la guida di i-D per fondare la tua prima fanzine

Prima regola: se sei abbastanza motivato ce la farai a sfondare.

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13 settembre 2016, 2:55pm

Ione Gamble è la fondatrice e editor-in-chief di Polyester, una fanzine che celebra il trash, il kitsch e il rosa. Frustrata dalla rappresentazione che i media davano della quarta ondata del femminismo e ispirata dai lavori progressisti delle donne e delle persone queer che la circondano, due anni fa, nella sua camera da letto londinese, ha fondato una propria pubblicazione. Visto i temi che affronta la fanzine brillante, passando dalle politiche sociali al loro rapporto con la moda e l'identità personale, non ci dobbiamo stupire come la fama Polyester non faccia altro che crescere. Mentre è immersa nei progetti per il sesto numero e il suo lavoro da giornalista freelance, Ione Gamble ci spiega come conquistare l'industria.

Polyester Issue Five

Cosa faccio e perché lo faccio.
"Creo ed edito una zine autopubblicata intitolata Polyester. Ho creato Polyester durante il mio secondo anno di università, sentendomi frustrata dalla rappresentazione che i media fornivano della quarta ondata di femminismo e dalla loro predilezione per il minimalismo. Ero profondamente affascinata dal gruppo di giovani donne e persone queer che avevo conosciuto online e che stavano realizzando dei lavori bellissimi e progressisti, ma non potevano affidarsi a una piattaforma per esporli. Già dagli ultimi anni dell'adolescenza ero sicura dell'ambito in cui volevo lavorare, anche se non avevo idea di che lavoro avrei voluto fare in senso specifico. Adoravo collezionare qualsiasi rivista riuscissi ad accaparrarmi, guardare videocassette comprate in negozi di seconda mano e passare ore su Tumblr a cercare cose che mi piacessero - dopo una breve parentesi in cui ho studiato fotografia, ho capito che il giornalismo era la mia vera vocazione.

Non sono sicura che ci sia stata una cosa o una persona specifica che mi abbia spinto a scegliere di fare ciò di cui mi occupo ora - la generazione di donne con la quale sono cresciuta ha agito secondo i propri termini. Guardare i miei amici e colleghi che creavano arte, scrivevano e si occupavano di zine (e lo facevano già da molto prima che io trovassi il coraggio di fare lo stesso), mi ha spinta a tentare. Vedere che c'erano persone che compravano e apprezzavano il primo numero di Polyester è stato bello. Quando ho avuto l'idea non ero sicura sarebbe piaciuta, che sarei riuscita a raggiungere un pubblico abbastanza ampio..."

La mia giornata tipo...
"Consiste in tante mail, principalmente. E devo riuscire a conciliare il mio lavoro da freelance e quello per il nuovo numero di Polyester con altre faccende amministrative come impacchettare le fanzine vendute durante la settimana. Non vedo l'ora che arrivi quel momento della produzione in cui ho già pianificato gran parte delle cose e possiamo iniziare a scattare o intervistare le persone che compaiono nel magazine. Un compito che sono sempre lieta di poter evitare è scandagliare la quantità mastodontica di mail non lette. L'aspetto più gratificante del mio lavoro è vedere le persone che partecipano ai pranzi inaugurali, le feste, le fiere editoriali o anche solo postare una foto della zine su Instagram. Il luogo comune più fasullo sul mio lavoro è che si guadagna molto. Polyester non mi permette assolutamente di mantenermi e, non affidandoci a pubblicità o sponsor, tutti i soldi che guadagniamo vengono investiti nella prossima produzione o usati per pagare i contributor."

