come diventare fotografi di successo, spiegato da un giovanissimo fotografo di successo

Tom Emmerson ha 17 anni, ma ha già fotografato le campagne pubblicitarie di Helmut Lang, Burberry, Converse e Gosha Rubchinskiy.

di Ryan White
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05 giugno 2018, 7:00am

Non sono molti i fotografi che possono dire di aver scattato una campagna di Helmut Lang prima dei 18 anni. Ma per Tom Emmerson, che di anni ne ha 17 e ha già lavorato con alcuni dei brand più influenti dell'industria, questa non è che l'ultimo successo da aggiungere al curriculum. "Cerco di accettare solo lavori di cui vado fiero," mi spiega pochi giorni dopo l'uscita degli scatti di tassisti newyorkesi in look Helmut Lang. Tra Burberry, Converse, i-D, Dazed e Recens, il portfolio di Tom è un'eclettica unione di lavori molto diversi tra loro, ma uniti da una stessa estetica.

Attualmente vive a Londra con i genitori, studia per la maturità e, intanto, nel tempo libero e nei weekend fotografa editoriali e commerciali, sviluppando un immaginario fotografico immediatamente riconoscibile e affascinante. E non è difficile neanche capire come abbia raggiunto la fama così velocemente: i suoi soggetti sono amici, skater, ragazzi di zona che grazie al suo talento diventano impeccabili modelli. Il modo in cui fotografa è caratterizzato da una spiccata naturalezza, unita a purezza e spontaneità. "I migliori risultati li ottengo quando ho la libertà di scattare esattamente come voglio. È per questo che mi è piaciuto così tanto lavorare con Gosha Rubchinskiy. È fantastico avere qualcuno che si fida ciecamente del tuo modo di vedere le cose. Le immagini realizzate per il suo brand sono tra le mie preferite di sempre."

Come molti suoi coetanei, Tom non ama scattare in digitale, preferendo invece rullini e macchine fotografiche analogiche. "In un mondo sempre più digitalizzato, avere la copia fisica di un'immagine le dà una qualità più tangibile. Osservo le foto stampate molto più a lungo di quelle su schermo. Per il mio 13esimo compleanno mi hanno regalato una Reflex, ma l'ho usata per forse due giorni. Quando mi sono preso una vecchia analogica, in due giorni ho usato almeno dieci rullini. E una volta visto il risultato finale mi sono innamorato." Tom cerca però di evitare Instagram il più possibile: "Quando sto scattando per lavoro devo cercare di produrre contenuti validi anche sui social media, ma quando faccio foto per puro piacere personale non penso minimamente a Instagram." L'ispirazione, invece, arriva da "film storici e arte classica."

Tom, inoltre, è completamente autodidatta (anche se a 17 anni non ha comunque l'età per iscriversi a un corso universitario). "Non ho mai studiato all'università, quindi non ho un'opinione precisa in merito, ma l'idea di sedermi in un'aula e imparare passivamente non mi attira per niente. Il divertimento arriva uscendo, scattando e imparando per errori e sbagli."

Ciò che ama di più del suo lavoro è la libertà che porta con sé. "Parte dell'attrazione iniziale per la fotografia era dovuta al fatto che non la consideravo una vera professione, quanto più un modo per esprimere la mia creatività. Ancora oggi scatto ciò che voglio, quando voglio. Non cerco mai di forzare l'estro e l'ispirazione. Se non mi va di fare fotografie, non ne faccio." Il lato negativo del suo stile fotografico è, ovviamente, il costo dei materiali e la loro processazione. "Sono circa 10, 12 euro per rullino, che deve poi essere sviluppato e digitalizzato. Non poco, specialmente per chi non ha un'entrata fissa come me."

Quando si parla di ispirazione, Tom non ha una lista di nomi illustri da sciorinare, ma qualche tempo fa ha scoperto l'iconico lavoro di Joel Sternfeld American Prospects, che esplora gli immensi e variegati paesaggi statunitensi. "Nessun opera d'arte o libro mi ha mai commosso come questo." Sebbene su scala minore, il lavoro personale di Tom e i suoi ritratti, così autentici e veri, catturano allo stesso modo la cultura britannica, mostrando al contempo tutta bravura di questo giovanissimo fotografo di successo.

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Crediti


Fotografia di Tom Emmerson

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