diventare dei veri alleati. Uno di questi sembra banale, ma rimane tra i più efficaci: leggere.

di Asta Diabatè
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12 giugno 2020, 10:26am

Foto di Wassim Mechergui via Unsplash 

Nelle ultime due settimane sembra essere successo di tutto, ma soprattutto sembra che il mondo intero si sia finalmente unito nella lotta al razzismo. Manifestazioni e proteste hanno interessato gran parte del globo, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, passando per piazze Italiane, tra cui anche Milano, e tanti altri paesi. Per avere un'idea visiva della pervasività del fenomeno, vi consigliamo di dare un'occhiata a questa mappa.

La morte di George Floyd del 25 maggio 2020 ha portato a galla un agglomerato di rabbia repressa da troppo tempo. E ora non possiamo tornare indietro. È il momento di ammettere che il mondo ha un problema e lavorare tutti insieme per superarlo. Il problema del mondo si chiama razzismo e ciascuno di noi deve fare la propria parte per smantellarlo, indipendentemente da chi siamo, da dove veniamo e di che colore è la nostra pelle.

Nel nostro articolo Guida all'antirazzismo dall’A alla Z abbiamo individuato e analizzato gli avvenimenti, le figure storiche e i concetti base necessari a diventare antirazzisti, perché essere solo non razzisti non basta più. Ma l’Educate Yourself non finisce qui: se vogliamo rendere il mondo un posto migliore, ovvero un posto in cui non esiste più il concetto di razza e ogni singolo essere umano ha eguali diritti, abbiamo il dovere di continuare a leggere, studiare e informarci. Ed eccovi una lista di 10 libri da cui partire.

1) Pelle Nera, Maschere Bianche di Frantz Fanon (1952)

Il saggio parte da un quesito cruciale: qual è l'impatto che hanno avuto sulla nostra società il colonialismo e il mito della superiorità bianca? Fanon trova le risposte attraverso un'analisi psicanalitica della mente dei personaggi: un uomo della Martinica che si trasferisce in Francia, rigetta il Creolo e parla solo francese; una donna nera attratta dall’uomo bianco solo in quanto tale e tormentata dalle esperienze subite, che deve fare i conti con il trauma psicologico che deriva dal trovarsi in una società bianca, in cui l’essere nero viene associato all’essere sbagliato e cattivo.

Secondo Fanon, da tutto questo deriva il complesso di inferiorità dell'oppresso, ovvero le microaggressioni che gli ricordano costantemente di stare al suo posto, le ostracizzazioni, la tendenza a minimizzare i propri successi e anche i traumi. Il libro inizia proprio con una citazione di Aimé Cesaire tratta da Discorso sul Colonialismo: “Io parlo di milioni di uomini a cui è stato inculcata sapientemente la paura, il complesso di inferiorità, il tremore, l’inginocchiamento, la disperazione, la servitù.” [traduzione dell'autrice].

Questo libro non è privo di controversie, ed è stato tacciato di maschilismo per il modo in cui ritrae le donne, ma è una lettura che vale la pena affrontare per il modo in cui analizza la questione razzismo da un punto di vista diverso dalle pubblicazioni più mainstream e per l'intento di aiutare l’uomo e la donna nera a emanciparsi dai bias inculcati dal colonialismo nelle loro comunità, ed essere così finalmente liberi.

2) Autobiografia di Malcom X, di Malcom X e Alex Hayley (1965)

Chi era Malcom X? L’attivista e uomo religioso, adorato da alcuni e odiato da altri, si racconta, con l’aiuto di un giornalista che concluse l’opera da solo dopo il suo assassinio. Sfogliando le pagine del libro veniamo a conoscenza della vita di Malcom X, nato all’anagrafe Malcom Little. Trascorre l’infanzia nei ghetti di Omaha, finisce in prigione, si converte all’Islam e si unisce all’organizzazione afroamericana militante “Nation of Islam”. Dal libro emerge anche il suo pensiero, improntato sulla scelta di rispondere all’oppressione dei neri con qualsiasi mezzo necessario, inclusa la violenza, ponendosi in netta opposizione rispetto al messaggio pacifista di Martin Luther King. Questa lettura offre uno sguardo su una corrente di pensiero diversa dalle solite nella lotta contro il razzismo, diversa da quella di cui sentiamo parlare con elogi da parte dei media: la violenza come unico strumento per rispondere alla violenza razzista.

