Il corpo femminile si ricongiunge alla natura in celestial bodies

Celestial Bodies è un'esplorazione filosofica, emotiva e ambientale della relazione tra il nostro corpo e la natura, vista attraverso gli occhi delle sorelle Eleanor e Rachel Hardwick e Chrissie White.

di i-D Staff
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28 gennaio 2016, 9:45am

Le sorelle Eleanor e Rachel Hardwick hanno unito le loro forze a quelle della fotografa Chrissie White per documentare il loro viaggio di 28 giorni attraverso gli Stati del West America. Il risultato è un bellissimo libro fotografico, Celestial Bodies, che esplora il rapporto tra il corpo femminile e l'ambiente che lo circonda. Le loro immagini eteree ritraggono un'interazione continua tra il corpo umano e il paesaggio, accompagnata da commenti distribuiti in tutto il libro e scritti a mano da Eleanor. Abbiamo fatto due chiacchiere con le tre per scoprire di più del processo creativo alla base di Celestial Bodies.

Parlateci dell'idea che ha ispirato Celestial Bodies…
Elle: Sapevamo di voler realizzare una serie di fotografie concettuali. Avevamo pensato a temi che avevano a che fare con la riconciliazione del nostro corpo con il pianeta e del modo in cui possiamo ricongiungere le nostre emozioni ai cicli della natura. Voglio che il libro risulti rassicurante… Un invito a riporre tutta la nostra fiducia nella terra, nel fatto che si occupa di noi, ci protegge, nonostante tutte le cazzate politiche e ambientali che stanno accadendo ora. Volevo anche che la gente realizzasse che si tratta di escursioni che si possono fare davvero facilmente e spendendo poco se ci si trova in America. I benefici che ne ricaverete in termini di salute mentale e fisica non hanno prezzo.
Chrissie: Abbiamo anche esplorato idee che riguardavano la vastità del paesaggio comparato alla piccolezza dell'essere umano. Nell'arco di tutto il viaggio ci sentivamo costantemente sbalordite, incantate dal mondo che si apriva ai nostri occhi mentre lo osservavamo attraverso lenti diverse: i nostri occhi, le macchine fotografiche e il parabrezza.
Rachel: Credo che l'elemento 'celestiale' mi sia davvero d'ispirazione nel senso che quando penso allo spazio e all'immensità dell'universo, riesco a vedere le cose dalla giusta prospettiva, capire quanto meravigliosa sia in realtà la vita e quanto diamo per scontato. Spesso ci facciamo logorare dalle piccolezze, quando in realtà dovremmo guardare il grande schema delle cose.

Com'è stato collaborare a questo progetto?
Chrissie: È stato un processo molto naturale, nonostante non ci fossimo mai incontrate personalmente prima di questa occasione. Elle è uno dei motivi che mi hanno spinta a dedicarmi alla fotografia anni fa (ci siamo conosciute su Myspace/Flickr). Ci sembrava perfetto che il nostro primo libro fosse insieme.
Rachel: Anche se Elle è la mia sorella minore, la ammiro e sono fiera di lei in un modo indescrivibile -collaboravamo sempre a progetti artistici quando era una teenager e penso di potermi definire la 'musa' dei suoi primi lavori. Poter avocare ancora con lei in modo così intimo è stato davvero speciale. Chrissie, invece, è una persona con la quale ho avuto contatti sporadici via internet per più di dieci anni e un'artista che mi ha sempre ispirata con i suoi lavori.
Elle: Ogni immagine contenuta nel libro appartiene a tutte noi; eravamo coinvolte nel dirigere diversi elementi degli scatti. Sono davvero felice che questa sia la prima collaborazione ufficiale con mia sorella, visto che comunque abbiamo sempre fatto arte insieme. Entrambe conoscevamo Chrissie da anni via Flickr e non ho mai smesso di sentirmi in connessione con le idee che esplora.

In che termini pensate il corpo femminile sia in relazione con la natura e come avete reso quest'idea tramite l'utilizzo di immagini e parole?
Elle: Se vogliamo dirla alla Carl Sagan, siamo tutti costituiti da carbonio che è stato sprigionato da corpi celesti migliaia di anni fa. Poi penso che il nostro umore e destino siano fortemente influenzati dalla luna (in particolar modo per le donne), anche se si tratta di qualcosa di soggettivo. Siamo ancora innegabilmente dipendenti dai cicli dei pianeti per le fasi della nostra vita, per ricevere il giusto apporto di vitamina D per la nostra felicità, eccetera. Sono anche dell'opinione che quando si presta attenzione agli elementi che rendono una foto facilmente collocabile nel tempo, i paesaggi e i corpi nudi sembrino senza tempo; pare quasi che evolvano all'unisono e credo si tratti di una connessione davvero profonda. Prima di partire per questo viaggio, sentivamo di aver bisogno di una pausa dalla vita moderna e siamo tornate a casa tutte così ispirate. Penso che le persone sottovalutino il potere del pianeta nel quale viviamo e il modo nel quale condiziona il nostro benessere.

