Abbiamo chiesto a cinque BMX rider e skater com'è essere un atleta urbano a Milano

Milano non è solo la città della moda o della comunicazione, è anche la città dove una panchina può diventare un trick.

di Benedetta Pini
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23 gennaio 2020, 5:26pm

Milano è tante cose. È la città della moda, è il luogo in cui l’arte contemporanea all’avanguardia nasce e trova spazio per svilupparsi, è un punto di riferimento per il teatro, ma anche per la grafica e le nuove tecnologie. In questo momento storico Milano è il place to be. Potremmo dire che è una città piattaforma: è un luogo che offre un numero indefinito di possibilità da scoprire, sfruttare e plasmare per costruire la propria dimensione, che va a intersecarsi a tutte le altre con cui convive. In questa compenetrazione di visioni e direzioni, c’è chi corre da un meeting all’altro, chi parla nervosamente con gli auricolari nelle orecchie, chi si aliena senza togliersi mai le cuffie, chi non si perde un vernissage, chi vive di aperitivo in aperitivo, e l’elenco di tipologie umane potrebbe continuare all’infinito...

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Ma c’è una dimensione che va oltre tutte: quella dell’atleta urbano. Si muove nella città con un mezzo che è anche il suo sport, indossa un paio di Blazer per sentirsi al sicuro, comodo e cool allo stesso tempo e vede Milano come nessun altro. “Per muovermi e raggiungere gli spot sfrutto molto i mezzi urbani.” spiega Nosy (BMX rider e aspirante tatuatore). “Milano è perfetta sotto questo aspetto: ti puoi spostare dove vuoi e come vuoi, in una sola giornata riesci a vivere molti posti. Mi piace spostarmi per la città, passare tra le macchine, fare casino in strada.” Skater e BMX rider sono infatti gli atleti urbani per eccellenza, che vivono Milano come il parco giochi della loro crew. “Milano è un po’ come un grande giocattolo che ti fa perdere tra vie, viette, persone, negozi”, dice Raffa (skater). “Mi piace il caos, e a Milano ce n’è molto. Amo parlare con le persone, e andare in giro con un mezzo poco comune ti permette di fare tanti incontri.” Per capire meglio cosa vuol dire tutto questo, abbiamo trascorso qualche giornata con loro e ci siamo inoltrati in questa questa Milano "altra" di cui ci hanno parlato. Ve lo raccontiamo con questo video:

Per gli atleti urbani la città è come un immenso parco giochi a un passo da casa, strutturato seguendo una mappatura ideale di quelli che sono i punti di riferimento della loro crew. Ce lo ha raccontato proprio Obei Obei (skater): “Quando inizi ad andare in uno skatepark tutti i giorni perché sei completamente infottato, si crea una vera e propria community: ci si ritrova lì e poi si va in missione per skateare in giro. Ed è qualcosa di indescrivibile.” Per stringere ancora di più questo legame, il gruppo di urban athlete si unisce al collettivo Veloceinthestreets, una piattaforma per connettere tutti gli atleti che vivono la città in costante movimento.

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Le crew di atleti urbani si muove tra Gae Aulenti, Paolo Sarpi, Corso Como, Portello e Buenos Aires alla ricerca di nuovi spot, e che sia quello giusto o meno poco importa, perché ciò che conta è continuare a provare, e lo conferma Nosy: “Uno spot non deve necessariamente avere una caratteristica specifica. A volte capita di trovarlo quando non te lo aspetti, semplicemente spostandoti da un luogo all’altro. Ti basta vedere qualcosa per strada che ti fa venire un’idea, e puoi viverla.” Si tratta di una capacità di visione che solo un atleta urbano può avere.

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Come ci ha raccontato anche Perronzzz (BMX rider): “Per me è normale andare in giro guardandomi sempre intorno, perché dove tu vedi una panchina io ci vedo un trick. Quando trovo uno luogo che potrebbe diventare uno spot, faccio una foto e poi cerco di ritrovarlo su Google Maps. Ho persino amici che usano direttamente la street view per individuare nuovi spot.” spiega Perronzzz. Il loro è anche un modo completamente atipico di apprezzare la città: “Inizi a vedere in modo diverso l’architettura: se qualcuno vede una panchina fatta in un certo modo, pensa semplicemente che è una panchina, per me invece può avere un dettaglio che la fa diventare perfetta da skateare, e allora cambia nettamente, diventa uno spot.”, racconta Obei Obei.

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Secondo Obei Obei “Bicocca, o lo spot perfetto, perché è lo spot più vario, multiuso. Per Raffa la sua Milano è a “Lambro, dove sono nata e dove skeato; ogni volta che ci vado rivivo quei momenti in cui continuavo a cadere per imparare i trick. A quel luogo si è aggiunto il negozio di skate, surf e snowboard di mio padre, dove trascorro la maggior parte delle mie giornate.” Perronzzz dice invece “una piazza in zona Portello: è molto grande e offre davvero tante possibilità, tra rampe, scalini, gap…”. Porta Venezia è la preferita di Dave, biker ma anche fotografo: “Per quanto riguarda il lato estetico, mi piace quella zona perché di giorno può sembrare una via qualunque, ma di notte diventa bellissima.”

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Come sottolinea Raffa, non significa che la vita dell’atleta urbano si riduca solo a questo. E lo conferma anche Nosy: “Milano è una città molto creativa, libera. Ci sono tanti artisti da cui trarre ispirazione; ti basta anche solo camminare per strada per vedere dei graffiti da cui prendere spunto.” Perché l’atleta urbano Milano non la vive semplicemente, ma si fonde nella città, “capita di attaccarmi a un taxi o un tram per andare più veloce.” racconta Dave, “Sono felicissimo di vivere a Milano perché dà possibilità in ogni ambito, quindi è facile conciliare i propri mondi, e trovare le ispirazioni.”

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“Milano offre diversi tipi di skatepark da quelli più complicati dove fare linee street alle pool, così che puoi creare il tuo stile,” ci racconta Perronzzz, e Obei Obei aggiunge che “Milano è la città con più spot e skatepark di tutta Italia, puoi skateare tutto quello che vuoi come vuoi quando vuoi”, e vale per qualsiasi tipo di sport urbano. Ecco che è arrivato il momento di sfatare finalmente l’ennesimo mito che grava sulla street culture: tra skate e BMX la faida, se c’è mai stata, è proprio finita e Milano è la città in cui queste due attitude hanno trovato un punto d’incontro, perché è una piattaforma che offre a tutti le stesse possibilità, sta poi a ognuno di noi decidere come usarla e farla propria.

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Crediti

Testo: Benedetta Pini
Video: Guglielmo Del Signore
Talent: Raffaella Braganza, Tommaso Cova, Davide Maestrutti, Luca Nosella, Luca Perrone
Fotografia: Rosario Rex Di Salvo
Creative Director: Gloria Maria Cappelletti
Executive Producer: Rosario Rex Di Salvo
Stylist: Giulia Frogioni
MUA: Camilla Oldoni
Musica: Lucky L
Post Production: Occlusion Digital Studio
Senior Project Manager: Valentina Curti
Coordinator: Benedetta Borioni
Producer Assistant: Luca Barbagallo, Julia Lellouche, Carlo Marrella