3) Il bianco e il nero, di Malorie Blackman (2011)

A volte il modo migliore per capire l’altro non è immedesimarsi nella sua, ma pensare a una realtà alternativa, magari distopica, ed è proprio questo che fa Il bianco e il nero. Primo di una trilogia di romanzi adolescenziali, questo libro racconta di un mondo ribaltato in cui non sono i neri a subire il razzismo, bensì i bianchi, in una società che prima li ha resi schiavi e ora li segrega per mantenere il controllo su di loro e consolidare la propria supremazia, chiamandoli "i nulli". Fanno i lavori più umili, frequentano le scuole peggiori. I neri, chiamati invece "Cross", frequentano le scuole migliori, occupano le posizioni di rilievo nella società e sono i più facoltosi. Questo è il contesto in cui vivono Sephy, una Cross e figlia di un politico, e Callum, un nullo figlio della domestica della famiglia della protagonista. Due amici di infanzia che finiscono per innamorarsi in un mondo che non vede di buon occhio l’unione tra i neri e bianchi, e finiscono immischiati in vicende molto più grandi di loro. Ci fermiamo per non spoilerare tutto. Ma quando vedete episodi che vi fanno inca***re per mancanza di empatia, questo libro vi suggerisce risposte utili e taglienti da usare in queste situazioni.

4) Quel che resta dell'impero: la cultura coloniale dell'Italia, a cura di Valeria Deplano e Alessandro Pes (2014)

Dopo l'Unità d'Italia, il paese si mise in testa di voler a tutti costi emulare gli altri stati europei. I francesi, gli spagnoli, i britannici, i tedeschi... tutti stavano colonizzando parti del mondo. L’Italia decide di non essere da meno, e inizia a creare il suo impero. Di questo impero si parla poco nelle scuole. Eppure c'è stato, ed è importante conoscerne la storia, le ideologie alla sua base e il lavoro che l'ha reso possibile -- tra propaganda mediatica ed educazione scolastica, che ad esempio mostrava agli allievi le tavole delle “razze” legittimandone l'esistenza. Questo volume collettivo è un’occasione per esplorare il passato coloniale Italiano e comprendere da dove derivano molti bias della società di oggi: quella mentalità ha messo radici profonde, lasciando retaggi significativi e plasmando un'Italia miope, che ha sempre rifiutato di confrontarsi con quel periodo e col successivo processo di decolonizzazione innescato da movimenti politici locali (sono state perse perchè eravamo dalla parte sbagliata nella Seconda Guerra Mondiale).

5) Razza partigiana: storia di Giorgio Marincola (1923-1945), di Carlo Costa e Lorenzo Teodonio (2015)

Ma i neri in Italia c'erano prima degli anni ‘70? Questa rientra tra le domande che le persone di colore vorrebbero non sentirsi porre più e la risposta è: sì, c’erano. La storia è quella di Giorgio Marincola, un giovane italo-somalo nato da madre somala e padre Italiano, un sottufficiale al presidio militare italiano in Somalia (allora colonia Italiana). In questa biografia Carlo Costa e Lorenzo Teodonio raccontano la sua storia, la sua decisione di abbandonare gli studi in medicina per diventare partigiano e combattere contro il fascismo e il nazismo al fianco di tanti italiani. Questa storia, di un ragazzo nero in Italia nella prima metà del Novecento, mette in discussione l’idea che molti hanno del concetto di "italianità", spesso monocromatico, rigido e limitato. Allo stesso tempo il libro offre uno scorcio della realtà che gli italiani con origini estere si trovano ad affrontare: trovarsi in bilico tra identità diverse.