La nudità femminile è una parte prevalente del progetto. Cosa vi affascina del corpo nudo?
Ella: Mi piace come la nudità sia un qualcosa di senza tempo. I vestiti e gli altri oggetti creati dall'uomo inseriscono facilmente le immagini in un contesto temporale, io volevo produrre qualcosa che avesse respiro universale e si piazzasse al di là di ogni luogo, al di là di ogni tempo. Viviamo in dei corpi che sono così simili tra di loro, che lo sono stati così a lungo, e nonostante questo finiamo per nasconderli tanto spesso a causa della fugacità delle mode che ci fanno pensare che il pudore sia importante, quando in realtà non lo dovrebbe essere.
Rachel: Mi sono sempre trovata molto interessata al naturismo e al concetto di essere completamente imperturbata dal corpo nudo, forse sono solo una vera hippy, ma, come ha già detto Elle, siamo tutti uguali sotto ai vestiti. Penso che il corpo femminile, in particolar modo, evochi così tante associazioni che in realtà sono solo un'invenzione della società moderna, e il fatto che una donna nuda finisca spesso per essere imbarazzata o sentirsi giudicata mi turba molto. Presentando il libro in questa luce assolutamente non sessualizzata, quasi aliena, spero che le persone capiranno che il corpo femminile è molto di più di ciò che viene pubblicizzato dai media.

Quali sono le maggiori differenze che avete notato lavorando negli 8 Stati diversi che avete visitato?
Elle: Avendo scattato a marzo, abbiamo dovuto fare i conti con temperature da "siamo al limite dell'assideramento" a "potrebbe venirci un infarto". Non sapevamo mai cosa avrebbero potuto sopportare ancora i nostri corpi. Il paesaggio americano è così stimolante per la velocità con cui muta e questo è stato sicuramente un aspetto positivo che ci ha permesso di creare un'opera davvero varia, che è la chiave per la narrativa fluttuante e climatica del libro.
Chrissie: Mi trovo d'accordo con Elle. Abbiamo dovuto affrontare così tanti climi diversi, ma è interessante come non abbiamo visto la poggia fino all'ultima sera del nostro viaggio. Abbiamo passato moltissimo tempo nel deserto. Le persone di ogni Stato differiscono per certi aspetti, penso che questo rifletta la diversità di ogni luogo in termini di clima e paesaggio. Nonostante le differenze a livello ambientale, comunque, in ogni luogo abbiamo trovato persone che condividevano i nostri stessi ideali. C'era chi pernottava nei nostri stessi motel e la sera si prendeva del tempo per parlarci della sua storia. Molti tra loro sentivano il bisogno di esplorare (o non esplorare, a causa di doveri sociali/economici) e innamorarsi.

Qual è stata l'esperienza più magica che avete vissuto creando Celestial Bodies?
Rachel: La mia esperienza più magica è avvenuta alla Valley of Fire, un enorme parco nazionale in Nevada che mi ha lasciata senza fiato - rocce multicolore che erano rimaste sott'acqua per anni, celate all'occhio umano. Penso si tratti del luogo più bello che abbia mai visto in vita mia.
Elle: Il tragitto in macchina sulle coste dell'Oregon. Essere accolte dalla donna più dolce del mondo nel suo ranch in prossimità del parco di Yosemite. Scoprire Soda Dam, una sorgente d'acqua calda in una grotta ai lati della strada nel New Mexico. E così tanti dei cieli che abbiamo visto, che erano tanto infiniti; cieli che non potresti nemmeno sognarti di vedere in Inghilterra. Quando ti trovi a guardare le stelle e sentirti così piccolo in un universo così grande, provi qualcosa di terrificante, ma che allo stesso tempo è una lezione di umiltà.
Chrissie: Il risveglio all'alba a White Sands, in Messico. Elle, Rachel ed io abbiamo scalato una duna di sabbia per vedere il sole accendersi. Eravamo avvolte nelle coperte e avevamo portato con noi una piccola campana tibetana. Era uno di quei momenti nei quali ti senti felice di essere viva, con gli amici, circondata dalla natura.

Crediti


Testo Lula Ososki
Foto da Celestial Bodies

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