per la s/s 19 fendi gioca in casa e vince tutto

La maison romana celebra santi e peccatori, amici e familiari, loghi storici e nuove interpretazioni. Tutto in una sola collezione e con l'aiuto dell'artista Nico Vascellari.

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giu 19 2018, 12:50pm

Chi?
Come ha scritto il nostro collega inglese James Anderson, per Fendi la famiglia è un valore fondamentale. Nato come pelletteria e laboratorio di pellicceria di Adele e Edoardo Fendi, il brand si è poi ampliato e sviluppato grazie alle cinque figlie della coppia, che nel 1965 decisero di assumere un giovane designer tedesco di nome Karl Lagerfeld. Oggi, Karl è ancora al timone, con Silvia Venturini Fendi (nipote dei fondatori) ad accompagnarlo. Nelle ultime stagioni, la linea maschile si è arricchita di collaborazioni creative interessanti e che hanno riscosso numerosi consensi tra gli addetti ai lavori. Dopo l'unione con @hey_reilly per l'autunno/inverno 18, Fendi ha scelto per la nuova collezione di collaborare con l'artista Nico Vascellari (reduce da un'incredibile performance che vi abbiamo raccontato qui pochi giorni fa), partner di Delfina Delettrez e quindi genero di Silvia Venturini Fendi.

"Per le collaborazioni, puoi lavorare con la tua famiglia o con persone che con il passare del tempo diventeranno la tua famiglia," ha dichiarato Silvia Venturini Fendi nel backstage della sfilata. "L'anno scorso @hey_reilly l'abbiamo conosciuto su Instagram, ma ora lo consideriamo uno di noi." Per questa primavera/estate 19, Fendi ha invece scelto il talento creativo dei membri della sua famiglia, collaborando così con Nico Vascellari. "Sono affascinata dal lavoro e dalla personalità di Nico, perché in lui vedo due mondi contemporaneamente," ha continuato Venturini Fendi. "Quando lavora è un demone, ma quando è con i suoi figli è sempre tenero e pacato. Questa opposizione di forze è ciò che mi ha attratto sin dall'inizio."

Che cosa?
Dal gioco di parole grafico di FENDI-FIEND e ROMA-AMOR ai serpenti con lingua biforcuta e quindi FF, dalle rane artigliate ai piccoli demoni, l'ossessione di Vascellari per anagrammi e mondo naturale si è declinata in mille forme diverse sulla passerella Fendi primavera/estate 19. Anche la location ha riflettuto questa passione per esoterismo e mondo dark: i modelli sono apparsi attraverso una camera oscura, entrando poi in un trompe-l'œil decorato da disegni al neon dell'artista. Una collaborazione, quella di Nico Vascellari con la maison Romana, che ha voluto sublimare le dualità. E allora è luce e buio, bene e male, reale e immaginazione.

Dall'uso di metodi produttivi innovativi alla rielaborazione delle trame storiche della maison, i tessuti proposti ingannavano lo sguardo dell'osservatore. Quella che sembrava pelle era in realtà carta, quella che sembrava carta era in realtà pelle. "Normalmente i capi logati FF sono tutti in pelle, ma per questa collezione volevamo qualcosa di più leggero e riciclabile," ha spiegato Silvia Venturini Fendi. Eppure, se non sai che non è pelle, non te ne accorgi."

Wow
Come Miuccia Prada, anche Fendi ha portato in passerella pantaloncini corti decisamente molto corti. Alcuni erano skort (unione di skirt, gonna, e shorts, pantaloncini), altri normali pantaloncini. Insomma, è nella prossima primavera/estate dovremo scoprire le gambe come mai abbiamo fatto prima. E poi logomania all'ennesima potenza, declinata in forme, colori e vettori diversi.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

Credits


Fotografia Mitchell Sams