6) Otto anni al potere. Una Tragedia Americana, di Ta Nehisi Coates (2017)

Con l’elezione di Barack Obama del 2008 pensavamo di avere finalmente messo almeno un piede fuori dal razzismo. Si è iniziata a intravedere la possibilità di realizzare un mondo post-razziale, in cui non ci sarebbe stato più bisogno di distinguere tra neri e bianchi, in cui l’uguaglianza e l’emancipazione sarebbero state raggiunte per davvero e per tutt*. L’elezione di Donald Trump ci ha fatto svegliare bruscamente da questo sogno. Otto anni al potere parla di questo: di chi considera gli Stati Uniti una nazione bianca, che necessita rappresentanti politici bianchi, del loro desiderio di cancellare, eleggendo Trump, i traguardi raggiunti negli anni in cui un uomo nero era il Presidente della Nazione più potente al mondo. in questa lista per sottolineare un concetto cruciale, oggi più che mai: l’idea che il razzismo è un problema di cui dobbiamo preoccuparci ancora oggi. Si tratta di una raccolta di saggi pubblicati sul The Atlantic introdotti da un'introduzione che ripercorre gli 8 anni di presidenza Obama e ricostruisce il contesto statunitense degli ultimi anni.

7) Donne, razza e classe, di Angela Davis (2018)

Pubblicato nel 1981, questo libro è la rielaborazione di un saggio scritto da Davis durante il suo anno trascorso in prigione nel 1971. Un must-read per chiunque sia interessato leggere uno dei testi pionieristici del femminismo moderno. Donna, razza e classe racconta la storia del movimento femminista in America -- dai giorni dell’abolizionismo alla lotta per il suffragio femminile e all'emancipazione della donna dalla sfera domestica. Tra storie di donne nere e riflessioni storiche e teoretiche avanzate con un approccio marxista, le pagine di questo libro ci ricordano che anche le donne nere sono donne, ma la loro esperienza è intrinsecamente legata anche alla condizione di essere nere in un mondo sistematicamente razzista, con le conseguenze emotive, economiche e sociali che ne derivano. Il movimento femminista, in quando movimento principalmente bianco e di ceto medio, ha a volte ascoltato e dimostrato solidarietà con le proprie sorelle nere e di classe operaia, ma altre volte ha completamente ignorato la diversità etnica e socio-economica, quell'intersezionalità di cui parla tanto il femminismo odierno. Vi consigliamo questo libro per spingervi a riflettere sul messaggio centrale del libro: un movimento femminista universale non potrà mai definirsi tale finché non includerà tutte le complessità delle diverse esperienze dei soggetti che ne fanno parte. Perché essere femminista significa essere antirazzista.

8) Umanità in Rivolta, di Aboubakar Soumahoro (2019)

Scritto dal sindacalista della USB Aboubakar Soumahoro, ci fa aprire gli occhi su una realtà a noi lontana e spesso ignorata: quella dei braccianti -- migranti ma anche italiani --, sono vittime del caporalato, un sistema illegale che li sfrutta, li maltratta, li paga una miseria e a volte li uccide -- a causa delle condizioni di vita disumane a cui li costringe, o per la paura che mettano a rischio il sistema stesso. Questa è la realtà di molti che arrivano in Italia noi senza documenti e senza scelte, costretti ad accettare tutto pur di non morire di fame. Il libro è un incitamento a rivoltarci, a non stare in silenzio, a dimostrare solidarietà, a lottare per i diritti dei lavoratori relegati ai margini della società e il cui sfruttamento permette al cibo di arrivare sulle nostre tavole. Tutto questo è strettamente correlato al paradigma economico italiano, che evidentemente non funziona e va ripensato dalle fondamenta.

