che problema hanno i baby hair?

Questa stagione si sono visti un sacco di baby hair ingellati in passerella - dalle chola vittoriane di Givenchy alle garage girls di Caitlin Price - ma quei tirabaci non sono così innocenti come sembrano.

di Alice Newell-Hanson
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16 marzo 2015, 10:55am

givenchy fall/winter 15 by mitchell sams

Se state pensando "che cosa ci può essere di così controverso nei teneri e setosi capelli dei bambini piccoli?" toglietevi subito dal naso il profumo dello shampoo Johnsons, perché non stiamo parlando di quello. Qui parlando dei ricci ingellati sulla fronte che si sono fatti strada sulla passerella di Givenchy. Secondo quanto si dice, quel look - abbinato ai gioielli facciali e piercing - era così visivamente forte che Jessica Chastain e Isabelle Huppert si stringevano l'una con l'altra in prima fila, mentre Katy Perry stava improvvisando onde ingellate per conto suo.

Quindi, perché questi piccoli baby hair si sono visti ovunque durante le passerelle di questo mese - da Caitlin Prince a Londra fino a Givenchy e alla fronte di Katy Perry a Parigi? E, più importante ancora, che cosa significa che l'alta moda abbia adottato uno stile tradizionalmente delle culture nere e latine -diciamo, le ragazze chola di Echo Park e le garage girls di South London?

FKA Twigs in i-D. Foto Matthew Stone [The Just Kids Issue, no. 320, Pre-Fall 12].

Da quando FKA Twigs è apparsa sulla copertina di i-D nel 2012 per il "The Just Kid Issue (Pre-Fall 2012)", con la parola "love" scritta con intrecci di riccioli sulla fronte, i baby hair sono stati impossibili da ignorare, sia sulle riviste che sulle passerelle. Nel numero primaverile di Love nel 2014, "The American Girl", Kendall Jenner ha sfoggiato un'onda lucida di baby riccioli, lungo tutta l'attaccatura dei capelli; mentre nella sfilata primavera/estate 2015 di DKNY, le modelle hanno sfilato con intricate acconciature con increspature simil-dita, disposte dallo stilista Eugene Souleiman.

La cartella stampa della sfilata DKNY ha spiegato che la collezione è un omaggio alle "multiculturali, multitasking e multietniche" donne di New York e che i tirabaci - riferimento alle capigliature nere e latine - portati da modelle di etnie diverse ne sono stati un esempio. Purtroppo le persone su Twitter non la pensano allo stesso modo; quando Lucky Magazine ha descritto lo stile alla sfilata di DKNY come "ricci impomatati" ("slicked-down tendrils"), la comunità online @blackgirlnerds ha retweettato l'immagine sostenendo "L'appropriazione dei Baby Hair: Lucky Magazine conia il nuovo termine 'Ricci Impomatati'."

La lamentela che il mondo della moda si stia appropriando di qualcosa che non gli appartiene - e su cui non ha nessun diritto - non è di certo una novità, ma il punto cruciale di questo dibattito è che molti vedono in questa vicenda un tentativo di alcuni marchi e celebrità di apportare alla loro estetica qualcosa di "favolosamente urban" (come l'ha definito un utente Twitter), senza sapere nulla delle origini di quel look. "I privilegiati vogliono prendere in prestito la 'freschezza' delle persone di colore, senza però dover andare incontro alla discriminazione e all'emarginazione di cui sono vittime", ha analizzato la scrittrice Julienne Escobedo Shepherd in un articolo meravigliosamente argomentato sull'appropriazione dello stile chola, pubblicato dal Guardian la scorsa estate.

Esiste davvero una differenza tra ispirarsi e riadattare i codici stilistici di una sottocultura e appropriarsene senza rispettarli? Da Caitlin Price, grazie alla hair stylist Tina Outen, abbiamo visto uno dei più estremi esempi di baby hair d'alta moda tra quelli finora presentati: le modelle, vestite con tute lucide ricoperte di rose, hanno infatti sfoggiato chignon magistralmente attorcigliati con baby hair ingellati verso sulla fronte, da tempia a tempia, che si concludevano in fili sottili che incorniciavano il volto.

Caitlin Price fall/winter 15. Photography by Piczo.

Anche da Givenchy i baby hair, altamente definiti, sono stati usati per catturare lo spirito di una sottocultura cercando, al contempo, di creare qualcosa di nuovo. "Ragazze chola-vittoriane" è come Riccardo Tisci ha descritto la sua donna autunno/inverno 15, con code dritte che le cadono sulla schiena e lucenti "O" delineate verso il basso sulla loro fronte. Non si è trattata di un'appropriazione gratuita o disinformata; l'utilizzo di Tisci dello stile "baby hair" e i riferimenti che ha fatto alle sottoculture sono stati la chiave del suo messaggio e della storia incredibilmente personale che ha creato di una latina gotica.

Facendo un ulteriore passo avanti Outen sostiene che l'attuale uso che la moda sta facendo dei baby hair ne ha creato un significato completamente differente da quello offerto una volta solo esclusivamente dalla sottocultura chola. "In passato il gel era il modo più facile per gestire capelli danneggiati dagli agenti chimici, un modo come un altro di contenere e controllare il modo in cui apparivi. Oggigiorno, invece, serve per incorniciare il volto e usarlo in maniera precisa. Con Caitlin Price non stavamo cercando di fare qualcosa di retrò: volevamo trovare qualcosa di nuovo."

Fatti correttamente i baby hair (così come molti omaggi della moda alle sottoculture) non sono un modo per utilizzare segni culturali distintivi fuori dal loro contesto, si tratta di trasportare quell'elemento e unirlo a qualcosa di nuovo, per creare qualcosa di nuovo e intelligente. Non è forse questo lo scopo della moda?

Crediti


Testo Alice Newell-Hanson
Foto Mitchell Sams e Piczo
Ritratto di Matthew Stone
Moda Matthew Josephs
[The Just Kids Issue, no. 320, Pre-Fall 12]

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