carlotta kohl dipinge le donne, ma non chiamatela femminista

L'artista di origini tedesche ci parla di porno anni '70, del potere dei social media e del rischio di venir etichettati.

di Tish Weinstock
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16 agosto 2016, 9:41am

Dai suoi paesaggi immaginari dai colori pastello ai ritratti intimi delle amiche a lei più vicine, i lavori di Carlotta Kohl vanno a toccare tutti principali temi che riguardano le ragazze. Essendo figlia di due creativi, Carlotta ha l'arte che le scorre nelle vene, ma è stato solo quando l'artista nata in Germania e cresciuta a Parigi si è trasferita a Long Island a studiare Belle Arti che iniziò a dare voce alla propria estetica. La frustrazione dovuta ad un corso di fotografia che frequentava l'ha spinta a scoprire la scultura come mezzo d'espressione e poco dopo ha iniziato a dipingere a encausto. Questo non vuol dire che abbia abbandonato completamente la fotografia: il suo approccio intimo verso i propri soggetti e la sua estetica da sogno l'hanno fatta diventare una delle artiste più seguite nell'industria della moda. Basti pensare che ha scattato editoriali per testate illustri del calibro di Jalouse e L'Officiel Paris. Esplorando temi come il sesso, la nudità e la femminilità, i lavori di Carlotta rappresentano alla perfezione cosa significhi essere donna oggi. In quest'intervista parliamo con l'artista del potere che hanno i social media e di come a volte si senta come una colomba intrappolata quando si parla della sua arte.

Parlaci un po' di te e di dove sei cresciuta.
Sono nata in Germania e i miei si sono trasferiti a Parigi quando ancora ero piccolissima. La famiglia aveva paura di farmi crescere con troppi musei attorno quindi ci siamo spostati a Long Island. Mi piacciono i bassotti, le discoteche le ciambelle e le allitterazioni.

Hai sempre voluto fare l'artista?
Ho sempre espresso me stessa in modo creativo. Fin da piccola sapevo che questa sarebbe stata la strada che avrei intrapreso. I miei genitori sono molto creativi e l'arte è sempre stata molto importante nella mia famiglia.

Come descriveresti la tua estetica?
Zucchero filato, innocenza, sessualità, oscurità e Michelle Pfeiffer in Scarface.

Vedi la tua scultura e la tua fotografia come parte dello stesso progetto o hai un'approccio diverso per ciascuna pratica?
Sono andata a scuola per studiare fotografia ed ero intenzionata a farla diventare il mio lavoro. Con il passare del tempo ciò che facevo ha iniziato a farmi sentire frustrata, mi sentivo distaccata dal mio stesso operato. Volevo tornare a sentire la connessione che provavo in principio e volevo far valere la mia voce. L'encausto mi ha davvero aiutato a superare questa fase. Fare questo genere di dipinti è un'esperienza privata, sono sola, fuori dal mio garage di Long Island. Con la cera, che è un mezzo tanto inaffidabile, mi ritrovo a dover prendere le decisioni in fretta. Non ho il pieno controllo di ciò che faccio. Rinunci al controllo per poi cercare di capire come riprenderlo. È proprio questo circolo continuo che lo rende emozionante. Imparo sempre qualcosa di nuovo sul mezzo, è un'esperienza catartica usare le tue mani per creare qualcosa. Ogni sbaglio o scivolone è solamente tuo, hai la completa responsabilità su di esso.

Chi o cosa t'ispira?
I centerfold, la tipografia vintage, i poster porno anni '70, Erica Jong, Balthus, la natura, Storia dell'occhio e vedere i film.

Jalouse

Perchè ti affascinano tanto le forme femminili?
Onestamente è ciò che mi attira. Le trovo tentatrici, allettanti e seduttrici.

Qual è il significato della nudità nei tuoi lavori?
Sto esplorando il tema del sesso, del desiderio e dell'oggettivazione. Sono ossessionata dalla nudità e dal suo significato. Qual è il confine tra nudo artistico e volgarità? Tra purezza e sessualità? Il fascino che provo per questa poetica è qualcosa che mi appartiene sin dalla giovane età. Mia madre ha posato spesso per Helmut Newton e crescendo con quelle immagini, vedendo mia madre trasformarsi in qualcosa di fortemente sessuale, ha fatto sì che crescessi sentendomi perfettamente a mio agio con l'idea di sesso e sessualità.

Il femminismo è diventato un tema centrale nei dibattiti a sfondo culturale, secondo te perchè?
È successo grazie ai social media. I contenuti che si trovano su queste piattaforme non sono filtrati, sono ricchi di onestà. Le donne possono parlare dei propri problemi, raggiungere tantissime persone e far sì che queste si ritrovino in loro, siano connesse a loro. Ho amici che hanno costruito la propria carriera grazia ai social media, possono rendere un'artista potente. Da creativi, non è tutto quello che abbiamo sempre voluto?

Cosa pensi del femminismo in quanto "moda"?
È complicato. Io mi ritrovo ad essere etichettata come artista femminista. Sono una femminista, ma i miei lavori non hanno lo scopo di esprimere questo. Non voglio essere catalogata. Sento che molti artisti usano il femminismo come uno strumento per attrarre le persone nella propria arte. È come se il femminismo fosse diventata un'estetica, qualcosa di "cool" e allettante. Secondo me non dobbiamo lasciare che il reale messaggio vada a scemare. Allo stesso modo però la recente popolarità di artiste femministe è incredibile! Sta portando consapevolezza su problemi importanti e soprattutto aiuta a creare un dibattito su queste tematiche, cosa che io personalmente supporto.

Jalouse

Qual è la cosa più coraggiosa che si può fare quando si è giovani?
Essere onesti. Dire sempre la verità. Creare per se stessi, non per gli altri.

Qual è la parte migliore dell'essere una ragazza nel 2016?
Posso parlare solo per me stessa perché la mia realtà è diversa dalle altre. In termini di opportunità credo che, ora come ora, ce ne siano di più per le donne.

carlottakohl.com

Crediti


Testo Tish Weinstock

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