Immagini su gentile concessione di Converse

A tu per tu con Stéphane Ashpool, designer di Pigalle che ha customizzato la Pro Leather

Designer, business man e mente creativa: è con lui che Converse ha collaborato alla nuova Pro Leather, e noi lo abbiamo intervistato per saperne di più.

di Benedetta Pini e Gloria Maria Cappelletti
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21 gennaio 2020, 1:26pm

Immagini su gentile concessione di Converse

Pigalle non è solo il quartiere più famoso di Parigi, ma anche il nome di uno degli store/marchi/luoghi più rispettati ed eclettici della capitale francese. Fondato nel 2008 da Stéphane Ashpool, Pigalle è infatti un calderone culturale in cui succedono mille cose diverse, molte delle quali all'insegna dello sport. Di uno sport, anzi. E cioè il basket.

Visti i presupposti, la collaborazione tra Stéphane e Converse è quindi il coronamento del lungo percorso nell'underground parigino fatto dal designer e imprenditore (che fa parte della lista dei #BoF500). Insieme a Converse, Stéphane ha rielaborato in chiave personale (e senza dubbio molto scintillante) la nuova Pro Leather Custom in esclusiva per la Fashion Week di Parigi.

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Secondo Stéphane: "Lo sport ha il potere di muovere il mondo." Così ha deciso di incorporare tale filosofia in una sneaker che non è solo una scarpa, ma un simbolo di appartenenza, un biglietto da visita che dice chi sei, da dove vieni e qual è la tua cultura. Che, nel caso di Pigalle, Converse e Stéphane, è la court culture, cioè quell'insieme di dinamiche sociali e culturali che vanno a crearsi sul campo da basket.

E così la classica silhouette Pro Leather— una scarpa con alle spalle una storia fatta di sport, fatica e sudore, ma anche di vita di strada ed energia della nightlife—diventa la tela bianca su cui il designer ha tracciato la propria idea di stile contemporaneo, apportando migliorie nel fitting e rendendola adatta a qualunque contesto. Come è nata questa collaborazione, quali sono le sue caratteristiche a livello di design e come si lega alla storia personale di Stéphane? Ne parliamo direttamente con lui, in occasione del party di showcase della scarpa, tenutosi all'Hotel Pigalle durante Paris Fashion Week e la cui reinterpretazione di Stéphane si ispira proprio ai colori dello storico locale francese.

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Quando e dove è nata la tua passione per le sneaker?
Per me si tratta di un oggetto utile che ho iniziato a indossare sempre di più. Quando ho realizzato che per me era importante avere il giusto look anche sul campo da basket, ho iniziato a pensare a quale tipo di sneaker volessi indossare. È da qui che è nato il mio interesse.

Come definiresti il rapporto tra le collaborazioni tra brand che di sneaker e i più ampi cambiamenti culturali paralleli?
Un paio di sneaker è qualcosa che usi per camminare per strada e che di conseguenza definisce te, la tua attitudine e il tuo lifestyle. Secondo me si tratta di una parte fondamentale di ogni cultura.

Il basket ha regole molto precise, invece la creatività è un’espressione di pura libertà. Secondo te, l’idea di stile come si inserisce in questo contesto?
Il basket è movimento e libertà. Hai bisogno di sentirti a tuo agio ma anche di avere un buon look. Per questo la relazione tra sneaker e basket è così stretta: insieme fanno in modo che tu ti senta bene.

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Da che cosa tendi a trarre ispirazione? In che modo crei un ponte tra passato e futuro?
Traggo ispirazione dal mio quartiere, dai miei amici, o quando viaggio. Sono una persona impulsiva, non penso molto a quello che faccio. Vivo il presente. Adoro stare a Parigi, perché si trova esattamente sul ponte tra nord e sud, passato e presente: credo di aver trovato il giusto equilibrio tra queste componenti.

In che modo il tuo percorso nella moda, nella cultura streetwear e nella nightlife è correlato alla tua scelta di adottare lo stile Pro Leather?
La Pro Leather ha una silhouette sportiva e una fattura di grande qualità, quindi è perfetta per le passerelle, per fare party, grazie al suo groove, e per camminare per strada, ma anche sul campo da basket. Puoi fare tutte queste cose indossando la stessa scarpa e apparendo sempre cool.

Com’è stato sviluppato il processo della collaborazione con Converse?
È una collaborazione sempre amichevole. È divertente. Sono molto leali. Lavorare con Converse è sempre un piacere per me.

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Nell’era dei social media, le sottoculture sono diventate solo dei trend global?
Non puoi soffocare le emozioni. Le emozioni sono la base di tutto. Anche se diventa globale, una cultura per essere reale deve essere vissuta, sentita.

Parliamo di ciò che succede di notte… Qual è la tua visione creativa sulla vita notturna?
Per me la notte è sempre selvaggia. Con buona musica, buon jazz, insieme le persone che incarnano l’essenza di Parigi.

Sei un talento caleidoscopico. Se fossi costretto a lasciare la moda e il basket e fare qualcos’altro, cosa sarebbe e perché?
Sarei il sindaco della mia città, del mio quartiere. Continuerei ad aiutare le persone, perché è ciò che amo.

Quali sono i tuoi programmi per il 2020?
To keep it g! Viaggiare per il mondo, stare con gli amici, essere gentile verso le persone, avere uno stile di vita sano.

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Crediti

Testo di Benedetta Pini
Fotografie su gentile concessione di Converse

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