ecco come una tredicenne può scatenare un dibattito sul femminismo, l’istruzione e la libertà di espressione.

Una scuola americana censura una maglietta femminista, ecco cos’ha da dire la coraggiosa proprietaria.

di Emily Manning
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21 aprile 2015, 1:50pm

Image via @idiotsophie

Lo scorso anno, la rivista TIME ha ricevuto la sua bella dose di insulti per aver proposto "femminista" nella lista delle parole da abolire nel 2015 insieme a parole ormai ampiamente banalizzate come "basic", "bae" e "yaaas". Questa settimana una studentessa tredicenne dell'Ohio, Sophie, ha subito lo stesso tipo di censura scoprendo che la sua scuola ha fatto ritoccare la foto della sua classe per rimuovere la scritta "femminista" dalla sua maglietta, e a lei proprio non è andata giù.

Sophie ha sfoggiato una maglia con la parola "femminista" scritta a mano (seguendo vibrazioni alla Raf Simons) durante il giorno della foto di classe e scoprendo poi che la parola era stata interamente cancellata. MSNBC riporta che il preside della scuola, Kendra Young, ha dichiarato a un notiziario locale che la sua decisione non è stata basata su una violazione del dress-code scolastico, ma sul voler evitare "involontarie controversie".

La fiacca scusa di "correttezza politica" non ha comunque soddisfatto Sophie che, munita di Twitter e Instagram, ha dato sfogo al suo diritto alla libertà d'espressione, esortando i suoi compagni di classe a indossare "UNA MAGLIA CON UNA FRASE DEL TIPO 'IO MERITO LA LIBERTÅ D'ESPRESSIONE' OPPURE 'IL FEMMINISMO NON È OFFENSIVO'.

Secondo Women You Should Know, il direttore Young si è scusata con la madre della giovane chiedendo se la situazione fosse stata sufficientemente rettificata. "Le ho detto che era con Sophie che doveva scusarsi, ed era sempre a lei che doveva porre quella domanda" ha dichiarato la madre Christine. "Si è scusata con mia figlia e quando le ha chiesto che cosa volesse raggiungere con tutto questo, lei le ha risposto "Voglio che tutti capiscano che ABBIAMO BISOGNO del femminismo. Voglio che qualcuno venga da noi a scuola a educarci su cosa sia il femmismo. Voglio che ci rechiamo tutti alla stazione televisiva per mostrare alle persone che insieme stiamo lavorando per rendere la scuola e la nostra comunità un posto migliore. Non credo di star chiedendo troppo".

Anche altre femminista hanno preso a cuore la storia di Sophie lanciando l'hashtag #IDeserveFreedomOfExpression e #KeepFeminismInSchools, esortando a maggiore dialogo sul femminismo e l'educazione.

Crediti


Testo Emily Manning

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