La spensieratezza di questi gioielli è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per l'estate

Non serve prendersi sul serio per creare gioielli che tutti vogliono indossare, anzi.

di Giorgia Imbrenda
|
16 luglio 2020, 10:40am

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Bea Bongiasca, una giovane jewellery designer che, dopo gli studi a Londra, è tornata in Italia per fondare il suo brand di gioielli e aprire il suo primo negozio.

I lavori di Bea Bongiasca sono fortemente influenzati dalla cultura asiatica e dall'estetica kawaii, che la designer amalgama senza apparente sforzo alla sua visione spensierata del mondo, per creare infine un linguaggio estetico unico e contemporaneo. I suoi gioielli spiccano per le loro forme eccentriche e per l'uso dei colori a contrasto, trasmettendo senza bisogno di parole un messaggio positivo e leggero. Come a dire: non è il caso di prendersi troppo sul serio. Da quando abbiamo scoperto i suoi gioielli non ce li siamo più tolti dalla testa, o meglio, dalle mani e dalle orecchie, così abbiamo deciso di contattarla e farci raccontare tutto di lei, della sua storia e del suo brand.

intervista-designer-jewellery-bea-bongiasca-rebel-label

Ciao! Raccontami di te, chi sei, da dove vieni e qual è stata la tua formazione.
Ciao! Sono Bea Bongiasca, ho 29 anni e sono di Milano. Ho studiato alla Central Saint Martins a Londra, iniziando con un percorso di studi artistici generici, il cosiddetto anno zero, pensato per dare la possibilità agli studenti di valutare le diverse discipline per scegliere con criterio quale macro indirizzo andare ad approfondire negli anni successivi. Inizialmente, ero indecisa tra scultura e design del gioiello, poi però mi sono orientata definitivamente sul jewellery design, perché lo trovo un lavoro più manuale e concreto, che ti permette di sperimentare molto.

Com'è nata l'idea di fondare un brand tutto tuo?
A un certo punto mi sono trovata di fronte a un bivio fondare il mio marchio oppure fare altre esperienze lavorando per altri. È stato difficile scegliere. Alla fine ho deciso di creare subito il mio brand, seguendo quello che è da sempre il mio sogno, e provare a realizzarlo da giovanissima, così da avere la tranquillità di potermi concedere anche un margine di errori durante il percorso. Mi sembrava la scelta migliore rispetto al lavorare per altri, assumendone l’impronta e perdendo un po’ del mio stile.

intervista-designer-jewellery-bea-bongiasca-rebel-label

Qual è il tuo processo creativo?
Le idee maturano nella mia mente per mesi, prima di iniziare a disegnare una collezione passa molto tempo. Inizio con qualche piccola bozza, che è susseguita da molte altre, prima di arrivare a definire la collezione. L’ultimo mio lavoro, You’re So Vine, è ad esempio ispirato alla mia altra creazione Floricultural: è come se i viticci ("vine") smaltati e colorati avessero “contaminato” la collezione precedente, ed è stata un’evoluzione naturale.

In che modo il tuo stile personale influenza il design dei tuoi gioielli?
L’ispirazione delle mie collezioni nasce dal fascino che hanno sempre esercitato su di me i viaggi in Asia e Medio Oriente e quella cultura in generale. Ho sempre considerato il mondo della gioielleria come una forma d’arte, dunque il concetto alla base di una collezione è l’aspetto fondamentale del mio processo di design. Ciascun pezzo è come se fosse un microcosmo immaginario in cui ciascuno può immergersi.

