perché 'anti' di rihanna è l'album di cui avevamo bisogno nel 2016

L'ottavo album di Rihanna è perfetto per esprimere la tristezza e l'incredulità che ci hanno accompagnati nel corso di quest'anno.

di Salvatore Maicki
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23 dicembre 2016, 4:00pm

photography paolo roversi

Arrivati appena dopo la metà dell'album ANTI, Rihanna prende un'inaspettata svolta psichedelica con una fedele cover di New Person, Same Old Mistakes di Tame Impala. Di tutte le cose che ci hanno sorpreso dell'ultimo album di Rihanna, questa è sicuramente la prima nella lista. Dopo tre anni di attesa e anticipazioni...chi si aspettava un karaoke di Kevin Parker?  

Questo è ciò che ha accompagnato l'uscita di ANTI: una certa confusione e tante aspettative deluse. A partire dal suo debutto nel 2005, Rihanna ha pubblicato quasi un album all'anno e dopo Good Girl Gone Bad del 2007 non ha mai mancato il suo periodico appuntamento alla vetta delle classifiche. Nonostante costanza e rapidità le abbiano assicurato un posto d'onore nel firmamento della cultura pop, il ritmo con il quale la badgalriri riesce a pubblicare nuova musica è un'arma a doppio taglio: la politica dei tormentoni usa e getta le ha impedito di mettere insieme un corpus musicalmente coerente.

Quindi quando nel 2012 Rihanna è sparita dalle radio dopo il suo settimo album, Unapologetic, tutto ha portato il pubblico a pensare che #R8 sarebbe stato qualcosa di davvero speciale. All'inizio del 2015 l'artista ha unito le forze con Kanye West e Paul McCartney per un singolo dai toni nostalgici, Four Five Seconds. Poi è arrivato il turno del tormentone piuttosto esplicito Bitch Better Have My Money, seguito dal facile patriottismo di American Oxygen. Nessuna di queste canzoni poteva essere considerata la tipica traccia à la Rihanna, e questi singoli riempitivi hanno finito per venir dimenticati in un batter d'occhio.

Forse sono stati tutti i falsi allarmi a rendere il pubblico tanto cinico riguardo ad ANTI? O forse è stato a causa della campagna firmata Samsung che ne abbiamo messo in dubbio la genuinità a partire da subito? Ciò che sappiamo è che quando il 28 gennaio l'album è stato leakato aveva il sapore di qualcosa di improvvisato, inconcludente. Le migliori tracce erano gli interlude da 2 minuti, mentre quella più lunga, di ben sei minuti, non era nemmeno originale, ma una cover. Fatta eccezione per Work, non sembrava esserci nulla che avrebbe potuto funzionare in radio. Inoltre ricordiamo che l'album inizialmente era scaricabile gratis, il che ha contribuito a screditarne ulteriormente il valore. Come mai un album di uno dei nomi più influenti dell'industria musicale è stato distribuito come se si trattasse di un mixtape qualsiasi? E poi, con un titolo come ANTI: con chi ce l'aveva davvero Rihanna?

Solo una settimana dopo, Beyoncé ha pubblicato il fenomenale Formation, distogliendo l'attenzione dalla mossa confusa di Rihanna. Eppure, nel periodo seguente, Work ha continuato a monopolizzare le classifiche mondiali, mantendendo la prima posizione sulla Billboard top 100 per ben nove settimane. E in tutto questo - colpo di scena - ANTI è comparso in quasi tutte le classifiche dei migliori album dei 2016, incluse quelle rilasciate da chi aveva inizialmente bocciato l'album. "L'album sul quale mi sono sbagliato in modo più clamoroso è stato ANTI," ha scritto su Twitter Larry Fitzmaurice di Vice, "Dopo il primo ascolto pensavo facesse schifo. L'ho ascoltato 600 volte."

Apparentemente ANTI mancava di struttura, anche se in realtà si tratta di un lavoro il cui significato si manifesta poco a poco. La narrativa di ANTI è più profonda di quanto non ci si aspetti e, come la scritta in braille stampata sull'album stesso, richiede del tempo per essere decifrata. Rihanna esordisce con Consideration, un brano ironico e allo stesso tempo deciso che ci ricorda vagamente la filosofia del girl power tipica di Ms. Lauryn Hill. Rihanna, con tutti i suoi cambi di look vertiginosi, è come la nostra fedele amica sempre strafatta che riesce ad essere figa anche quando si trova in un vero e proprio breakdown emotivo. Uno degli scatti più brillanti che Paolo Roversi ha realizzato per la promozione dell'album mostra Rihanna intenta a mandare un messaggio mentre una serie di mani le stanno applicando delle extension bionde: il riflesso di un mercato che pone troppa enfasi sulla costruzione di una perfetta immagine degli artisti che monopolizzano le radio. L'album fisico non include foto dell'artista, come se Rihanna ci stesse invitando a concentrarci sulla sua voce e lasciar perdere il personaggio, per una volta.

E come riesce a gestire tutte questa pressione? Sballandosi, come nella sognante traccia di James Fauntleroy, James Joint. La posizione in cui è stata messa non è casuale: riprende vagamente i toni di Consideration, fornendoci allo stesso tempo una chiave di lettura per le restanti tracce di ANTI. Tutto ciò che Rihanna ci confiderà a partire da quel momento sarà filtrato da una fitta nube di fumo, come in uno spontaneo flusso di coscienza indotto dalla droga. Ed ecco che arriva la galvanica power ballad Kiss It Better, cortesia di Nuno Bettencourt, nella quale una Rihanna apparentemente più vulnerabile del solito chiede in tono deciso "Man, fuck your pride."

A partire da questo momento, la sua rabbia sembra intensificarsi ed ecco che Work lascia libero spazio alle sue radici isolane. La traccia si rifà ai sound tipici delle Barbados e, allo stesso tempo, consente a Drake di continuare con il tropo del "ragazzo triste e innamorato". Finito con tutto questo work, Rihanna è pronta per una vacanza emotiva nella pungente Desperado. La frustrazione di Rihanna raggiunge il picco massimo con Woo, nella quale l'artista si interroga sul proprio valore, per il suo amante e per il suo pubblico. Seguono Needed Me di Dj Mustard e l'esplicita Yeah, I Said It: una booty call con stile. In queste tracce Rihanna ci mostra una sensualità diversa dal solito, meno sicura e più reale. Con Same Ol' Mistakes la cantante si appropria di una delle sue canzoni preferite di Tame Impala, come per dirci: "Se voi potete fare vostre le mie canzoni, io posso fare lo stesso."

ANTI finisce con una triade all'insegna del soul e della malinconia. In Love on the Brain la vediamo vittima di un amore apparentemente distruttivo, mentre Higher è un inno a dei bisogni emotivi che nemmeno le droghe possono saziare. Close to You, traccia che chiude l'album, non ci lascia speranza per un lieto fine. Si tratta di un lavoro estremamente onesto ed estremamente umano. Nel momento storico in cui tutto ciò a cui ambiamo è la gratificazione immediata e messaggi politici impregnati di perbenismo, Rihanna ci ha negato tutto questo, donandoci però qualcosa di molto più prezioso: un doloroso ritratto del personaggio pubblico che abbiamo contribuito a costruire e l'ombra che esso ha causato. ANTI, nonostante le sue mancanze, è l'espressione perfetta degli stati d'animo che ci hanno accompagnato in tutto il corso del 2016.

Guardate anche: Tutto il servizio di Rihanna per The Music Issue

Crediti


Testo Salvatore Maicki
Foto Paolo Roversi [i-D The Music Issue]

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