i costi ambientali del nostro amore per lo shopping online

Tutto quello che dovreste sapere prima di cliccare il tasto "aggiungi al carrello".

di Briony Wright
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29 aprile 2015, 4:20pm

Notizia shock: il fatturato del settore moda e bellezza è una parte rilevante dell'industria multi miliardaria dello shopping online. Con l'e-commerce che cresce a un ritmo di quasi il 25% ogni anno, proprio mentre state leggendo, migliaia di indumenti e confezioni di creme e trucchi stanno volando sopra le nostre teste, percorrendo il tragitto che dai loro giganteschi magazzini li condurrà alla porta di chiunque abbia cliccato 'aggiungi al carrello'. 

Lo shopping online è diventato parte integrante della moderna esperienza d'acquisto, ma ben pochi di noi si fermano a pensare all'impatto che questo ha sull'ambiente. È difficile obiettare contro l'acquisto notturno di un paio di sandali Alexander Wang scontati all'inverosimile, ma ca causa dell'ingente numero di persone che in tutto il mondo acquistano, provano e restituiscono, un paio di scarpe può facilmente volare quattro o cinque volte per il mondo, prima di trovare la sua Cenerentola. È innegabilmente conveniente, ma qual è l'impatto che ha sulla nostra adorata Terra?

E qui sta l'inghippo: se non riesci a trovare l'abito dei tuoi sogni su un online store che consegna con estrema efficienza, allora dovrai andare con la tua macchina e la tua benzina in un negozio illuminato nonostante la luce del giorno, fornito di adorabili borse in plastica e cartone fatte per contenere gli oggetti dei tuoi sogni. In entrambi i casi, l'impatto ambientale è notevole. Nonostante ricerche dimostrino che il 23% di coloro che fanno shopping online visiti negozi con ancora minore frequenza, portando quindi a un risparmio energetico, le variabili da tenere in considerazione nella catena produttiva della moda sono molteplici - veicoli usati per il trasporto, distanze percorse, volumi degli imballaggi, consegne fallite, ritorni e così via -, e diventa difficile quanto ridicolo sostenere che un metodo di acquisto sia più planet-friendly rispetto all'altro. È quindi necessario che i consumatori e le grandi aziende del fast-fashion inizino a diventare più sensibili alla questione climatica.

Carlie Ballard è una sei soci fondatori Clean Cu, organizzazione australiana per la moda etica e sostenibile che aiuta a mettere in contatto stilisti locali con i movimenti globali della moda verde offrendo il suo supporto e aprendo gli occhi sulla realtà delle cose. Ballard è la proprietaria di un brand dotato sia di una piattaforma online che di uno spazio fisico ed è ben consapevole dell'ardua sfida di lavorare in un mercato così competitivo e di dover ottenere dei profitti, mentre si è impegnati in una filiera etica e consapevole. Clean Cut si impegna infatti nell'aiutare stilisti e compagnie a fare piccoli seppur consistenti cambiamenti pratici nella produzione: modifiche come "siti internet fortemente onesti su taglie, tono cromatico e vestibilità" sono infatti incredibilmente utili per ridurre il numero della merce rimandata in magazzino.

Eppure ci sono prove che le cose stanno lentamente cambiando. Le compagnie stanno cercando di implementare modelli di produzione più centralizzati dove le persone possano fisicamente andare a ritirare i loro pacchi in modo tale da aumentare l'efficienza e diminuire le emissione prodotte sia da rivenditori che da consumatori. I giganti delle spedizioni come UPS stanno investendo milioni di dollari in tecnologie alimentate da carburanti alternativi in modo da produrre veicoli a bassa emissione di CO2 o addirittura elettrici.

Se anche voi siete amanti della moda e delle cose belle in generale, allora saprete che lo shopping è una delle piccole gioie della vita. Con così tanta offerta a portata di mano, abbiamo comunque il potere di scegliere quando si tratta dei nostri acquisti: nonostante il mondo del fast-fashion sia economicamente invitante e alla mano, fareste un favore sia a voi stessi che al mondo investendo maggiormente in prodotti di alta qualità che sicuramente indossereste - e amereste - di più. Guardando dentro il nostro armadio è necessario iniziare a pensare da chi e in che modo sono stati fabbricati i nostri capi.

Come ha dichiarato Ballard: "Si tratta di rispetto e del mettere in contatto le persone con i loro abiti. In molti hanno lavorato duramente per realizzare quello che troviamo nel nostro guardaroba quindi rispettiamolo! Bisogna rispettare sia gli abiti che il loro valore intrinseco". 

Crediti


Testo Briony Wright

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