sempre la stessa adolescenza

La ​zine fotografica di Chus Antón, Ahida Agirre e Grégory Clavijo è un omaggio all'adolescenza irrequieta.

di Felicity Kinsella
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01 febbraio 2016, 1:54pm

Nell'introduzione alla zine fotografica Park Life, Jorge de Cascante scrive: "Tutto sfuma in una frazione di secondo. A 16 anni abbiamo davvero rubato la macchina a papà solo per poter guidare fino in Francia per vedere una ragazza che avevamo incontrato in un campo estivo? Probabilmente no… Ma forse." Quando sei adulto, le avventure della tua giovinezza possono sembrare solo un ricordo lontano, soprattutto se si parla di un tempo in cui non esisteva Instagram a provare che, effettivamente, sono accadute. Affascinato dall'idea di com'è diventare adulti ora rispetto a 20 anni fa, il fotografo spagnolo Chus Antón e gli amici Ahida Agirre e Grégory Clavijo hanno vagato per le strade di Londra al fine di documentare la vita di un gruppo di teenager, per poi unire tutti gli scatti in una zine in grande formato stile quotidiano. Park Life è un tributo alla vita, alla bellezza e alla frivolezza dell'adolescenza. Abbiamo parlato un po' con Chus del fascino di quest'età particolare…

Come hai iniziato a interessarti di fotografia?
Quando avevo circa 12 anni, mio papà mi ha messo tra le mani la prima macchina fotografica e io ho iniziato a fare foto delle vacanze con la famiglia. Ho frequentato la Scuola d'Arte di Oviedo, dove ho incontrato degli insegnanti fantastici che mi hanno fatto conoscere fotografi che ammiro moltissimo: Martin Parr, Bruce Davidson, William Klein, David Armstrong, Sarah Moon… Ho sempre nutrito un forte interesse per la cultura adolescenziale e pop. Ai tempi del liceo e dell'università facevo moltissime foto ai miei amici per documentare la nostra adolescenza. Il modo in cui ho realizzato Park Life non differisce molto da tutto ciò. Noi non avevamo Instagram o Facebook per conservare i nostri ricordi e questo forse è il perché gli approcci sono tanto simili. Anche la musica, le copertine dei dischi, i movimenti musicali e estetiche come il Britpop, il cinema quinqui spagnolo, il synth pop inglese e gli anni '70 hanno avuto un forte impatto sul mio lavoro. Si tratta di cose che sono anche molto vicine al mondo degli adolescenti.

Com'è nata l'idea per Park Life?
L'idea c'era da sempre. Si è palesata a Londra, nell'estate del 2015, perché ci trovavamo nello stesso luogo nello stesso periodo e c'erano i giusti presupposti per poterla concretizzare.

Perché siamo tanto affascinati dagli adolescenti e dall'adolescenza in generale?
Siamo molto affascinati da quel momento dell'esistenza in cui davvero vivi a pieno. È il periodo delle prime volte. Inizi a diventare adulto, definisci i tuoi gusti, sviluppi la tua sensibilità, ma sempre con quell'innocenza di fondo. Ricordiamo soprattutto la musica, i libri e i film che abbiamo scoperto in quell'età. L'adolescenza è come un periodo di "work in progress" per noi. È uno step decisivo che ti prepara al resto della tua vita ed è questo che lo rende tanto speciale.

Chi sono i giovani delle foto?
18 teenager, tutti di Londra, tra i 14 e i 18 anni. Agnes, Hana, Aisha, Ayanna, Finn, Amber, Felix, Charlie, Lula, Pablo, Sinead, Ophelia, Sonam, Theo, Milanka, Tommy, Ruby, and Rachel.