Da cosa deriva il tuo amore per la cultura kawaii e l'Asia? E in che modo dialoga con la tua cultura di appartenenza?
Ho conosciuto l’Asia durante un viaggio, e me ne sono profondamente innamorata. La cultura orientale mi ha subito affascinata, così al ritorno ho cercato di mixarla alla mia, mantenendo le specificità di ciascuna. No Rice No Life, la mia prima collezione, rappresenta l’unione ideale tra i simboli della cultura asiatica e quelli della cultura occidentale; simboli che nei miei gioielli si incontrano e creano un legame perfetto. Nello specifico, la collezione esplora tutto ciò che è considerato prezioso dalle due differenti visioni: il riso è una delle più importanti risorse nella cultura orientale e rappresenta la vita; le perle, invece, sono sempre state considerate sinonimo di benessere e di elevato status sociale nei paesi occidentali.

intervista-designer-jewellery-bea-bongiasca-rebel-label

Quanto conta per te l'artigianalità e il Made in Italy?
Quando ho fondato il mio brand ho deciso rivolgermi a una fabbrica di gioielli di Pesaro, che è tuttora la mia attuale sede produttiva. Credo fortemente nel Made in Italy: l’Italia è un paese centrale nel mondo del design del gioiello. Creare i propri pezzi qui dona un valore aggiunto in più alle collezioni, garantendo competenza e qualità.

Se dovessi scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero? E in quale ristorante li porteresti?
Ettore Sottsass in Terrazza Triennale – anche se purtroppo è mancato, mi sarebbe piaciuto molto avere l’opportunità di parlare con lui. Rihanna (Fenty) per un pranzo in riva al mare alle Barbados. Christopher Kane da EXIT a Milano – il ristorante è molto ricercato, proprio come il suo concetto moda.

Come hai sviluppato la comunicazione del brand?
Dopo aver fondato il marchio, ho presentato la mia prima collezione durante la Milano Fashion Week 2014; quindi sono partita puntando su un evento dal vivo, piuttosto che sui social. A questa presentazione è seguito un lungo periodo di naturale assestamento, evoluzione e maturazione della nostra comunicazione, espandendola su alti canali. Ma il punto fondamentale del brand è quello di rimanere sempre fedeli alla nostra estetica e al nostro messaggio.

intervista-designer-jewellery-bea-bongiasca-rebel-label

Quanto conta Instagram nella promozione del tuo brand?
Di pari passo con l’evoluzione del brand, Instagram è stato sempre più fondamentale per aumentare il mio bacino d'utenza. Credo che tutto si basi sul passaparola e la condivisione, soprattutto su Instagram. Come tanti altri marchi, abbiamo un profilo che curiamo con molta attenzione. Cerchiamo di mostrare non solo i nostri gioielli ma anche le inspirazioni, i diversi modi di indossarli, le nostre novità. L’interazione con i follower è fondamentale per noi: ci sono persone che ci scrivono tutti i giorni per fare domande sui prodotti, ci taggano nelle foto in cui li indossano e commentano dicendoci quello che vorrebbero. Credo che nel mio lavoro i social network siano fondamentali, e soprattutto Instagram, che permette di strutturare il profilo come se fosse una sorta di catalogo online interattivo e sempre aggiornato.

Cosa c'è nel futuro del tuo brand? E dove ti vedi tra 5 anni?
È da poco che ho smesso di rispondere a questa dicendo che presto aprirò una boutique monomarca, perché è successo davvero. Dopo l’esperienza all’interno de La Rinascente Milano con due Pop-Up Store a settembre 2018 e maggio 2019, ho deciso di aprire il mio primo punto vendita diretto del brand in Italia, a Milano, in Via Solferino 25. Lo spazio è stato ideato da Locatelli Partners, e rappresenta alla perfezione le caratteristiche del brand: una boutique colorata, pop e kawaii, dove il rosa è il colore predominante. Per il futuro, spero di continuare a espandermi in altre città.

intervista-designer-jewellery-bea-bongiasca-rebel-label

Segui i-D su Instagram e Facebook

Leggi anche:

Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Immagini su gentile concessione dell'ufficio stampa Bea Bongiasca

Tagged:
Μόδα
gioielli
jewellery design
designer emergenti
Bea Bongiasca