in india si combatte la violenza domestica grazie a snapchat

Il team di Snap Councillors si sta servendo della nota app per fornire servizi di consulenza alle vittime di abusi.

di Wendy Syfret
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28 luglio 2016, 11:18am

Image via Snap Counsellors

In India in tempi recenti, i servizi sociali per l'assistenza in casi di violenza domestica hanno iniziato a riconoscere il ruolo che possono giocare i social media quando si parla di abusi, soprattutto se questi coinvolgono le donne. All'inizio di quest'anno, la campagna Climb Against Sexual Abuse ha attirato l'attenzione globale quando le vittime di abusi sessuali si sono servite dei filtri di Snapchat per nascondere il proprio volto mentre parlavano pubblicamente delle loro traumatiche esperienze. 

Nida Sheriff è la manager di Chayn India, una piattaforma online sostenuta tramite crowdsourcing pensata per le donne che in India subiscono violenze domestiche ed altre forme di oppressione. In una conversazione con i-D ha spiegato, "Nella società indiana è sconveniente parlare di abusi di ogni genere." Dato il fatto che la maggioranza dei giovani in India possiede uno smartphone, però, Chayn ha pensato di usare questo strumento per aiutare le persone a cercare il supporto che sarebbe difficile o pericoloso cercare in altre circostanze.

È questa consapevolezza dell'importanza delle piattaforme consultabili tramite cellulare che ha portato all'ideazione di Snap Councillors: un servizio che offre supporto e informazioni riguardo alla violenza domestica tramite Snapchat. L'idea è stata concepita da Rajshekar Patil, creative director nel settore della pubblicità, che ha testato una serie di progetti sociali da quando ha iniziato a interessarsi al potenziale di questa app che permette di raggiungere facilmente i soggetti più vulnerabili, soprattutto tra i giovani.

In una mail ad i-D ha spiegato, "La violenza domestica a danno degli adolescenti è un tema che non si affronta mai in India, poiché i problemi dei teenager vengono considerati più una diretta conseguenza della loro ribellione che un problema serio." Rajshekar Patil ha espresso il desiderio di utilizzare la privacy e l'onnipresenza di Snapchat per offrire servizi di consulenza e supporto agli adolescenti. 

Non avendo esperienza nel settore dell'assistenza, ha contattato Nida e Chayn per presentar loro l'idea. Insieme si sono poi rivolti ad Avani Parekh del servizio di consulenza indiano LoveDoctor per assemblare il team e trasformare il progetto in realtà. Avani ha arricchito il gruppo grazie a una decade di esperienza nella consulenza di vittime di violenza domestica e abusi sessuali e ha portato con sé un team formato di otto psicologi e consulenti.

Gli Snap Councillors realizzano snap quotidiani che contengono informazioni su temi come la salute mentale, il sesso, le relazioni e i segnali di abuso. Incoraggiano gli individui a contattarli direttamente per ricevere assistenza da Avani e l'intero team. La natura dell'app implica che questo tipo di consulenza avvenga a piccole dosi e che si cancelli automaticamente poco dopo. È un modo sicuro che rende impossibile ai genitori violenti di scoprire mail, messaggi o chiamate. 

Nida continua, "Snapchat fornisce quel senso di sicurezza che le vittime di abusi necessitano, con il vantaggio che i messaggi vengono sistematicamente cancellati dopo ogni sessione di consulenza. Questo limita notevolmente i rischi che gli autori degli abusi scoprano queste conversazioni." Spesso i cellulari delle vittime vengono monitorati dagli autori delle violenze e a tal proposito Raj afferma, "Il fatto che i messaggi si cancellino automaticamente fornisce alle vittime il coraggio necessario di esporsi e raccontare la propria storia, rassicurati dal fatto che nessuno li scoprirà. Grazie a quest'app non abbiamo bisogno di guadagnarci la fiducia dei ragazzi, poiché si sentono già a proprio agio grazie a queste premesse."

Anche se il servizio è aperto a chiunque necessiti aiuto o informazioni, il team si concentra principalmente sugli adolescenti. Nida spiega che in India termini come "violenza domestica" vengono automaticamente associati a coppie etero e sposate. È importante arrivare alla consapevolezza che anche i ragazzi e i giovani non sposati possono essere vittime di abusi in una relazione, a casa oppure per la strada. "Creare questa sorta di oasi sicura su Snapchat, una piattaforma che utilizzano ogni giorno, ha reso più semplice raggiungere le generazioni più giovani," aggiunge.

Si tratta di un pensiero che condivide anche Avani, che aggiunge: "Uscire con qualcuno o essere sessualmente attivi sono due cose che in India possono essere sinonimi di disonore, soprattutto se si parla di donne. Uscire allo scoperto può risolvere il problema dell'abuso, ma può far subentrare quello dell'opinione pubblica, che di solito isola e calunnia la vittima anche se questa è, appunto, la vittima." Mentre realtà come Snap Councillor stanno lavorando per modificare questo modo di pensare, per ora aiutano e vittime grazie all'anonimato e alla sicurezza forniti da Snapchat.

Il loro progetto sta registrando buoni risultati e Avani ha raccontato ad i-D che ogni giorno 1200 persone visualizzano i loro Snap, mentre 60 si rivolgono al team per chiedere aiuto. Il tempo che passano a parlare con le vittime varia da qualche minuto a intere settimane. Dal momento che ogni snap dura solo pochi secondi, Avani stima che, a causa del tempo perso tra un video e l'altro, la maggior parte delle sedute duri complessivamente  45 minuti.

Nonostante il loro successo, il progetto presenta ancora dei grossi limiti: non possono continuare a seguire le vicende di coloro che hanno cercato aiuto e lavorare dialogando a intervalli tanto brevi può rappresentare un ostacolo. Nina osserva che "per molte vittime, anche solo raccontare la propria storia a qualcuno può essere un'esperienza catartica." Avani conclude affermando, "Offriamo un luogo sicuro a chi pensa non ne esistano." Snap Councillors avrà anche i suoi limiti, ma abbracciando questa nuova forma di micro-consulenza sta riuscendo a raggiungere una fetta della popolazione che, fino a poco fa, era invisibile.

Crediti


Testo Wendy Syfret
Immagine via Snap Councillors

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