​maggie dunlap trasforma il ricamo in una potente affermazione femminista

Abbiamo incontrato l’artista per parlare della rivendicazione degli strumenti di oppressione femminile.

di i-D Staff
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10 luglio 2015, 1:40pm

Sin da quando ha visto per la prima volta il video Heart Shaped Glasses di Marilyn Manson alla tenera età di 12 anni, Maggie Dunlap sapeva che tipo di artista sarebbe diventata. Il suo lavoro è un inebriante mix di kitsch fuso con potenti affermazioni gotiche e femministe, grazie all'unione tra elementi tipici del femminino a concetti che generalmente definiremmo tabù. Attingendo alla centenaria storia delle arti decorative come strumento prettamente di genere, Maggie cerca di emancipare l'arte del ricamo dal regno domestico, reclamandola come strumento di potenziamento femminile - ad esempio con la sua serie di ricami dedicate alle maschere in lattice e altri elementi della sfera BDSM. Con Jungrfrukallan, l'intima installazione della stanza da letto di una teenager, l'artista rappresenta una visione di innocenza che si scontra inaspettatamente con il titolo del lavoro stesso, riferimento a un poema del 13esimo secolo sull'omicidio e lo stupro di una giovane donna. Diventata in men che non si dica uno degli artisti da tenere d'occhio, abbiamo incontrato Maggie in occasione della preparazione della sua prima personale che si terrà il prossimo autunno a Miami.

Che cosa stai cercando di ottenere con il tuo lavoro?
Principalmente mi rivolgo ad altre donne e ragazze; una conversazione con cui incoraggio le mie colleghe donne a estendersi, integrarsi e re-immaginarsi. Spero che il mio lavoro convalidi le esperienze delle altre donne e le faccia sentire meno sole: se riuscissi a far sentire meno alienata anche solo una ragazza, allora sarei felice.

Gran parte del tuo lavoro riguarda il tema dell'adolescenza: da dove deriva questo tuo interesse?
La teoria femminista e il tentativo di analizzare le mie stesse esperienze entro i confini della mia adolescenza sono tematiche centrali nel mio lavoro: si tratta di più che semplici teorie accademiche, è un qualcosa che influenza direttamente la mia vita quotidiana. (Purtroppo) non posso permettermi il lusso di lavorare su questi temi in astratto, sono problematiche molto concrete che hanno plasmato la mia vita.

Ci sono molti riferimenti alle mestruazioni, argomento tutt'ora tabù - diciamo, quel genere di cosa per la quale verresti bannata su Instagram. Quanto è importante che gli assorbenti e le macchie di sangue diventino parte integrante del nostro orizzonte visivo?
Credo sia importante normalizzare l'immaginario associato alle mestruazione per permettere alle ragazze di essere a proprio agio col loro corpo. Sono restia a usare termini come "accettare" o "amare": è legittimo odiare parti del corpo che ci hanno limitato quasi fino all'oppressione. Sono dell'idea che il ciclo, le macchie di sangue e gli assorbenti siano rappresentazioni visive di quel periodo di transizione nella vita di una ragazza dove capisce che il suo corpo non le appartiene.

Qual è la storia dietro Jungfrukallan?
Jungfrukallan è il titolo svedese del film di Ingmar Bergman La fontana della vergine. La storia deriva da un poema del 13esimo secolo che racconta lo stupro e l'omicidio di una giovane, e la vendetta della famiglia. Il lavoro è ispirato a questa storia, volevo creare un ambiente interamente cucito a mano dove il visitatore potesse entrare e interagire con esso come fosse un fortino di cuscini. 

Lavori spesso con il cucito e il ricamo, che cosa c'è in questi mezzi che ti affascina?
Il ricamo, il punto croce e altre forme d'arte domestica sono da sempre mestieri codificati come esclusivamente femminili. Nel corso della storia erano hobby "concessi" alle donne perchè le preparavano alla vita domestica. Relegato alla sfera femminile, non vengono considerati degni del titolo di grande arte esclusivamente per via dell'associazione di genere. Ancora oggi vediamo il ricamo e i tessuti come qualcosa che non sono abbastanza per essere arte e ci prendiamo gioco delle ragazze che ricamano i testi delle loro canzoni preferite, dicendo loro di venderli su Etsy (come qualcuno mi ha recentemente consigliato). Credo che tutto questo derivi da una misoginia profondamente interiorizzata. Odiamo lasciare un qualsiasi potere alle donne così declassiamo il loro lavoro ogni volta che ne abbiamo l'opportunità: qualcosa che non è abbastanza per essere arte = lavoretto domestico. Il mio scopo è di allinearmi con ciò che la storia chiama "lavoro da donne" spostando il suo significato verso qualcosa che deve essere visto come un mezzo per la soddisfazione femminile e l'autodeterminazione.

Pensi che il tuo lavoro potenzi le donne? In che modo?
Io spero che il mio lavoro potenzi le donne. Sto parlando ad altre donne, non al posto loro - questo è l'importante. Penso che vedere qualcosa in grado di turbarti serva in un certo senso a stimolarti. Persino vedere qualcosa con cui non si è d'accordo sia stimolante, permette di iniziare una conversazione.

Con la crescita dei collettivi femminili e sempre più artisti che cercano di ribadire il femminismo, pensi che quest'ultimo sia diventato una moda - qualcosa di cui le persone parlano o fanno arte solo perché è una cosa fica da fare?
Criticare e correggere problematiche all'interno dei movimenti è necessario, ma parlare della recente successo del femminismo tra le giovani donne come di una "moda" credo sia incredibilmente riduttivo. Il termine "moda" è quella cosa associata ai gusti frivoli e superficiali delle nuove generazione, specialmente delle ragazze, ridurre questi giovani che investono nei loro ideali che vengono definiti semplici tendenza è un altro modo per traviare questi giovani, le loro idee e le loro esperienze. Diventare istruiti su ogni argomento, specialmente sul femminismo, è un processo lungo una vita. Noi ci aspettiamo che ogni giovane donna che scopre il femminismo ne sia un'esperta e, se non lo è, allora la riduciamo a una "pessima femminista" o a un qualcuno che si limita a seguire una tendenza.

Per anni, il colore rosa e altri oggetti tipici delle giovani sono stati oggetti di mercificazione/infantilizzazione femminile eppure ora sembrano essere diventati dei mezzi per la rivendicazione femminile. Cosa ne pensi?
Rivendicare gli strumenti con cui le donne sono state oppresse è parte integrante del mio lavoro. Sono una grande sostenitrice dell'utilizzare gli strumenti che ci sono stati imposti e utilizzarli contro coloro che ce li hanno dati. Cerco di prendere queste cose e espanderne il significato.

Su cosa stai lavorando al momento? 

Sto lavorando alla mia prima mostra personale alla & Gallery, che aprirà a Miami in ottobre.

maggiedunlap.com

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