Perché questo libro? Perché smantella la retorica del “prima gli italiani”, complice di un sistema di sfruttamento che mira ad abbassare il costo della manodopera. Perché ci rende consapevoli del nostro territorio, dal Nord fino al mezzogiorno, e delle pratiche illegali esercitate ancora oggi e che non sono così distanti dalla schiavitù. Pratiche che esistono fin dagli anni ‘80, quando mio padre arrivò in Italia e si vide costretto a lavorare come bracciante in Sicilia e in Campania per una paga misera -- ammesso che ti pagassero davvero --, minacciato dalle armi se tentavi di protestare contro il tuo sfruttamento. Ed esistono ancora tutt’ora.

9) Nanorazzismo: il corpo notturno della democrazia, di Achille Mbembe (2019)

Il razzismo è una brutta bestia, capace di evolversi e cambiare forma per rimanere ancorato nella società. Ma c'è, anche se silente. Per comprendere qual è la sua forma odierna, vi consigliamo di leggere questo libro: "Il nanorazzismo è il razzismo fatto cultura e respiro, nella sua banalità e nella sua capacità d’infiltrarsi nei pori e nelle vene della società, nell’ora dell’ammaliamento di massa." Achille Mbembe riflette sul nanorazzismo, su come ha messo radici nell'ostilità e nella sopraffazione ereditate dal colonialismo, su come si manifesta nella narrazione retorica dell’altro come nemico che minaccia il nostro stile di vita, sul desiderio di costruire muri e creare barriere per proteggerci da quello che vediamo in un'ottica distorta come un male. Il nanorazzismo vuole fare male, vuole essere violento, vuole essere cattivo e vuole stigmatizzare l’altro. Emerge spaventoso da frasi come “Vogliono anche le nostre poltrone” o “Tutti a casa loro”, dal razzismo dei tifosi negli stadi di calcio, dall’ufficiale delle forze dell’ordine che ti ferma, ti chiede quale lavoro fai e se hai il permesso di soggiorno anche se sulla carta d’identità c'è scritto che sei cittadino/a Italiano/a. Questo libro spiega alla perfezione con che cosa si ha a che fare quando si parla di razzismo - , soprattutto in Europa.

10) La linea del colore, di Igiaba Scego (2020)

Cosa significava essere una donna nera in Italia nell'Ottocento? E cosa significa esserlo oggi? In questo romanzo storico, Igiaba Scego affronta in parallelo le due dimensioni: da una parte la storia di Lafanu Brown, pittrice afroamericana che vive ormai da anni nella Roma dell’Ottocento; dall'altra la storia di Leila, una ragazza del 21esimo secolo che vuole riportare alla luce la figura di Lafanu Brown, e di Binti, sua cugina, in fuga insieme dalla Somalia.

Il libro si apre con una scena in cui Lafanu, in quanto nera, si trova attaccata da una folla in preda alla rabbia per l’uccisione dei soldati presenti sul territorio per espandere l'impero coloniale italiano. Ma qualcuno le dà una mano a mettersi in salvo. Un attacco in medias res abbastanza brusco, che ricorda tuttavia i gesti razzisti e violenti di cui si è letto e si legge tutt'oggi nei giornali--viene subito in mente la scritta n* m**** incisa nell'estate 2019 sull’auto di Andi Nganso, un medico della Croce Rossa.

Questo libro merita una lettura non solo per la sua capacità di intrecciare passato e presente, ma anche per la volontà di Scego di affrontare il tema della libertà di spostamento, oggi riservata solo a coloro che possiedono passaporti "forti", mentre chi ha passaporti "deboli" deve mettere a repentaglio la propria vita per godere di quello che, sulla carta, è un diritto universale.

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Crediti

Testo di Asta Diabaté
Immagine in copertina di Wassim Mechergui via Unsplash

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