il significato della parola it girl nel 2017

Con la rivoluzione dei social media, la figura passiva delle It Girl è cambiata e noi abbiamo deciso di analizzarla.

di i-D Staff
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16 marzo 2016, 3:30pm

Nel 1994, parlando sul New Yorker di una particolare diciannovenne di nome Chloë Sevigny, Jay McInerney ha creato il suo capolavoro letterario. Uno dei più importanti autori del Brat Pack era stato incaricato di seguire l'evoluzione di questa anti-starlet per decifrare i codici del suo fascino e spiegare come riuscisse ad attirare tutti intorno a sé. In questa opera, McInerney ha evidenziato i parametri del fenomeno delle It Girl.

Dopo 20 anni, leggere il lavoro di McInerney è come osservare un capitolo ormai passato del mondo della moda. Ogni fase e particolare di Sevigny è stato riciclato nel mondo dei media di oggi. Per McInerney—abituato alle feste esclusive e gli eccessi dell'America degli anni Ottanta—Sevigny, con i suoi look da $10 e i raves metropolitani, era un vero e proprio enigma. Il suo stile rappresentava il decennio che si affacciava; la sua attitude diversa e particolare da inizio anni Novanta era ferma e definita, semplicemente, era "It".

Relativamente alle qualità di una It Girl, dovrebbe essere magra, sensuale, avere stile ed essere accattivante in modo non convenzionale—ma più di ogni altra cosa deve essere nuova. La moda guarda alle It Girl per raccontare il futuro; sono le ombre che anticipano le tendenze delle prossime stagioni e che poi le diffondono. 

Ottenere questo titolo è un vero e proprio business. Nel 2008, Alexa Chung è diventata la prima in assoluto. È riuscita a basare la sua carriera di successo sulla credibilità del suo stile iconico e, con una mossa geniale da business-woman, ha pubblicato un libro dal titolo It. Un paio di anni più tardi è stata seguita da Cara Delevingne e il ciclo è continuato.

Foto via AG Jeans.

Sia Chung che Delevingne dimostrano che una It Girl di successo può trasformare la sua fama e costruire una grande carriera. Ma cosa succede se non riesci a incarnare perfettamente gli standard? Cosa succede quando non sei più "It"? '

Il potenziale commerciale di etichettare una donna come "It" indica che il fenomeno è inflazionato. Cory Kennedy è stata una nuvola passeggera, posando per la cover di NYLON, poi poco altro. Come allo stesso modo è stato per Mischa Barton, dopo The O.C. È facile investire nelle It Girl mentre queste ragazze sono sotto i riflettori, ma il mondo ha cominciato a metabolizzare queste figure talmente velocemente che se una donna non è onnipresente—in ogni magazine, festa e con gli amici giusti—allora non vale più niente e si deve passare alla prossima.

Vince chi sta nel vago: non è niente di specifico né un'"attrice", né una "modella" o una "socialite", ma possiede abbastanza credibilità per conquistare riviste e click. Oggi è una definizione talmente inflazionata che può allo stesso tempo significare "icona" come "moda passata".

Possiamo dire però che figure eccezionali come  Lupita Nyong'o e Hari Nef incarnano vere e proprie icone ma queste sono così rare che non riescono a dimostrare di essere l'eccezione che conferma ancora una regola. Ultimamente It Girl ci si auto-nomina e spesso quelle scelte dai media nascondono e fanno passare in secondo piano l'importante operato di persone che lottano contro il razzismo, i diritti LGBTQ e delle donne che vivono con disabilità.

Hari Nef, foto Alasdair McLellan.

Tutto questo non per dire che la nostra ammirazione per le It Girl è incondizionata ma che è tempo di abbattere gli stereotipi creati dall'universo maschile. Il punto sta nel nome: come può rappresentare una realtà dinamica una persona che viene etichettata come un essere inanimato? "It" suggerisce l'idea di una donna passiva, specchio di desideri senza capacità di mettere niente in discussione.

Non ci aspettiamo niente dalle It Girl se non che si facciano foto e stiano con i loro amici alle feste. Con la rivoluzione dei social media, il movimento di star della rete è uscito da ogni controllo. Sarebbe assolutamente limitativo descrivere l'azione di donne come Amandla Sternberg, Tavi Gevinson e Barbie Ferreira usando l'etichetta "It" perché sono molto di più. Se Sevigny ha galvanizzato l'immagine dell'It Girl, le giovani "girl" di oggi la stanno distruggendo.

È venuto anche per i media il momento di smetterla col riciclaggio. Come avviene a Hollywood con i prequel e i sequel, la moda aveva cominciato a copiare e riprodurre la figura di Sevigny cosa che oggi è diventata profondamente noiosa. È venuto il momento di trovare la giusta evoluzione a questa eredità. Ci sono un sacco di giovani stelle pronte a brillare seguendo la sua scia—dobbiamo solo essere bravi a vederla.

Crediti


Testo Rachel Wilson
Foto Marcelo Krasilcic, 1994

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