Cosa volete dirci dei teenager di oggi con Park Life?
Vorremmo che passasse un messaggio positivo sui giovani di oggi. I media e la società tendono generalmente a disprezzare il nuovo e celebrare il passato, perché le ultime generazioni se ne escono sempre con nuovi ideali, etiche e codici che non vengono subito compresi appieno. È sempre stato così, però. Durante la realizzazione di Park Life ci siamo resi conto di come lo spirito, il "teen spirit", sia sempre lo stesso. Ci siamo rivisti negli occhi di questi diciottenni - nelle loro conversazioni, aspettative, paure, nel modo in cui parlano, ridono e interagiscono tra loro. L'unica differenza rispetto a noi sta nei mezzi di cui si servono ora per comunicare (internet, social media…) e l'ambiente che li circonda, ma l'essenza rimane la stessa.

Che adolescenti eravate?
Ognuno di noi viveva nel proprio mondo. Veniamo da tre città diverse. Io abitavo ad Oviedo, leggevo le biografie delle mie band preferite e imparavo a memoria i testi dei Beatles. Grégory si trovava ad Arras, passava un sacco di tempo a giocare ai video games online, navigare in internet e chattare con persone di diverse nazionalità. Ahida invece viveva a Mungia, organizzava pigiama party e lei e le sue amiche si facevano foto con la webcam.

Pensate che la Generazione Z abbia perso un po' della magia dell'adolescenza che avete vissuto voi perché sono giovani che sono cresciuti online, davanti a uno schermo?
Per noi è proprio la mancanza d'esperienza che racchiude tutta la magia di quest'età. Quando sei adolescente, tutto ciò che fai è una prima volta. Non crediamo esista una relazione diretta tra l'utilizzo di internet e la perdita di quella magia. A dire il vero, siamo dell'opinione che internet sia un ottimo mezzo per sviluppare velocemente creatività, gusti personali, conoscenze e l'accettazione di se stessi. Ti permette di trovare facilmente persone con sensibilità e interessi affini. Non diremmo che la magia dell'adolescenza è scomparsa a causa di internet, piuttosto siamo dell'opinione che internet faccia sì che i trend passino di moda più rapidamente, diventando più effimeri rispetto a com'erano un tempo. La Generazione Z ha un approccio scaltro nei confronti di internet: non si limitano a bersi le informazioni che trovano online, ma sviluppano le capacità di abbracciarle e assimilarle.

Parlateci del vostro più grande atto di ribellione.
Chus: Quando ero giovane, ho rubato gran parte della mia collezione di dischi.
Grégory: Ho detto ai miei che andavo a un concerto con degli amici, quando in realtà siamo saliti in macchina e siamo andati a fare un viaggio in Olanda.
Ahida: I miei amici ed io dicevamo costantemente ai nostri genitori che dormivamo da amici, ma in realtà andavamo a feste e dormivamo per strada.

Qual'è la parte più difficile di crescere?
Non essere più giovani, vogliamo essere "forever young"!

E la parte migliore?
Diventare indipendente, vivere la vita che desideri e circondarti di persone che ti sei scelto.

Qual'è il vostro consiglio per i giovani che crescono oggi?
Di vivere a pieno quest'età, perché passa rapidamente e a breve sarà solo un ricordo. L'adolescenza non torna più, è un'età unica.

C'è una fotografia nella rivista che ha una storia particolarmente speciale per voi?
Amiamo la fotografia in cui Pablo e Lula si stanno divertendo sul treno. Si tratta di uno scatto che racchiude l'atmosfera, le vibe di Park Life e l'energia che abbiamo percepito mentre passavamo del tempo con questi ragazzi. Avevamo trascorso l'intera giornata a Brighton e Pablo aveva comprato questo pigiama blu e bianco in un negozio di beneficenza. L'ha indossato durante il ritorno a Londra. Era una cosa così "normale" per lui, arrivare alla stazione di London Bridge indossando quel pigiama. È stato molto divertente.

A coda state lavorando ora?
Stiamo lavorando alla pubblicazione di una nostra rivista personale.

@chusanton

@ahidaagirre

@petitgregory

Crediti


Testo Felicity Kinsella

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