Polyester Issue Five

Il momento determinante nella mia carriera...
"Questa domanda è difficile, visto che tendo a vedere la mia 'carriera' e Polyester come due cose separate - anche se, per certi aspetti, le due cose sono connesse. Per quanto riguarda la mia carriera da giornalista freelance: Ashleigh Kane è stata la prima persona che mi ha chiesto di scrivere per lei e mi sostiene sempre in ciò che faccio. Invece per Polyester credo sia stato collaborare con Meadham Kirchhoff nel secondo numero e vedere Tavi Gevinson sulla copertina del quarto. Entrambe le collaborazioni sono state essenziali per consolidare il tono della zine e mi hanno dato l'opportunità di lavorare con persone che ammiro molto. La prima festa di compleanno che abbiamo organizzato per Polyester era davvero bella - vedere centinaia di persone riunirsi per discutere di femminismo, genere e politche sociali e, allo stesso tempo, prender parte a workshop folli (realizzare corone utilizzando scovolini) o shooting live con Maisie Cousins. Ha davvero aiutato a consolidare la comunità che ho sempre voluto creare."

Laurearsi o non laurearsi, questo è il dilemma....
"
Ho frequentato l'università e mi sono laureata in Giornalismo di Moda anche se non credo sia necessario per avere una carriera di successo nel giornalismo. Credo che l'esperienza professionale sia necessaria e più importante dello studio in molti casi. Bisogna tener presente che i percorsi più convenzionali non sono l'unico modo per assicurarsi un posto di lavoro - durante gli studi ho iniziato a scrivere per pubblicazioni minori e altre zine prima di riuscire a fondare la mia. Tutto questo mi ha permesso di lavorare con gli editor e imparare a elaborare le idee. Significava anche che non ero costretta a lavorare come impiegata a tempo pieno, seppur sia riuscita ad avere già contatti quando ho iniziato a lavorare da freelance dopo la laurea. Siate entusiasti e non abbiate paura di rincorrere le cose - le persone sono occupate e tendono a dimenticare, ma ciò non significa che dobbiate tempestarle di mail finché non rispondono. Candidatevi per posti di lavoro che vi interessano davvero e spiegate a chi vi farà il colloquio perché ci tenete a lavorare proprio con loro e i motivi per i quali stareste adatti. È importante che non vi lasciate abbattere dai rifiuti, prima o poi arriverà la giusta occasione! Ho imparato a perseverare sempre e comunque contro ogni ostacolo e fare sentire la mia voce quando so che dovrei venir pagata. Non lasciate che niente e nessuno si metta tra voi e il vostro obiettivo."

Polyester Issue Five

Vorrei averlo saputo quando ho iniziato...
"Forse che lavorare duramente ti ripaga sempre, anche se spesso le persone dicono che sia difficile entrare in un settore come quello della moda o dei media. Se sei abbastanza motivato non c'è nulla di impossibile. Sii consapevole di ciò che stai iniziando - fondare e mantenere attiva una fanzine non è un lavoro semplice, anche se ne vale decisamente la pena. Trova un gruppo unito di amici e creativi dei quali circondarti e con i quali collaborare a dei progetti, che sia per divertimento o per lavoro. Scrivi per altre persone prima di iniziare un progetto personale."

Pensare al domani mi rende felice perché…
"Sto iniziando a progettare il sesto numero di Polyester e stiamo anche rinnovando il sito, oltre ad organizzare molti eventi prima della prossima uscita. Ciò che mi piace di più di iniziare a progettare una nuova issue è il pensiero che avrò la possibilità di lavorare con molte nuove persone che ammiro, oppure intervistare creativi le cui opere mi ispirano da tempo. Credo che sia questa la cosa più bella del lavorare in ambito creativo - collaborare, vedere arrivare parole e immagini provenienti da persone di tutto il mondo che alla fine si fondono in un'unica pubblicazione cartacea. Traggo costantemente ispirazione dai miei colleghi e dalle donne dell'industria creativa. Mi sono circondata di una comunità fatta da artisti visivi e attivisti che continuano a combattere per le cause in cui credono e a creare opere che mi ispirano a continuare a fare ciò che sto facendo. L'artista dello spoken word Liv Wynter, con il brillante articolo che ha scritto su Liv Fontaine, mi ha fatto riconsiderare il mio stile di scrittura. La mia amica Maria Cabrera del Reel Good Film Club e Grace Miceli della Art Baby Gallery lavorano davvero duramente e le loro battaglie quotidiane mi spingono a migliorare."

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