Fotografia di Buck Ellison © Buck Ellison 2020 courtesy Loose Joints

Dentro le vite segrete dei ricchi, schifosamente ricchi, bianchi d'America

Come entrare nel backstage di "The O.C.", peccato che sia tutto vero.

di Ryan White
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19 maggio 2020, 8:54am

Fotografia di Buck Ellison © Buck Ellison 2020 courtesy Loose Joints

Nato a San Francisco e basato a Los Angeles, Buck Ellison ha immortalato per anni il "linguaggio del benessere dei ricchi bianchi d'America" attraverso le sue foto. Se visti di sfuggita, i suoi scatti potrebbero richiamare quelli di Tina Barney. Ma se li guardate da più vicino, noterete una prospettiva totalmente diversa, e molto meno affabile. Quando si osserva la ricchezza, afferma Buck, l'importante è non concentrarsi sul concetto di "privilegio", ma interrogarsi su quei "meccanismi che preservano l'ineguaglianza". Con l'aiuto di attori e scenografi Buck ha indagato i moti interiori e nascosti di queste comunità inaccessibili, pubblicando la sua prima monografia. Si intitola Living Trust e vuole decostruire le simbologie legate alla classe sociale, andando oltre i soliti cliché. Perché ciò che sta sotto la superficie è molto più interessante.

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Untitled (Christmas Card), 2019 © Buck Ellison 2020 courtesy Loose Joints

Quali sono le storie e le comunità che ti interessa documentare col tuo lavoro?
In una società formalmente democratica ed egualitaria, risulta sempre scomodo mostrare quei meccanismi che vanno contro tutta questa retorica di facciata, preferendo mantenere intatta l'ineguaglianza sociale. Con la fotografia, che è il medium che cattura ed espone le immagini, immortalo proprio quei manierismi e quegli atteggiamenti segreti ed elitari su cui si regge lo status quo, così da decostruirli. È importante indagare come le scelte economiche, il comportamento sociale e i valori etici di questa classe gli abbiano permesso di essere completamente indifferenti nei confronti dell'ineguaglianza che li circonda. Come se non fossero parte del problema.

Scatti con di attori e dedichi grande attenzione ai dettagli delle scenografie. Vuoi descriverci la tua pratica artistica?
Prendiamo come esempio la fotografia Sunset, che ho realizzato da uno spunto autobiografico. Gli adesivi andavano molto di moda quando ero al liceo, si trattava di un modo per differenziarsi all'interno della massa omogenea degli altri studenti. Volevo scattare un'immagine che esprimesse quel bisogno e trasmettesse l'importanza di quel gesto, in quanto rappresenta il momento in cui l'identità prende forma. Inoltre ero attratto dalla profanazione della carrozzeria di una macchina costosa e ben verniciata appiccicandoci sopra sticker brutti.

Così ho individuato una location, ho scelto i modelli e fatto davvero molta ricerca prima di trovare l'adesivo (Patagonia, The North Face e Save Tibet) e i vestiti (camicie Ralph Lauren, una canottiera Red Stripe, un anello dalla Tailandia) adatti. Tutti questi dettagli possono sembrare triviali, ma in un microcosmo dove il benessere e il progresso vanno di pari passo e i ragazzini odiano il capitalismo ma non sanno neanche bene perché, creano delle associazioni significative. Se lo status symbol si manifesta solitamente attraverso oggetti materiali evidenti -- come l'automobile --, spesso molti di questi ragazzi esprimono la loro posizione di classe attraverso simboli culturali -- come gli adesivi -- che rimandano a un determinato sistema di valori.

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Every Good Boy Does Fine, 2009 © Buck Ellison 2020 courtesy Loose Joints

Il tuo nuovo progetto Living Trust esplora “come la ricchezza, il privilegio e l'essere bianchi siano pubblicamente supportati in America.” Cosa ti ha spinto a questa riflessione?
Gli Stati Uniti si vantano di essere un luogo in cui tutti sono uguali, anche in un momento storico in cui l'ineguaglianza è palese e dilagante. Ma quando critichiamo le persone ricche per come spendono i loro soldi, se lavorano oppure non fanno nulla, se danno soldi in beneficenza oppure li tengono per sé non c'entriamo il punto. Giudicare come qualcuno vive il proprio privilegio implica che ci dovrebbe essere un modo giusto e uno sbagliato per farlo. Ma non è così. Penso quindi che "privilegio" sia una parola davvero frustrante, perché distoglie dal vero problema della questione: le istituzioni e le dinamiche sociali che preservano questa ineguaglianza.

Come si trasla tutto questo nel tuo lavoro?
Le persone mi dicono che di fronte alle mie foto provano un misto di attrazione e repulsione nei confronti dei soggetti. Si tratta di qualcosa che vuoi vedere, e poi ti senti in colpa per averla vista. È un sentimento scomodo. Di fronte alla ricchezza estrema ci si sente allo stesso modo: permette a tanta bellezza di esistere, e questo è indiscutibile. Ma molti dei sistemi che innescano e preservano questo sistema sono oggettivamente discutibili.

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Husbands, 2014 © Buck Ellison 2020 courtesy Loose Joints

Qual è il tuo rapporto con le “comode, bianche, famiglie borghesi” d'America?
Cerco di essere chiaro nel mio coinvolgimento, anche a livello formale nella composizione delle immagini. Non potrei criticare un ambiente se vi non fossi nato e cresciuto. Ad esempio conosco benissimo le frasi che si direbbero in un determinato contesto, del tipo: "Si sta occupando dei suoi problemi di salute in questo momento” oppure “Sta prendendo un anno sabbatico per concentrarsi a imparare a suonare il bongo.” Ed è questa mentalità che la mia fotografia vuole indagare.

Cosa possiamo imparare da questo sguardo sull'America?
Dal report di Forbes emerge che le 400 persone più ricche degli Stati Uniti sono più ricche del 45% di quanto non lo fossero nel 2007, mentre la maggior parte degli americani non è ancora risollevati dalla crisi del 2008. Globalmente, l'1% della popolazione del mondo controlla il 50% della ricchezza totale. Questi numeri sono terrificanti. Il giudizio morale degli individui ricchi è soltanto fumo negli occhi, una distrazione, quando la ricchezza si sta concentrando sempre più nelle mani di pochi a un ritmo impressionante. Come ha affermato Dorian Warren, un professore di scienze politiche alla Columbia, “dobbiamo capire cosa sta succedendo in cima.” Per questo sento l'urgenza di studiare questo gruppo sociale e di condividere la mia indagine con quante più persone possibile.

"Living Trust" di Buck Ellison è stato pubblicato da Loose Joints ed è disponibile qui.

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Strenuous Life, 2013 © Buck Ellison 2020 courtesy Loose Joints
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Dick, Dan, Doug, The Everglades Club, Palm Beach, Florida 1990, 2019 © Buck Ellison 2020 courtesy Loose Joints
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Sierra, Routine di Ginnastica, 2015 © Buck Ellison 2020 courtesy Loose Joints
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Hotchkiss v. Taft #1, 2017 © Buck Ellison 2020 courtesy Loose Joints
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Dick e Betsy, The Ritz Carlton, Dallas, Texas, 1984, 2019 © Buck Ellison 2020 courtesy Loose Joints
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Upper School Greenhouse, Marin Country Day School, Tiburon, California, 2017 © Buck Ellison 2020 courtesy Loose Joints

Crediti


Immagini su gentile concessione di Loose Joints

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

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